

La Fondazione Enpam, Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, è il riferimento per tutti i medici e gli odontoiatri fin dalla loro iscrizione all’Albo professionale: segue il loro iter previdenziale e assistenziale legato all’attività professionale esercitata e, al termine del percorso lavorativo, eroga le pensioni sia agli iscritti sia, eventualmente, ai familiari che ne abbiano diritto.
Al 31 dicembre 2024 l’Enpam ha 365.318 iscritti attivi e 174.626 pensionati.
L’identità e la natura giuridica della Fondazione
L’Enpam è una Fondazione senza scopo di lucro con sede legale in Roma, Piazza Vittorio Emanuele II, n. 78. La Fondazione, nell’ambito dell’autonomia gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile riconosciuta dalla legge e attraverso una gestione sana, prudente ed efficiente dei contributi versati, garantisce a favore degli iscritti l’erogazione di pensioni (ordinarie, di vecchiaia, di anzianità, supplementi di pensioni ordinarie, pensioni di invalidità, pensioni ai superstiti) e di prestazioni assistenziali. Inoltre, promuove l’attività professionale dei propri iscritti e l’erogazione di misure a sostegno del loro reddito.
L’Enpam, istituito nel 1937 come Cassa di assistenza del sindacato nazionale fascista medici, nel 1950 viene trasformato in Ente di diritto pubblico, per poi, a seguito del profondo processo di trasformazione delle Casse previdenziali dei professionisti, ormai risalente a oltre trenta anni fa, ai sensi della Legge 24 dicembre 1993, n. 537 e del D.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, viene trasformato da Ente pubblico in fondazione senza scopo di lucro, assumendo personalità giuridica di diritto privato (art. 1, comma 2, D.lgs. n. 509/94), con autonomia gestionale, organizzativa e contabile (art. 2, comma 1, d.lgs. n. 509/94).
La predetta garanzia di autonomia gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile degli enti privatizzati, che attiene non tanto e non solo alla struttura dell’ente, quanto soprattutto all’esercizio delle sue funzioni (Corte Costituzionale, sent. n. 15/1999) e quindi alla tutela degli iscritti per il tramite dell’erogazione delle prestazioni di previdenza e assistenza, è stata pienamente affermata, alla luce del chiaro dettato normativo, anche dall’interpretazione offerta sul punto dalla Giurisprudenza (Corte Costituzionale, sent. n. 248/1997- sent. n. 7/2017). Quest’ultima, infatti, interrogata sulle più varie questioni sorte in ragione delle caratteristiche delle casse privatizzate, ha affermato in capo ad esse, alla luce del mutato assetto istituzionale, la medesima potestà di autorganizzazione sussistente per qualsiasi persona giuridica privata ai sensi degli artt. 12 e ss. del codice civile.
Il processo di privatizzazione rappresenta un caso di affidamento di funzioni di interesse pubblico di rango costituzionale alle comunità professionali, in un’ottica del tutto coerente con il principio di sussidiarietà codificato dall’art. 118 della Costituzione: l’affidamento della cura di detto interesse pubblico ad associazioni private dotate di personalità giuridica o a fondazioni è il modulo organizzativo prescelto dal Legislatore per assicurarne la gestione e la tutela, con tutto ciò che a questo consegue in termini di disciplina ad esse applicabile.
L’Enpam, dunque – ferma la missione istituzionale di cura dell’interesse pubblico alla garanzia delle prestazioni di previdenza e assistenza a favore dei professionisti – conserva, per ogni altro ambito della propria attività, la propria connotazione privatistica (Consiglio di Stato, sent. n. 4882/2014).
L’iscrizione e la contribuzione all’Enpam sono obbligatorie per tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Albo professionale. La contribuzione è conseguenza obbligatoria dell’iscrizione all’Albo per quanto riguarda il fondo di previdenza generale e del convenzionamento con il Servizio sanitario nazionale per quanto riguarda i fondi speciali. Non sono consentiti finanziamenti pubblici diretti o indiretti (articolo 1, comma 3, D.lgs. n. 509/1994).
Per la tipicità della funzione svolta e l’obbligatorietà della contribuzione dei professionisti, l’Enpam è soggetto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, nonché al controllo generale da parte della Corte dei Conti. Dal 2011 la Covip vigila altresì sugli investimenti finanziari e sulla composizione del patrimonio (D.L. 6 luglio 2011, n. 98 convertito con modifiche dalla legge 15 luglio 2011, n.111). La sentenza n. 7 del 2017 della Corte Costituzionale ha messo in evidenza come il compito dell’Enpam, al pari delle altre casse privatizzate, sia quello di gestire i contributi versati da ciascun professionista iscritto prima della quiescenza così che il lavoratore possa ritirare il proprio montante contributivo, cioè quanto versato sino al momento della pensione, maggiorato dai coefficienti di trasformazione. Il collegamento (proporzionalità) chiaro e indefettibile, fra volume dei contributi versati e livello delle prestazioni rese, comporta una importante responsabilità del gestore in ordine al loro impiego; dalla buona amministrazione dei contributi dipende in buona sostanza il mantenimento di questo sistema previdenziale che, per legge, non può avvantaggiarsi di contributi a carico dello Stato (cioè della fiscalità generale). Secondo la Corte Costituzionale la scelta di “realizzare un assetto organizzativo autonomo basato sul principio mutualistico” non è l’unica opzione possibile, ma “una volta scelta tale soluzione, il relativo assetto organizzativo e finanziario deve essere preservato in modo coerente con l’assunto dell’autosufficienza economica, dell’equilibrio, della gestione e del vincolo di destinazione tra contributi e prestazioni”. Da ultimo, si evidenzia come la Corte di Cassazione con sentenza n. 4568/2021 abbia ribadito come “il principio fondamentale che determina l’obbligo di contribuzione è quello della oggettiva riconducibilità delle attività svolte alla professione con l’iscrizione all’albo di appartenenza”.
La Fondazione, inoltre, controlla interamente la società Enpam Real Estate Srl1, quale Socio Unico della stessa, alla quale ha affidato la manutenzione e la gestione del proprio patrimonio immobiliare, per il tramite di apposito contratto di servizio. A partire dal 2022, il perimetro delle attività svolte dalla Enpam Real Estate è stato oggetto di un significativo ridimensionamento per effetto sia della dismissione del patrimonio immobiliare della Fondazione (“Project Dream”) che del perfezionamento della cessione del ramo d’azienda della stessa Enpam Real Estate preposto alla gestione delle attività di property, facility e project management.
1 In linea con i precedenti esercizi, la società Enpam Real Estate S.r.l. non rientra nel perimetro di rendicontazione del presente Bilancio Sociale.
