Newsletter Enpam n. 5/2012
Ispettori Enpam, accertata evasione milionaria
Gli ispettori della Fondazione Enpam hanno controllato 430 società che avevano omesso di dichiarare fatturati per oltre 200 milioni di euro, accertando un’evasione contributiva di 4 milioni di euro. Sono questi i risultati del primo anno di attività del Nucleo di vigilanza ispettiva dell’ente dei medici e degli odontoiatri.
La squadra è entrata in attività nel marzo 2011 a seguito di un protocollo d’intesa tra la Fondazione e il Ministero del lavoro. Il nucleo è stato costituito per contrastare l’evasione contributiva delle società mediche o odontoiatriche accreditate dal Servizio sanitario nazionale. Queste imprese, che realizzano prestazioni specialistiche, sono tenute per legge a pagare un contributo del 2 per cento su una parte del loro fatturato annuo per finanziare le pensioni dei medici e dei dentisti che collaborano all’attività d’impresa.
Le verifiche e le ispezioni si sono al momento concentrate nel Lazio, in Campania, in Toscana e in Lombardia.
Oltre alle 430 società di capitali, gli ispettori Enpam hanno anche individuato 30 società di persone accreditate con il Servizio sanitario nazionale per le quali le Asl non avevano versato i contributi previdenziali dovuti. Nel caso delle società di persone, infatti, l’obbligo spetta alle Asl.
L’Enpam ha raggiunto anche un effetto positivo indiretto: sull’onda dell’accresciuta attività ispettiva nell’ultimo anno le società che hanno dichiarato spontaneamente i loro fatturati sono aumentate del 25% rispetto al 2010.
A beneficiare dei proventi di questi controlli è il fondo pensionistico degli Specialisti Esterni, che è entrato in sofferenza proprio da quando il Servizio sanitario nazionale ha smesso di convenzionare singoli professionisti e ha cominciato ad accreditare solo società.
Regolarizzati 11.000 liberi professionisti
Nel corso del 2011 la Fondazione Enpam ha individuato 4.718 medici e dentisti libero professionisti che non avevano correttamente indicato i loro redditi ai fini previdenziali.
Il risultato è stato ottenuto incrociando i dati con l’Anagrafe tributaria, un’attività che l’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri realizza dal 2006. Nell’aprile 2011 la Fondazione Enpam e l’Agenzia delle Entrate hanno inoltre firmato una convenzione per la cooperazione informatica, addirittura anticipando la successiva manovra estiva del Governo, che ha esteso questa possibilità a tutti gli enti previdenziali privati.
In totale, nell’anno 2011 i controlli interni, i ravvedimenti volontari e gli incroci dei dati con l’Anagrafe tributaria hanno permesso alla Fondazione Enpam di emettere provvedimenti di regolarizzazione contributiva nei confronti di oltre 11.000 medici e dentisti liberi professionisti per un importo totale posto in riscossione di circa 35 milioni di euro.
Queste misure di controllo, che hanno riguardato gli iscritti al fondo generale – Quota B dell’Enpam, mirano a garantire che tutti i medici e i dentisti che fanno libera professione maturino pensioni adeguate. Molto spesso, infatti, capita che i sanitari, dopo aver correttamente dichiarato al fisco i loro redditi, dimentichino di regolarizzare la loro posizione contributiva, correndo il rischio di ricevere, al momento del pensionamento, assegni più bassi del previsto.
I liberi professionisti, inoltre, hanno interesse a versare i contributi previdenziali perché sono interamente deducibili dalle tasse, con un risparmio fino al 43 per cento sugli importi versati.
L’Enpam alza le pensioni minime e di invalidità
A seguito della pubblicazione dei dati Istat sull’inflazione registrata l’anno scorso, la Fondazione ha aggiornato le tabelle per calcolare i trattamenti previdenziali e assistenziali a favore degli iscritti. La Fondazione Enpam di conseguenza ha aumentato le pensioni minime, quelle di invalidità, le indennità di maternità e le prestazioni assistenzali.
Il trattamento minimo garantito dall’Inps, dato di riferimento per l’integrazione al minimo erogata dalla Fondazione Enpam, è di 6.246,89 euro all’anno (520,57 euro mensili). Il diritto all’integrazione al minimo della pensione è riconosciuto quando gli eventuali altri redditi del pensionato sono inferiori a 12.177,10 euro per il 2011 e a 12.493,78 euro, dato provvisorio, per il 2012. In caso di cumulo con i redditi del coniuge, l’importo non deve superare 24.354,20 euro all’anno per il 2011 e 24.987,56 euro, dato provvisorio, per il 2012.
Inoltre, nel 2012, per le pensioni di invalidità assoluta e permanente e le pensioni indirette (per gli eredi del medico deceduto in attività) l’importo minimo erogabile sarà pari a 14.469,08 euro all’anno lordi.
Aggiornato anche il dato sull’indennità di maternità per il 2012, che verrà riconosciuta tra il minimo di 4.747,64 euro e il limite massimo di 23.738,18 euro lordi.
Calcolati i nuovi minimi reddituali, anche per accedere alle prestazioni assistenziali straordinarie. Il minimo Inps di 6.246,89, moltiplicato per 6 come da regolamento della Fondazione, produce un limite di reddito pari a 37.481,34 euro, per famiglia con un solo componente. Per ciascuna altra persona presente nel nucleo familiare, l’incremento fisso di una quota ulteriore del minimo Inps, comporta i seguenti importi: 2 persone: 43.728,23; 3 persone: 49.975,12; 4 persone: 56.222,01; 5 persone: 62.468,90.
Le tabelle complete sono disponibili al seguente link: https://www.enpam.it/wp-content/uploads/Articolo-su-tabelle-completo1.pdf
L’università portoghese non sbarca in Italia
L’Universidade Fernando Pessoa di Lisbona e Oporto non sarà autorizzata a svolgere in Italia alcun corso di laurea privato per la formazione di odontoiatri.
Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, Prof. Francesco Profumo, ha firmato infatti un decreto di revoca dell’autorizzazione ad aprire una filiazione in Italia.
La questione aveva sollevato forti preoccupazioni all’interno della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, l’Associazione italiana odontoiatri (Aio), l’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), il Collegio dei Docenti e la Conferenza permanente dei Presidenti dei Corsi di laurea di Odontoiatria.
I rappresentanti della professioni avevano riscontrato criticità quali l’accesso non programmato, le quote d’iscrizione molto elevate, che a loro detta, vanno a vantaggio esclusivo della capacità economica piuttosto che del merito degli studenti, la mancanza di requisiti minimi a garanzia di qualità della formazione universitaria, l’assenza di controllo dello Stato sugli aspetti contenutistici, strutturali e organizzativi del corso.
Il decreto di revoca è stato firmato il 16 febbraio 2012 e pubblicato la settimana successiva nella Gazzetta Ufficiale. Gli organismi istituzionali della professione e del mondo universitario odontoiatrico auspicano la definizione di una normativa in grado di escludere il ripetersi di simili iniziative.
