37 ANNI FA PRIMO BREVETTO RISONANZA MAGNETICA
Anche se la tecnologia per misurare le proprieta’ magnetiche dei nuclei atomici affonda le sue radici negli anni ’30 del secolo scorso, le prime applicazioni in campo medico di questa tecnologia sono piu’ recenti e risalgono al 1974. E’ di 37 anni fa infatti la pubblicazione sulle pagine del New York Times del brevetto di Raymond Damadian della risonanza magnetica nucleare (rmn), che permetteva di distinguere tra tessuti cancerosi e no. Da allora e’ iniziata la storia che ha portato alla moderna risonanza magnetica per immagini. Nell’ottobre del 1975 il Times parla di uno dei piu’ potenti spettrometri di rmn costruito alla Stanford university, mentre nel luglio del 1977 Damadian annuncia di aver messo a punto una nuova tecnica per rilevare il cancro usando uno strumento di una tonnellata e mezzo, alto 10 piedi e con il piu’ grande magnete del mondo. Nel ’78 a raccontare l’inizio dell’uso di altre tecniche per immagini sugli uomini, come pet (tomografia ad emissione di positroni), ultrasuoni e scanner ct o cat e’ ‘Science Times’, in cui l’accenno alla risonanza magnetica nucleare e’ relegato agli ultimi due paragrafi, classificata come uno dei metodi ”piu’ lontani dalle applicazionie cliniche”. Ma nei primi anni ’80 le scansioni magnetiche sono eseguite su pazienti umani e gli ospedali iniziano a comprare queste apparecchiature. A causa pero’ delle paure instillate in alcuni pazienti dall’aggettivo ‘nucleare’ della macchina, si cambia nome e il 17 marzo del 1985 il Times usa per la prima volta il termine di risonanza magnetica per immagini (rmi), usato ancora oggi. Si arriva poi agli anni duemila, nel 2003 per la precisione, quando il Times riporta la notizia del premio Nobel per la medicina a Paul Lauterbur e Peter Mansfield per la ricerca sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici, che hanno reso possibile lo sviluppo della rmi.