Enpam nella Costituzione italiana
L’Enpam assicura l’assistenza pensionistica e previdenziale ai medici e agli odontoiatri impegnati in prima persona a rendere effettivo, per ogni individuo, il godimento del diritto alla salute proclamato dall’articolo 32 della Costituzione, favorendo, allo stesso tempo, il dovere di ogni cittadino di concorrere al progresso della società (articolo 4, comma 2, della Costituzione).
Le prestazioni previdenziali vengono erogate ai medici, agli odontoiatri e alle loro famiglie in adempimento a quanto previsto dall’articolo 38 della Costituzione. Tali prestazioni non gravano sulla fiscalità generale ma vengono finanziate dalla comunità degli iscritti.
Pur non essendo un ente pubblico, l’Enpam assicura un servizio di interesse per la collettività. Non è infatti necessario che interessi generali siano affidati (solo) alle cure di una pubblica amministrazione ben potendo, in applicazione del principio di sussidiarietà “orizzontale” (articolo 118, comma 4, della Costituzione), consentire ai professionisti destinatari delle prestazioni previdenziali di gestire direttamente, in modo prudente ed efficiente, le risorse del contributo obbligatorio che essi versano e che, in ragione della sua natura di salario differito, riavranno al termine dell’attività lavorativa o, in caso di bisogno proprio o della famiglia, sotto forma di assistenza. I medici e gli odontoiatri, pagando regolarmente le tasse sui proventi dell’attività professionale, a un tempo base del prelievo fiscale e della contribuzione previdenziale, concorrono ad accrescere le entrate dello Stato alle quali attingono per “le spese pubbliche” (articolo 53 della Costituzione).
Le risorse amministrate dall’Enpam servono, inoltre, a realizzare, tra i professionisti, quell’uguaglianza sostanziale prevista dall’articolo 3 della Costituzione: attraverso tali risorse, infatti, è possibile prevedere una serie di aiuti in caso di difficoltà o di maggiore necessità dei professionisti e nelle situazioni in cui il reddito di questi diminuisce o è discontinuo. Si pensi alle pensioni di invalidità o a quelle per i familiari in caso di decesso dell’iscritto, all’indennità di maternità, di gravidanza a rischio (articolo 37 della Costituzione), e ai sussidi per nascita o adozione di un figlio (in coerenza con gli obiettivi dell’articolo 31 della Costituzione), al sostegno economico in caso di invalidità temporanea, agli aiuti per disagio o danni da calamità naturale o ancora alle agevolazioni per l’acquisto della prima casa (articolo 47 della Costituzione). A queste prestazioni si aggiungono le iniziative del welfare integrativo che accompagnano i medici e gli odontoiatri durante la vita lavorativa come l’accesso al credito agevolato, la ricerca di forme assicurative per i rischi professionali e la tutela gratuita in caso di perdita dell’autosufficienza (long term care).
Le risorse della Fondazione sono orientate anche al perseguimento di obiettivi di interesse sociale generale (articolo 41 della Costituzione) e a promuovere lo sviluppo dell’economia del Paese, cominciando dai giovani che aspirano ad esercitare la professione medica. In coerenza con l’articolo 34 della Costituzione e realizzando un patto tra generazioni, è stata prevista l’estensione delle coperture previdenziali e assistenziali agli iscritti al V e VI anno della facoltà di Medicina e chirurgia consentendo loro, con una sorta di prestito d’onore, di non pagare subito i relativi contributi. L’Enpam investe, altresì, risorse per realizzare strutture sanitarie e sociosanitarie, ove i medici e gli odontoiatri possono trovare occasione di lavoro, accrescendo al contempo l’offerta di servizi sanitari e sociali nel Paese (articolo 41 della Costituzione: attività economica privata a fini sociali). Nella prospettiva di contribuire alla prevenzione della malattia e nel solco degli obiettivi di salute del Servizio sanitario nazionale, la Fondazione ha recentemente intrapreso iniziative che promuovono una sana alimentazione e stili di vita corretti, anzitutto tra i giovani, indirizzandoli anche all’attività sportiva (articolo 31 della Costituzione).

Organi della Fondazione
Secondo quanto previsto dalla Statuto (art. 10), gli organi di governo della Fondazione sono:
- l’Assemblea nazionale
- il Consiglio di amministrazione
- il Presidente
- il Collegio dei sindaci.
Le funzioni attribuite ai suddetti organi sono definite nello Statuto (https://www.enpam.it/la-fondazione/lo-statuto/) agli art. 11 e seguenti.
Nella seguente tabella viene illustrata la composizione del Consiglio di amministrazione per genere e fascia di età al 31 dicembre 2024:
| COMPOSIZIONE DEL CdA |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| % |
< 30 anni |
Tra 30 e 50 anni |
> 50 anni |
< 30 anni |
Tra 30 e 50 anni |
> 50 anni |
< 30 anni |
Tra 30 e 50 anni |
> 50 anni |
| DONNE |
% |
– |
– |
6,2% |
– |
– |
6,2% |
– |
– |
6,2% |
| UOMINI |
% |
– |
– |
93,8% |
– |
– |
93,8% |
– |
– |
93,8% |
Come si può evincere dalla tabella sopra riportata, nel 2024 la composizione del Consiglio di amministrazione della Fondazione non ha subito modifiche rispetto ai precedenti esercizi, confermando una prevalenza di uomini tra i suoi componenti, pari al 93,8%.
Focus: dal 2025 un nuovo Statuto
Ancorché fuori dall’arco temporale del presente bilancio, si evidenzia che l’Assemblea nazionale, nella seduta del 1° marzo 2025, ha approvato all’unanimità dei votanti le ultime modifiche tecniche allo Statuto, che consentiranno di avviare nel corso del 2025 le elezioni per il rinnovo degli organi dell’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri.
Entro l’estate 2025 è infatti prevista l’elezione della nuova Assemblea nazionale, delle consulte e del nuovo Consiglio di amministrazione, al termine dell’attuale mandato 2020-2025. Le ultime modifiche approvate riguardano la possibilità di tenere assemblee a distanza e una norma transitoria e finale sul conteggio della durata delle cariche espletate.
L’impianto del nuovo Statuto prevede una serie di novità sulla composizione degli organi, con l’aumento della componente assembleare eletta direttamente dai contribuenti, il rafforzamento della presenza femminile e una modifica ai requisiti di professionalità per facilitare l’elezione di giovani nel Cda.
Cambierà anche la durata massima dei mandati, che viene accorciata da cinque a quattro anni, in sincronia con quelli della Fnomceo, mentre si potrà essere eletti tre volte e non più due volte. I prossimi rappresentanti saranno dunque in carica dal 2025 al 2029.
