TRAPIANTO FEGATO, 30 ANNI FA DIVENTAVA TERAPIA UFFICIALE
Pur essendo passati quasi 50 anni dal primo tentativo, e’ stato solo 30 anni fa che il trapianto di fegato e’ diventato una terapia accettata, uscendo dalla dimensione di ‘sperimentale’. Nel 1981 sono infatti iniziati i lavori della Consensus Conference dell’Istituto superiore di sanita’ degli Stati Uniti (Nih) che porto’ due anni piu’ tardi al documento che apri’ la strada a questo intervento su larga scala. Sempre in quell’anno ci fu il primo trapianto nel centro di Pittsburgh che ‘insegno’ al mondo la tecnica. Il primo tentativo di eseguire un trapianto di fegato si deve a Thomas Starzl nel 1963, ma tra questa data e il 1983 se ne fecero soltanto 200. Dopo la Consensus conference c’e stato un vero boom degli interventi, che da 200 in 20 anni passarono a oltre 500 l’anno nel solo centro fondato da Starzl, dove si sono formati i chirurghi che poi hanno portato la tecnica in tutto il mondo. Oggi in Italia si fanno mille trapianti di fegato l’anno, ma il numero e’ limitato dalla scarsa disponibilita’ di organi: ”Il rapporto fra donatori e pazienti e’ 1 a 4 – sottolinea Antonio Pinna, direttore del centro trapianti di fegato di Bologna – e si sta cercando di ovviare alla difficolta’ dividendo in due frammenti gli organi donati, o con la donazione da vivente, mentre in futuro le risposte potrebbero venire dagli xenotrapianti o, piu’ probabilmente, dall’ingegneria tissutale che permette di ottenere organi a partire dalle cellule staminali”.

