Riguardo alla previdenza, qualcuno ricorderà che secondo la profezia di una nota trasmissione televisiva nazionale, nel 2020 l’Enpam sarebbe fallita. E invece, grazie a tutte le riforme che abbiamo fatto in autonomia, nonostante siamo in piena “gobba previdenziale” – cioè al picco dei pensionamenti –, anche nell’ultimo anno siamo riusciti ad avere un saldo positivo fra le entrate contributive e le uscite per prestazioni.
Non abbiamo cioè eroso le riserve su cui si basa il futuro di tutti i medici e i dentisti, ma anzi ne abbiamo di nuovo messe da parte per gli anni ancora più difficili che dovranno arrivare. Il tutto, inoltre, è stato fatto avendo aumentato il welfare, nella sua quantità e proattività.
Un percorso che è stato possibile con modifiche allo Statuto, che ai tradizionali scopi previdenziali e assistenziali della Fondazione ha aggiunto quelli di realizzare interventi di promozione e sostegno all’attività e al reddito dei professionisti. Allo stesso tempo sono stati fatti interventi per aumentare la rappresentatività degli organi dell’Enpam e rivedere alcuni meccanismi di governo, con un percorso che si è concluso nel pieno consenso, senza un voto contrario.
Il percorso non si è concluso con le riforme perché i cambiamenti evidenti che abbiamo di fronte implicheranno per l’Enpam una vera e propria stagione trasformatrice.
Per l’ente che assicura alla categoria la previdenza e l’assistenza, le trasformazioni saranno obbligate, perché i medici stessi sono cambiati. A tal punto che tra generazioni diverse è persino difficile comprendersi, tanto sono cambiati i modi di intendere la vita e il lavoro.
In aggiunta, è mutata la composizione della professione: in questi anni abbiamo vissuto il sorpasso della componente femminile su quella maschile. Le evidenze scientifiche ci mostrano che le donne hanno una marcia in più in tanti aspetti della pratica medica. Non possiamo però ignorare che hanno ostacoli obiettivi a livello di disponibilità: se decidi di fare figli, è oggettivo che avrai meno tempo, se non altro per le attività extra, e finirai per guadagnare meno (quantomeno questa è la constatazione attuale) e versare meno per la previdenza. Per un ente che basa la sua attività sui numeri, anche la loro qualità conta: una professione medica e odontoiatrica a maggioranza maschile non è uguale alla stessa professione a maggioranza femminile. Continuare a trattare uomini e donne allo stesso modo potrebbe quindi farci scivolare dalla sacralità del principio di uguaglianza alla constatazione delle disparità, se non trasformiamo il nostro approccio.
Più volte ho fatto cenno, poi, alle trasformazioni a cui dovremo andare incontro per abbracciare l’innovazione e metabolizzare i cambiamenti portati dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale.
Ci troveremo ad affrontare varie direttrici di cambiamento: una inevitabilmente legata alla demografia, un’altra connessa agli investimenti responsabili e sostenibili in un periodo in cui la geopolitica impatterà notevolmente sulla finanza;
dovremo poi considerare il flusso della contribuzione previdenziale, in un momento caratterizzato dal mutamento della composizione di genere all’interno della categoria, dalla migrazione in uscita di professionisti, dal ruolo crescente nella sanità del capitale organizzato, e dall’impatto potenzialmente dirompente dell’intelligenza artificiale.



STAGIONE TRASFORMATRICE*
Il Bilancio Sociale è un documento volontario che ha l’obiettivo di comunicare all’esterno in modo chiaro, puntuale e dettagliato, le iniziative e i progetti di responsabilità sociale condotti dalla Fondazione Enpam e le ricadute sulla collettività che ruota attorno all’Ente.