Il nuovo Statuto è stato approvato dai ministeri vigilanti nel corso del 2025.
Il modello organizzativo della Fondazione e la sua evoluzione
La Fondazione, nel perseguire una politica volta al continuo miglioramento della qualità dei servizi erogati ai propri iscritti, ha integrato in modo sempre più sistematico il proprio modello organizzativo al fine di garantire la massima efficienza ed operatività del sistema di controllo interno e di corporate governance. L’obiettivo principale è quello di definire nel tempo un sistema organico e strutturato di principi e procedure di controllo, quale fondamento di un apparato di governo incentrato su valori di correttezza, trasparenza e legalità e sulla loro effettiva implementazione all’interno della Fondazione.
Enpam, a tale scopo, persegue un’attenta e continua analisi dei propri strumenti organizzativi, nelle diverse fasi di gestione e controllo, al fine di verificare la rispondenza delle procedure aziendali rispetto all’evoluzione del quadro giuridico di riferimento e alle scelte organizzative operate in regime di autoregolamentazione.
La particolare attenzione, infatti, prestata dalla Fondazione alla progressiva definizione del proprio modello organizzativo ed alla sua successiva evoluzione, si fonda sulla convinzione che sia possibile realizzare un assetto stabile ed efficiente, nel rispetto degli equilibri di lungo periodo, solo attraverso una politica coerente e consapevole di gestione e controllo dei rischi a cui la Fondazione è sottoposta nel suo operare. Il Modello organizzativo che è venuto delineandosi rappresenta, pertanto, un indubbio valore aggiunto, che non è il risultato di mera attuazione normativa, ma di una stretta corrispondenza tra gli obiettivi istituzionali della Fondazione e le componenti relative all’intero assetto organizzativo, che concorrono, a vario titolo, a realizzarli.
La costante cura prestata all’aggiornamento del Modello nel 2024 è stata caratterizzata, in un’ottica di “evoluzione organizzativa”, dalla definizione del progetto “Analisi e valutazione dei rischi associati ai processi della Fondazione” secondo il modello ERM.
Alla luce delle risultanze di progetto, sono state avviate le attività orientate alla definizione di una “Governance sui rischi aziendali”, anche al fine di operare in sinergia con le attività di audit svolte nell’ambito del Sistema di Gestione Integrato dei processi inerenti alle certificazioni ISO.
Inoltre, al fine di adeguare il Modello Organizzativo alle “best practice” di settore e rafforzarlo relativamente ad aspetti relativi alla prevenzione della corruzione, sono state svolte le attività di analisi e studio volte ad una rivisitazione della disciplina sui conflitti di interesse vigente in Fondazione. Tali attività, anche tenuto conto delle previsioni di cui al Codice Etico, attenzionano le evoluzioni delle discipline di settore riferite agli specifici aspetti di prevenzione delle potenziali condotte di “malagestio”, proseguendo il percorso virtuoso di ulteriore rafforzamento della funzione di Trasparenza/anticorruzione.

Il sistema di controlli della Fondazione
La Fondazione Enpam è sottoposta a un complesso sistema di controlli atto a garantire la correttezza, la tracciabilità e la trasparenza delle attività svolte, tutelando gli interessi degli iscritti e monitorando l’efficienza e l’efficacia del modello organizzativo. Questo sistema è articolato in controlli interni, stabiliti dalla Fondazione e condotti da attori interni all’Ente, cui si affiancano i controlli esterni, previsti dalla normativa in vigore ed esercitati da organismi terzi. Il controllo interno è strutturato come segue:
| CONTROLLI INTERNI |
| TIPOLOGIA DI CONTROLLO |
NATURA DEL
CONTROLLO |
ATTORI COINVOLTI |
| Controlli permanenti di I livello |
Controlli di completezza/conformità, eseguiti dal personale operativo nello svolgimento della propria attività e dai responsabili gerarchici |
Strutture/Aree
Servizi |
| Controlli permanenti di II livello |
Controlli di corretta esecuzione e trasparenza eseguiti da funzioni specializzate indipendenti dalle strutture operative |
Struttura Programmazione, Controllo e Processi
Servizio Controllo di Gestione |
| Controlli periodici di III livello |
Controlli che forniscono una assurance indipendente sul disegno e sul funzionamento del complessivo sistema, cui si affiancano piani di miglioramento definiti dal management |
Organi statutari
Comitato di Controllo Interno
Collegio sindacale |
Il controllo permanente (sia di I che di II livello) riguarda la corretta applicazione di procedure operative che possono risultare:
- trasversali, cioè comuni a tutta l’organizzazione (ad esempio: procedura sul rispetto della privacy, procedura sul conflitto di interessi);
- verticali, cioè specifiche per determinati uffici dell’organizzazione (ad esempio: procedura di investimento in un particolare prodotto finanziario, procedura di dismissione di un dato immobile).
I controlli esterni sono, in prima istanza, distinti secondo la loro natura (privatistica o pubblicistica). Nel dettaglio, il controllo esterno risulta così organizzato:
|
CONTROLLI ESTERNI
|
|
ATTORI |
FUNZIONE |
| Controlli
privatistici |
Società di revisione |
Svolge revisione indipendente e certificazione dei bilanci della Fondazione |
| Controlli
Pubblicistici |
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali |
Approva lo Statuto e i regolamenti della Fondazione e le delibere in materia di contributi e prestazioni |
| Formula rilievi motivati su bilanci preventivi e consuntivi, sui criteri di individuazione e di ripartizione dei rischi connessi alla scelta degli investimenti |
| Controlla la sussistenza dell’equilibrio del bilancio di gestione dei fondi amministrati |
| Ministero dell’Economia e delle Finanze |
Svolge attività di co-vigilanza di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali |
| Corte dei Conti |
Svolge un controllo periodico sulla gestione finanziaria dell’Ente |
| Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) |
Svolge un controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio dell’Ente |
| ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) |
Vigila sui processi di acquisto e sui contratti stipulati con i fornitori, verificando la trasparenza della spesa |
| Vigila sugli approvvigionamenti informatici effettuati al di fuori dell’ambito di Consip |
| Garante per la protezione dei dati personali |
Controlla che i trattamenti di dati personali siano conformi a leggi e regolamenti e, eventualmente, prescrive ai titolari o ai responsabili dei trattamenti le misure da adottare per svolgere correttamente il trattamento |
| Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza sociale |
Vigila sull’efficienza del servizio in relazione alle esigenze degli utenti, sull’equilibrio delle gestioni e sull’utilizzo dei fondi disponibili, anche con finalità di finanziamento e sostegno del settore pubblico e con riferimento all’intero settore previdenziale e assistenziale |
| Vigila sulla programmazione dell’attività dell’ente e sui risultati di gestione in relazione alle esigenze dell’utenza |
| Vigila sull’operatività delle leggi in materia previdenziale e sulla coerenza del sistema previdenziale allargato con le linee di sviluppo dell’economia nazionale |
| AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) |
Esercita controlli in materia di firma digitale, posta elettronica certificata, fatturazione elettronica e trasparenza nella gestione della spesa |
| Per gli approvvigionamenti informatici effettuati al di fuori dell’ambito di Consip, è destinataria delle medesime comunicazioni inviate all’ANAC |
| Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri |
Effettua un controllo in materia di spesa per il personale e costo del lavoro |
Il comitato di controllo interno e il risk management
Nell’ambito del citato sistema dei controlli interni, è stato istituito un comitato di controllo interno che nasce come funzione esterna e indipendente, ausiliario agli organi della Fondazione, per il monitoraggio dei processi aziendali, nonché per l’adempimento degli obblighi informativi e per l’applicazione delle procedure operative.
