22MILA CEREBROLESI L’ANNO, PIU’ ICTUS E MENO INCIDENTI
Sono circa 22mila in Italia le persone colpite ogni anno da lesioni cerebrali. Di queste 10mila sono provocate da trauma cranico, in seguito soprattutto ad incidenti stradali ed infortuni sul lavoro, e 12mila sono dovute ad altre cause (ictus, ischemie, gravi emorragie cerebrali, comi post anossici ecc.). ”E’cambiato negli ultimi 5 anni il rapporto numerico tra le due categorie, che in passato vedeva invece una preminenza di casi da trauma cranico”, spiega Domenico Uliano, segretario generale della Societa’ Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa. Tende quindi a stabilizzarsi il numero di disabilita’ da trauma cranico e ad aumentare la patologia non traumatica. Aumenta inoltre l’eta’ media di entrambe le classi di cerebrolesi: 40 anni per i traumi cranici, 50 anni per gli altri tipi di lesioni. Altra differenza tra le due tipologie sono il divario tra i due sessi: per le disabilita’ da trauma cranico si conta il 72% di uomini e il 28% di donne; per quelle dovute ad altre cause lo scarto diminuisce con il 60% di uomini e il 40% di donne. “La durata media di degenza va da 130 giorni fino a un anno, per i pazienti piu’ gravi. Le rette, che si differenziano da regione a regione, sono in media di circa 400 euro al giorno. Una spesa insufficiente a garantire un’adeguata assistenza per i casi piu’ gravi – spiega Uliano – , visto che il 60% dei soggetti che entrano in queste strutture riabilitative provengono da rianimazioni e sono portatrici di una cannula tracheale”. Insufficienti i programmi di assistenza domiciliare in quasi tutto il territorio nazionale: ”Le famiglie, che hanno diritto ad un assegno mensile di 400 euro circa oltre alla mensilita’ relativa alla disabilita’, devono spesso farsi carico del proprio congiunto, provvedendo di solito ad affiancargli una persona o ad affiancarlo direttamente in un’assistenza costante che spesso impone loro l’abbandono del posto di lavoro. In genere dopo il ricovero ospedaliero, la scelta e’ tra la casa e la Residenza Sanitaria Assistenziale. Un percorso che a volte si limita alla riabilitazione con l’aiuto del fisiatra”. La differenziazione delle rette e del trattamento di accoglienza in base alla gravita’ della disabilita’ sara’ tra gli elementi fondamentali del documento di indirizzo per la ‘Buona pratica clinica nella riabilitazione ospedaliera delle persone con gravi cerebrolesioni acquisite’, in discussione da domani, venerdi’ 5 novembre, nell’ambito della celebrazione della Conferenza di Consenso a Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, organizzata dalla Societa’ Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa e dalla Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico. Tra le altre proposte in programma:”L’istituzione in ogni Regione di almeno un centro di accoglienza e riabilitazione specifico per gli stati vegetativi e le disabilita’ piu’ gravi, e la promozione di una presa in carico del paziente globale: che non si fermi alla riabilitazione tramite fisioterapia ma che si avvalga di un team composto da fisiastra, logopedista, infermiere e, per dare supporto alla famiglia, di uno psicologo”.