È composto da tre membri, dei quali uno con funzioni di presidente. Il Comitato, nell’ambito dell’attività propria di verifica delle procedure interne, dal 2020 è anche coinvolto nelle procedure di gestione dei conflitti di interesse. Specificatamente, è intervenuto nella fase di individuazione delle attività particolarmente rilevanti ai fini del potenziale accadimento di ipotesi di conflitti di interesse, nell’individuazione dei soggetti interessati e dei presidi da adottare.
Al fine di prevenire e mitigare il verificarsi di conflitti di interesse, all’interno del proprio Codice, l’Ente impone l’obbligo ai soggetti con cui si relaziona di dichiarare formalmente di non essere coinvolto in situazioni, anche potenziali, di conflitto d’interesse e di darne tempestiva comunicazione in caso di accadimento al responsabile di riferimento ed al Comitato di controllo interno.
La Fondazione, considerata l’evoluzione della normativa in materia, e la sempre maggior centralità ed importanza della tematica della gestione per processi e della corretta gestione dei rischi ad essi associati, al fine di potenziare e migliorare l’attuale sistema di controllo interno in ottica di gestione del rischio, ha intrapreso di recente un progetto volto alla definizione della mappatura dei processi della Fondazione e all’individuazione e valutazione dei rischi, con il fine ultimo di valutare l’adeguatezza del sistema.
Le attività di progetto, nelle differenti fasi di lavorazione, hanno portato alla definizione della mappatura dei processi, dei rischi e dei controlli ad essi associati.
Tale mappatura è stata effettuata sulla base delle attività previste nel funzionigramma che sono state classificate in “cluster” omogenei in termini di “output” finale e/o di sfera di competenza della funzione.
Al fine dell’identificazione preliminare dei rischi associati ai rispondenti processi, è stata effettuata un’attività di “benchmarking” con discipline e “best practice” di settore.
Questa fase ha reso possibile l’allineamento delle specifiche componenti ai principi definiti dall’”Enterprise risk management framework – Integrating with Strategy and Performance” (CoSO Erm Framework), pubblicato nel 2017 dal “Committee of Sponsoring Organizations (CoSO)” in evoluzione del precedente “Framework” del 2004, attestando la circostanza che il rischio è pienamente integrato nel processo di pianificazione strategica e nel contesto della “performance” di un’organizzazione sulla base delle migliori prassi esistenti.
I rischi individuati sono stati classificati sulla base delle seguenti 4 tipologie in coerenza con il “CoSO ERM Framework”:
- strategici: rischi che hanno un effetto sugli obiettivi di lungo termine, strategici e strettamente legati alla mission della Fondazione il cui avvenimento può avere degli impatti rilevanti anche ai fini della continuità operativa della Fondazione stessa;
- operativi: rischi strettamente collegati allo svolgimento delle attività operative della Fondazione nonché ravvisabili nei processi posti in essere dalle varie Strutture;
- compliance: rischi relativi alla mancata adeguatezza al contesto normativo di livello nazionale, comunitario e internazionale, nonché ai regolamenti applicabili specificatamente alla Fondazione;
- finanziari (Reporting): rischi relativi alla performance finanziaria e alle attività contabili della Fondazione.
La conclusione di tale progetto, avvenuta nel mese di maggio 2024 con la presentazione delle relative risultanze al Consiglio di amministrazione della Fondazione, ha permesso di rappresentare i processi, di identificare e valutare i potenziali rischi ad essi associati al fine di diffondere il “know-how” e la conoscenza delle “best practice” in ottica ERM e di individuare gli eventuali ambiti di miglioramento e gli ulteriori elementi utili al rafforzamento del Sistema di controllo interno della Fondazione.
Gli esiti di tale progettualità potranno costituire la base di ulteriori futuri sviluppi in tema di rischi aziendali, per iniziative di “set up” di sistemi di controlli interni e di gestione dei rischi rispondenti ad eventuali future esigenze regolatorie e organizzative, anche relative alla valutazione di altre tipologie di rischio (es. rischi di compliance, rischi di cyber security…).

Il Codice Etico
I valori che ispirano l’operatività di Enpam sono riportati nel suo Codice etico, documento adottato dal 2013, oggetto di aggiornamento nel 2022, che impegna i componenti degli Organi statutari e collegiali, il personale dirigente e non dirigente, i collaboratori interni e quelli terzi destinatari, tutti i collaboratori esterni (ad esempio fornitori, gestori finanziari, realtà controllate, collegate e chiunque altro operi in nome e per conto della Fondazione).
L’Enpam, nell’esercizio delle sue attività e nelle relazioni con i portatori di interesse, si interfaccia con realtà complesse e tratta, in via preventiva, temi importanti quali anticorruzione, antiriciclaggio, protocolli di legalità, meccanismi di selezione e verifica dei requisiti dei fornitori e collaboratori, etc. Il Codice etico affronta e disciplina in termini valoriali ed a prescindere dalle cogenze di legge anche questi ulteriori aspetti, unitamente ad altre tematiche.
La Fondazione impronta la propria condotta a princìpi di trasparenza, onestà, correttezza e libera concorrenza, adottando comportamenti virtuosi nello svolgimento delle proprie attività al fine di garantire una condotta etica e responsabile del business.
Per garantire la conformità al Codice etico anche da parte dei fornitori di Enpam e la tutela dei principi in tema di forniture, le controparti contrattuali sono tenute a sottoscrivere dichiarazioni di conoscenza dei princìpi di questo Codice, impegnandosi a non adottare alcun comportamento che induca in qualsiasi modo la Fondazione o i suoi destinatari a violare i princìpi in esso previsti.
Il Codice etico racchiude il complesso di diritti, doveri e responsabilità che l’Enpam assume espressamente nei confronti di ogni portatore di interesse con il quale interagisce nell’ambito dello svolgimento della propria attività. Si traduce in regole e princìpi che devono ispirare l’attività di tutti coloro che operano nella Fondazione e per la Fondazione con livelli di responsabilità proporzionali a funzioni e ruoli ricoperti ed a quanto previsto da legge, Statuto e Regolamenti orientando al contempo, insieme a procedure e disposizioni aziendali, i comportamenti dei destinatari.
Tutto ciò, con l’obiettivo di delineare nel tempo un sistema organico e strutturato di principi idoneo a porsi come fondamento di un apparato di governo incentrato su valori di correttezza, trasparenza e legalità e di garantirne l’effettiva implementazione all’interno dell’organizzazione aziendale.
Nell’ultimo aggiornamento le lavorazioni sono state organizzate principalmente nelle seguenti fasi:
- analisi del contesto aziendale e delle relative evoluzioni dal 2013 ad oggi: è stata svolta una verifica del quadro giuridico di riferimento e delle scelte organizzative operate negli anni dalla Fondazione, anche in regime di autodeterminazione;
- attività di monitoraggio e mappatura delle tematiche affrontate dal Codice: è stata attuata un’analisi testuale-comparativa delle informazioni contenute nei Codici etici di altre realtà pubbliche e private, al fine di individuare le tematiche oggetto di possibile rivisitazione dei contenuti del Codice;
- proposte di aggiornamento: sono state formulate le proposte di modifiche/integrazioni testuali apportate al testo vigente;
- condivisione con il Comitato di controllo interno: sono stati condivisi con il Comitato di controllo interno i contenuti oggetto di revisione e/o di nuova introduzione;
- revisione linguistica: l’intero documento è stato revisionato dalla Struttura Comunicazione e Ufficio Stampa da un punto di vista di semplificazione linguistica, in linea con quanto definito dalle Linee guida nazionali, al fine di migliorarne la leggibilità.
A seguito dell’evoluzione del quadro giuridico di riferimento e delle scelte organizzative attuate dalla Fondazione, è in fase conclusiva un’attività di revisione ed integrazione di alcuni contenuti del Codice medesimo, con particolare riferimento alla recente normativa in materia di appalti e “whistleblowing”, nonché agli aggiornamenti ed orientamenti che verranno considerati in tema di conflitti di interesse.
Il Codice si pone quale fondamento di un apparato di governo incentrato sui principi etico-valoriali riconosciuti dalla Fondazione, nel protendersi al raggiungimento dei suoi obiettivi istituzionali.
Trasparenza e aspetti evolutivi
Nell’ambito della normativa in materia di prevenzione della corruzione, rilevante è il concetto di trasparenza a cui, in linea con gli interventi previsti dalla L. 190/2012, ne è stata data attuazione tramite il D.lgs. 33/2013 (“Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”).
Enpam, attua la trasparenza essenzialmente nei rapporti con gli iscritti mediante la diffusione delle informazioni/dati relative/i all’andamento amministrativo, gestionale e finanziario. Ciò anche al fine di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’uso delle risorse. In particolare, Fondazione pubblica in una sezione dedicata del proprio sito istituzionale le informazioni, i dati e i documenti di carattere cogente, assicurandone la piena fruibilità e oggetto di aggiornamento secondo termini e modalità prescritte. Inoltre, in via di autodeterminazione, sono pubblicate ulteriori informazioni e dati di pertinenza nell’area riservata agli iscritti.
La funzione Trasparenza assolve alle attività di monitoraggio continuo del contesto normativo, giurisprudenziale, documentale e/o di prassi di settore ed effettua valutazioni di merito anche sotto il profilo legale, con il duplice obiettivo di misurarne il relativo livello di “compliance” e di “performance”.
Nel quadro evolutivo del proprio Modello, anche in conformità agli standard internazionali di gestione, ci si orienta altresì a dare piena rispondenza agli aspetti connessi alla prevenzione della corruzione con le conseguenti attività di analisi/valutazione, volti alla procedimentalizzazione delle afferenti attività ed a garanzia di un approccio integrato, che tenga conto, altresì, degli specifici profili di rischio connessi ai rispondenti processi.
In relazione alla valenza strategica e reputazionale di trasparenza, anticorruzione ed istituti connessi, si tengono mirati eventi formativi di aggiornamento e momenti di confronto/approfondimento con esperti di settore, al fine di accrescere le competenze trasversali su tali tematiche.
In aderenza agli stringenti requisiti introdotti dalla normativa “whistleblowing” (tra cui in primis quello di riservatezza), recepita nell’assetto normativo/informatico istituzionale con idonei presìdi “software” ed adempimenti dedicati, si opera per rendere il procedimento di segnalazione sempre più efficiente, rafforzando la gestione dei flussi anche a livello di interlocuzioni interne e agevolando, al contempo, anche le conseguenti attività di monitoraggio.
La Carta dei Servizi
La Carta dei Servizi è il documento con il quale la Fondazione informa gli iscritti circa i servizi offerti e le relative modalità di erogazione e declina l’impegno della Fondazione ad assicurare standard di qualità dei servizi erogati, che garantiscano adeguati livelli di efficienza ed efficacia delle prestazioni, in un’ottica di continuo e progressivo miglioramento finalizzato alla soddisfazione dei propri iscritti.
Nel documento, che viene tenuto costantemente aggiornato sono stati definiti i parametri che consentono la quantificazione dei livelli standard qualitativi che la Fondazione si impegna a garantire e sono state evidenziate “le dimensioni qualitative” che caratterizzano, conformemente alla disciplina di riferimento, l’erogazione dei servizi della Fondazione, definite in:
- accessibilità, intesa come capacità di garantire l’accesso ai servizi erogati a tutti gli utenti potenzialmente interessati;
- efficacia, intesa come capacità dei servizi di raggiugere gli obiettivi prefissati in termini di rispondenza ai bisogni e alle esigenze individuate dalla Fondazione;
- tempestività, intesa quale tempo intercorrente fra la richiesta del servizio da parte dell’utente (o la promessa del servizio da parte della Fondazione) e l’effettiva erogazione dello stesso;
- trasparenza della gestione, intesa quale semplicità per l’utente e per gli “stakeholders” di reperire, acquisire e comprendere le informazioni necessarie per poter usufruire al meglio del servizio di proprio interesse.
Sono state espresse, altresì, “le dimensioni qualitative accessorie” utili a garantire la qualità effettiva dei servizi erogati. Il documento contiene altresì paragrafi dedicati alla trasparenza nei suoi diversi aspetti, all’accesso agli atti ed alla privacy.

Privacy e sicurezza delle informazioni
Al fine di migliorare l’attuale livello di sicurezza dei dati gestiti e di far fronte alla continua evoluzione della normativa derivante dalla sempre maggior centralità ed importanza della tematica della sicurezza, la Fondazione ha ritenuto necessario intraprendere un progetto di “Definizione ed esecuzione del processo di Cybersecurity Risk Management”, mirato a valutare l’adeguatezza dei controlli interni e dei presidi di sicurezza attualmente in essere, nonché ad individuare i principali rischi di Cybersecurity a cui la Fondazione potrebbe essere esposta.
Le attività intraprese sono in linea con la particolare attenzione posta dalla Fondazione alla sicurezza del patrimonio informativo, già concretizzatasi con il conseguimento della certificazione del proprio Sistema di Gestione secondo la norma Iso-Iec 27001:2017, relativa alla Sicurezza delle Informazioni estesa con i requisiti della norma Iso-Iec 27701:2019 per la gestione delle informazioni in ambito Privacy.
Il progetto ha consentito di:
- valutare il livello di maturità della Fondazione in termini di cybersecurity, identificando i gap e definendo un piano di remediation (Cyber Maturity Assessment);
- identificare i processi critici per la Fondazione valutandone gli impatti potenziali sulla continuità del business in caso di incidenti di sicurezza (Business Impact Analysis):
- valutare i rischi cyber e individuare i possibili interventi per mitigare i rischi identificati.
Inoltre, sempre a tutela degli iscritti e del patrimonio informativo della Fondazione, nel corso del 2024 sono stati effettuati tutti gli audit necessari a verificare il corretto adempimento degli obblighi di legge e dei requisiti di sicurezza e privacy in relazione alle norme ISO sopra citate.
Attenzione strategica alle risorse umane
Enpam ha da sempre un’attenzione strategica nei confronti delle proprie persone. Il rispetto dei diritti umani, l’imparzialità di trattamento, le pari opportunità, la diversità e l’inclusione rappresentano i valori fondamentali che la Fondazione coltiva nell’ambito delle attività che svolge e delle relazioni che instaura. A tal fine, all’interno del proprio Codice Etico la Fondazione si impegna a condannare ogni forma di discriminazione, con riguardo in particolare all’età, al sesso, alla sessualità, allo stato di salute, allo stato civile, alle opinioni politiche e sindacali, alle credenze religiose, alla nazionalità e all’origine etnica o sociale.
L’attività della Fondazione è svolta da 501 risorse assunte con contratto di lavoro dipendente, tutte a tempo indeterminato (Ccnl Adepp), in lieve diminuzione rispetto al 2023 dello 1,2%. In particolare, il 49,5% dei dipendenti risultano uomini, mentre il restante 50,5% donne.
Come si può evincere dalla tabella di seguito riportata, la maggior parte della forza lavoro risulta assunta con contratto a tempo pieno, mentre solo una minima percentuale con contratto a tempo parziale (0,6%).
| FORZA DI LAVORO |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| LAVORATORI DIPENDENTI (UOMINI) |
n. |
249 |
252 |
248 |
| LAVORATORI DIPENDENTI (DONNE) |
n. |
254 |
255 |
253 |
| TOTALE |
n. |
503 |
507 |
501 |
| LAVORATORI DIPENDENTI PER TIPOLOGIA DI CONTRATTO |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| A TEMPO INDETERMINATO (UOMINI) |
n. |
249 |
252 |
248 |
| A TEMPO INDETERMINATO (DONNE) |
n. |
254 |
255 |
252 |
| A TEMPO DETERMINATO (UOMINI) |
n. |
0 |
0 |
0 |
| A TEMPO DETERMINATO (DONNE) |
n. |
0 |
0 |
1 |
| A TEMPO PIENO (UOMINI) |
n. |
247 |
250 |
246 |
| A TEMPO PIENO (DONNE) |
n. |
253 |
254 |
252 |
| A TEMPO PARZIALE (UOMINI) |
n. |
2 |
2 |
2 |
| A TEMPO PARZIALE (DONNE) |
n. |
1 |
1 |
1 |
Per quanto riguarda i lavoratori non dipendenti, invece, si segnala che nel 2024 la Fondazione si è avvalsa di tre collaboratori.
La percentuale più significativa dell’organico, pari al 48,7% dei dipendenti, risulta avere un’età superiore ai 50 anni, mentre il 48,5% si colloca nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 50 anni, ed il restante 2,8% ha un’età inferiore o uguale ai 30 anni.
| DIPENDENTI PER FASCIA D’ETÀ |
UNITÀ |
2022 |
2023 |
2024 |
| DI MISURA |
U |
D |
U |
D |
U |
D |
| <30 ANNI |
n. |
5 |
7 |
7 |
7 |
7 |
7 |
| 30-50 ANNI |
n. |
127 |
126 |
126 |
135 |
118 |
125 |
| >50 |
n. |
117 |
121 |
119 |
113 |
123 |
121 |
| TOTALE |
n. |
249 |
254 |
252 |
255 |
248 |
253 |
Relativamente alla distinzione dell’organico per tipologia di qualifica professionale, l’81,5% dei dipendenti risulta assunto come impiegato. La restante parte della forza lavoro è assunta rispettivamente come quadro (13,5%) e come dirigente (5%).
| INQUADRAMENTO PROFESSIONALE E GENERE |
UNITÀ |
2022 |
2023 |
2024 |
| DI MISURA |
Tot. |
<30 anni |
30-50 |
>50 |
Tot. |
<30 anni |
30-50 |
>50 |
Tot. |
<30 anni |
30-50 |
>50 |
| DIRIGENTI (UOMINI) |
n. |
23 |
0 |
6 |
17 |
23 |
0 |
6 |
17 |
21 |
0 |
5 |
16 |
| DIRIGENTI(DONNE) |
n. |
4 |
0 |
0 |
4 |
4 |
0 |
0 |
4 |
4 |
0 |
0 |
4 |
| QUADRI (UOMINI) |
n. |
30 |
0 |
11 |
19 |
30 |
0 |
11 |
19 |
30 |
0 |
10 |
20 |
| QUADRI (DONNE) |
n. |
45 |
0 |
13 |
32 |
38 |
0 |
14 |
24 |
38 |
0 |
12 |
26 |
| IMPIEGATI (UOMINI) |
n. |
196 |
5 |
101 |
90 |
199 |
7 |
109 |
83 |
197 |
7 |
103 |
87 |
| IMPIEGATI (DONNE) |
n. |
205 |
7 |
104 |
94 |
213 |
7 |
121 |
85 |
211 |
7 |
113 |
91 |
Nella seguente tabella si riporta, per ciascun inquadramento professionale, la ripartizione in termini percentuali dei dipendenti distinti per genere
| INQUADRAMENTO PROFESSIONALE E GENERE
|
UNITÀ
DI MISURA
|
2022 |
2023 |
2024 |
| DONNE |
UOMINI |
DONNE |
UOMINI |
DONNE |
UOMINI |
| DIRIGENTI |
% |
15 |
85 |
15 |
85 |
16 |
84 |
| QUADRI |
% |
60 |
40 |
56 |
44 |
56 |
44 |
| IMPIEGATI |
% |
51 |
49 |
52 |
48 |
52 |
48 |
Dal 2021, è divenuto operativo il nuovo funzionigramma aziendale, correlato al nuovo organigramma, aggiornato ad agosto 2023 a seguito all’introduzione della normativa in materia dì Whistleblowing.


Anche l’anno 2024, come gli ultimi anni, è stato caratterizzato dalla costante evoluzione e dalla necessità di adattarsi al grande cambiamento organizzativo e della cultura aziendale. In particolare, il processo di change management organizzativo che ne è derivato ha comportato una profonda rivoluzione lavorativa, che ha indotto l’adozione della modalità del “lavoro agile”, o smart working, per la maggioranza del personale (al 31/12/2024 il numero di personale in smart working è stato pari a n. 412 a fronte del totale di n. 501 unità, pari a circa l’82%).
Tale rivoluzione lavorativa è stata mossa dalla volontà/necessità di conformarsi alle trasformazioni tenendo alta l’attenzione ai cambiamenti imposti dalla società, essendo pre-videnti e pragmatici, e cercando di guardare sempre avanti per reagire tempestivamente al cambiamento. Ci si è così adattati ad una modifica delle procedure e delle tecnologie, conformandosi e cercando di affermarsi sempre nel rispetto di un’etica di responsabilità. Ne è derivata la necessità di un assestamento delle modalità manageriali di coordinamento e di relazione, ed in generale dei rapporti con i collaboratori e tra colleghi, nonché dell’approccio e della mentalità lavorativi, improntati ad una maggiore autoregolazione e fiducia, unitamente ad un più marcato senso di autodisciplina, coinvolgimento e richiesta di responsabilizzazione. Il tutto si è tradotto in un progresso culturale aziendale.
L’attività di formazione, a seguito di audit specifici, ha ottenuto il riconoscimento di piena conformità ai requisiti standard delle norme con validità fino al 2025 e quindi il certificato ISO 9001:2015 emesso dalla SQS, Società di certificazione esterna della Qualità. Nel corso del 2024 sono stati superati con successo gli audit necessari a verificare il corretto adempimento degli obblighi di legge e dei requisiti della certificazione.
Accanto alla formazione tradizionale in aula, si è collocata la formazione/autoformazione/autoaggiornamento on-line capillarmente distribuita al personale, grazie alla piattaforma e-learning Noienpam, con notevoli effetti positivi in termini di risparmio economico, essendo la stessa, oltre che progettata e tenuta da personale interno, fruita direttamente dalle postazioni lavorative (anche da remoto) senza necessità di costi aggiunti per docenze esterne e per spostamenti.
La piattaforma e-learning ha messo a disposizione attività formative, informative, spazi di rivisitazione e di aggiornamento culturale, per stimolare i processi di apprendimento autodiretto, in modo continuo, interattivo e dinamico via web, in un’ottica di life long learning e di miglioramento culturale e professionale continuo e costante.
Durante l’anno, infatti, è stata utilizzata costantemente l’Intranet aziendale, come leva importante per il senso di appartenenza alla comunità per il personale.
In materia di Formazione, nell’anno 2024 è stato dato seguito, tramite la relativa procedura (indagini di mercato/unico operatore), alle risultanze emerse dall’analisi della rilevazione dei fabbisogni formativi per la pianificazione biennale, oltre che alle sopraggiunte esigenze formative che hanno portato a n. 103 richieste formative, a fronte di n. 141 Corsi, per la quasi totalità erogati online, che hanno richiesto anche un’attività di co-progettazione interna.
Dei 141 corsi, 29 hanno riguardato la formazione finanziata. In totale, 621 sono state le partecipazioni ai corsi di formazione, di cui 219 per la formazione finanziata.
Nel 2024, attraverso la gestione della formazione finanziata, è stato possibile utilizzare i fondi interprofessionali Fondimpresa e realizzare il prosieguo del precedente Piano Formativo, denominato “E.Vol.Uti.On – (Emozione, Volontà, Utilità, On) Integrazione”, il Piano Formativo “V. P. S. – (Visione, Potenziale e Strategia)” ed il Piano Formativo “Deluxe- Comunicazione, Presentazioni efficaci, Leadership e Lingua Inglese”.
Si mette in evidenza, inoltre, che la Fondazione eroga annualmente a tutto il personale dipendente Corsi specifici di aggiornamento obbligatorio in materia di Cybersecurity a tutela del luogo di lavoro e della consapevolezza dei rischi del web. A tal riguardo si precisa che anche per l’anno 2024 è stato promosso per la totalità del personale il Corso in sicurezza informatica che avrà temine nel mese di Maggio 2025.
L’attività di formazione, a seguito di audit specifici, ha ottenuto anche nel 2024 il riconoscimento di piena conformità ai requisiti standard delle norme e quindi il certificato Iso 9001:2015 emesso dalla SQS, Società di certificazione esterna per la Qualità.
Nelle seguenti tabelle si riporta il dettaglio delle ore di formazione erogate al personale dipendente distinte per tipologia di corso (interno-esterno) e area tematica.
| ORE TOTALI DI FORMAZIONE PER CATEGORIA (Corsi esterni) |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DIRIGENTI |
Ore |
10 |
5 |
15 |
| QUADRI |
Ore |
8 |
72 |
11,5 |
| IMPIEGATI |
Ore |
48 |
464 |
129 |
| ORE TOTALI DI FORMAZIONE |
Ore |
66 |
541 |
155,5 |
| ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE PER CATEGORIA
(corsi esterni) |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DIRIGENTI |
ore
pro-capite |
0,37 |
0,19 |
0,6 |
| QUADRI |
ore
pro-capite |
0,11 |
1,05 |
0,17 |
| IMPIEGATI |
ore
pro-capite |
0,12 |
1,13 |
0,32 |
| ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE (su tot. Dipendenti) |
ore
pro-capite |
0,13 |
1,07 |
0,31 |
| ORE TOTALI DI FORMAZIONE
PER CATEGORIA
(Corsi interni) |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DIRIGENTI |
Ore |
596,5 |
596,5 |
380 |
| QUADRI |
Ore |
1.435,3 |
1.528,5 |
1.096,65 |
| IMPIEGATI |
Ore |
9.084,3 |
8.004,2 |
4.298,15 |
| ORE TOTALI DI FORMAZIONE |
Ore |
11.116,1 |
10.129,2 |
5.774,8 |
| ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE PER CATEGORIA
(corsi interni) |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DIRIGENTI |
ore
pro-capite |
22,09 |
22,09 |
15,2 |
| QUADRI |
ore
pro-capite |
19,13 |
22,48 |
16,12 |
| IMPIEGATI |
ore
pro-capite |
22,65 |
19,43 |
10,53 |
| ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE (su tot. Dipendenti) |
ore
pro-capite |
22,09 |
19,98 |
11,53 |
| ORE TOTALI DI FORMAZIONE PER TEMATICA |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| BASE |
Ore |
5.884 |
975 |
296 |
| MANAGERIALE |
Ore |
2.767 |
400 |
198 |
| SPECIALISTICA |
Ore |
2.531 |
9.295 |
5.436 |
| TOTALE |
Ore |
11.182 |
10.670 |
5.930 |
| ORE TOTALI DI FORMAZIONE PER GENERE |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| UOMINI |
Ore |
5.655 |
5.458 |
2.874 |
| DONNE |
Ore |
5.527 |
5.211 |
3.056 |
| UOMINI |
ore
pro-capite |
22,71 |
21,66 |
11,59 |
| DONNE |
Ore
pro-capite |
21,75 |
20,44 |
12,08 |
| Numero di corsi |
n. |
122 |
92 |
141 |
| Numero di partecipazioni |
n. |
1.221 |
1.001 |
621 |
Nel 2022 era stato dato avvio ad un piano di incentivazione all’esodo e contestuale ricambio generazionale. L’obiettivo è stato quello di ottimizzare le risorse economiche scaturenti, valorizzando il personale già in forza e procedendo alle selezioni di personale esterno, con lo scopo di realizzare un ricambio generazionale verso un incremento degli standard produttivi e qualitativi aziendali.
Pertanto, a partire dal 2022 si è dato avvio all’analisi, alla progettazione ed alla realizzazione della prima fase del Piano per l’incentivazione all’esodo finalizzato al ricambio generazionale del personale della Fondazione, con conseguente staffetta tra cessazioni ed assunzioni di risorse umane, che si è protratto anche nel 2024, come da tabelle che seguono.
| PERSONALE DIPENDENTE IN USCITA PER FASCIA DI ETÀ |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DONNE |
UOMINI |
TOTALE |
DONNE |
UOMINI |
TOTALE |
DONNE |
UOMINI |
TOTALE |
| Età < 30 anni |
n. |
1 |
0 |
1 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| Età 30 – 50 anni |
n. |
0 |
0 |
0 |
1 |
0 |
1 |
1 |
2 |
3 |
| Età > 50 anni |
n. |
4 |
5 |
9 |
18 |
7 |
25 |
2 |
6 |
8 |
| TOTALE |
n. |
5 |
5 |
10 |
19 |
7 |
26 |
3 |
8 |
11 |
| PERSONALE DIPENDENTE IN ENTRATA PER FASCIA DI ETÀ |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DONNE |
UOMINI |
TOTALE |
DONNE |
UOMINI |
TOTALE |
DONNE |
UOMINI |
TOTALE |
| Età < 30 anni |
n. |
0 |
0 |
0 |
4 |
4 |
8 |
1 |
0 |
1 |
| Età 30 – 50 anni |
n. |
5 |
2 |
7 |
15 |
6 |
21 |
0 |
3 |
3 |
| Età > 50 anni |
n. |
0 |
0 |
0 |
1 |
0 |
1 |
0 |
1 |
1 |
| TOTALE |
n. |
5 |
2 |
7 |
20 |
10 |
30 |
1 |
4 |
5 |
| TASSO DI CESSAZIONE |
UNITÀ DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DONNE |
UOMINI |
DONNE |
UOMINI |
DONNE |
UOMINI |
| Età < 30 anni |
% |
14,3 |
0 |
0 |
0 |
0 |
0 |
| Età 30 – 50 anni |
% |
0 |
0 |
0,7 |
0 |
0,8 |
1,7 |
| Età > 50 anni |
% |
3,3 |
4,3 |
15,9 |
5,9 |
1,65 |
4,9 |
| TASSO DI ASSUNZIONE |
UNITÀ DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| DONNE |
UOMINI |
DONNE |
UOMINI |
DONNE |
UOMINI |
| Età < 30 anni |
% |
0 |
0 |
57,1 |
5,1 |
14,3 |
0 |
| Età 30 – 50 anni |
|
4 |
16 |
4,4 |
11,9 |
0 |
2,5 |
| Età > 50 anni |
% |
0 |
0 |
0,9 |
0 |
0 |
0,8 |
Nelle seguenti tabelle si riportano ulteriori dati riguardanti il personale dipendente relativi alla provenienza urbana o extraurbana dei lavoratori, alla percentuale di scolarizzazione all’interno dell’organico e al numero di persone che nel corso del periodo di rendicontazione hanno usufruito del congedo parentale.
| FORZA LAVORO TOTALE PER PROVINCIA DI RESIDENZA |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| ROMA(UOMINI) |
n. |
219 |
222 |
220 |
| ROMA (DONNE) |
n. |
245 |
244 |
241 |
| ALTRE (UOMINI) |
n. |
30 |
30 |
28 |
| ALTRE (DONNE) |
n. |
9 |
11 |
12 |
| PERCENTUALE DI SCOLARIZZAZIONE |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| Laurea |
% |
41,75 |
43,39 |
43,71 |
| Diploma |
% |
46,12 |
45,76 |
45,71 |
| Varie |
% |
12,13 |
10,85 |
10,58 |
| CONGEDO PARENTALE
(Chi ne ha usufruito) |
UNITÀ
DI MISURA |
2022 |
2023 |
2024 |
| UOMINI |
n. |
4 |
8 |
11 |
| GIORNATE DI PERMESSO (Uomini) |
n. |
40 |
71 |
63 |
| DONNE |
n. |
14 |
16 |
23 |
| GIORNATE DI PERMESSO (Donne) |
n. |
246 |
191 |
288 |
| Tasso di rientro al lavoro
dopo il congedo parentale |
% |
100 |
100 |
100 |
