La Fondazione Enpam, Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri, è il riferimento per tutti i medici e gli odontoiatri fin dalla loro iscrizione all’Albo professionale: segue il loro iter previdenziale e assistenziale legato all’attività professionale esercitata e, al termine del percorso lavorativo, eroga le pensioni sia agli iscritti sia, eventualmente, ai familiari che ne abbiano diritto.

Al 31 dicembre 2025 l’Enpam ha 362.984 iscritti attivi e 184.021 pensionati.

L’identità e la natura giuridica della Fondazione

L’Enpam è una Fondazione senza scopo di lucro con sede legale in Roma, Piazza Vittorio Emanuele II, n. 78. La Fondazione, nell’ambito dell’autonomia gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile riconosciuta dalla legge e attraverso una gestione sana, prudente ed efficiente dei contributi versati, garantisce a favore degli iscritti l’erogazione di pensioni (ordinarie, di vecchiaia, di anzianità, supplementi di pensioni ordinarie, pensioni di invalidità, pensioni ai superstiti) e di prestazioni assistenziali. Inoltre, promuove l’attività professionale dei propri iscritti e l’erogazione di misure a sostegno del loro reddito.

L’Enpam, istituito nel 1937 come Cassa di assistenza del sindacato nazionale fascista medici, nel 1950 viene trasformato in Ente di diritto pubblico, per poi, a seguito del profondo processo di trasformazione delle Casse previdenziali dei professionisti, ormai risalente a oltre trenta anni fa, ai sensi della Legge 24 dicembre 1993, n. 537 e del D.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, viene trasformato da Ente pubblico in fondazione senza scopo di lucro, assumendo personalità giuridica di diritto privato (art. 1, comma 2, D.lgs. n. 509/94), con autonomia gestionale, organizzativa e contabile (art. 2, comma 1, d.lgs. n. 509/94).

La predetta garanzia di autonomia gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile degli enti privatizzati, che attiene non tanto e non solo alla struttura dell’ente, quanto soprattutto all’esercizio delle sue funzioni (Corte costituzionale, sent. n. 15/1999) e quindi alla tutela degli iscritti per il tramite dell’erogazione delle prestazioni di previdenza e assistenza, è stata pienamente affermata, alla luce del chiaro dettato normativo, anche dall’interpretazione offerta sul punto dalla Giurisprudenza (Corte Costituzionale, sent. n. 248/1997- sent. n. 7/2017). Quest’ultima, infatti, interrogata sulle più varie questioni sorte in ragione delle caratteristiche delle casse privatizzate, ha affermato in capo ad esse, alla luce del mutato assetto istituzionale, la medesima potestà di autorganizzazione sussistente per qualsiasi persona giuridica privata ai sensi degli artt. 12 e ss. del Codice civile.

Il processo di privatizzazione rappresenta un caso di affidamento di funzioni di interesse pubblico di rango costituzionale alle comunità professionali, in un’ottica del tutto coerente con il principio di sussidiarietà codificato dall’art. 118 della Costituzione: l’affidamento della cura di detto interesse pubblico ad associazioni private dotate di personalità giuridica o a fondazioni è il modulo organizzativo prescelto dal Legislatore per assicurarne la gestione e la tutela, con tutto ciò che a questo consegue in termini di disciplina ad esse applicabile.

L’Enpam, dunque – ferma la missione istituzionale di cura dell’interesse pubblico alla garanzia delle prestazioni di previdenza e assistenza a favore dei professionisti – conserva, per ogni altro ambito della propria attività, la propria connotazione privatistica (Consiglio di Stato, sent. n. 4882/2014).

L’iscrizione e la contribuzione all’Enpam sono obbligatorie per tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’Albo professionale. La contribuzione è conseguenza obbligatoria dell’iscrizione all’Albo per quanto riguarda il fondo di previdenza generale e del convenzionamento con il Servizio sanitario nazionale per quanto riguarda i fondi speciali. Non sono consentiti finanziamenti pubblici diretti o indiretti (articolo 1, comma 3, D.lgs. n. 509/1994).

Per la tipicità della funzione svolta e l’obbligatorietà della contribuzione dei professionisti, l’Enpam è soggetto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, nonché al controllo generale da parte della Corte dei conti. Dal 2011 la Covip vigila altresì sugli investimenti finanziari e sulla composizione del patrimonio (D.L. 6 luglio 2011, n. 98 convertito con modifiche dalla legge 15 luglio 2011, n.111). La sentenza n. 7 del 2017 della Corte costituzionale ha messo in evidenza come il compito dell’Enpam, al pari delle altre casse privatizzate, sia quello di gestire i contributi versati da ciascun professionista iscritto prima della quiescenza così che il lavoratore possa ritirare il proprio montante contributivo, cioè quanto versato sino al momento della pensione, maggiorato dai coefficienti di trasformazione. Il collegamento (proporzionalità) chiaro e indefettibile, fra volume dei contributi versati e livello delle prestazioni rese, comporta una importante responsabilità del gestore in ordine al loro impiego; dalla buona amministrazione dei contributi dipende in buona sostanza il mantenimento di questo sistema previdenziale che, per legge, non può avvantaggiarsi di contributi a carico dello Stato (cioè della fiscalità generale).

Secondo la Corte Costituzionale la scelta di “realizzare un assetto organizzativo autonomo basato sul principio mutualistico” non è l’unica opzione possibile, ma “una volta scelta tale soluzione, il relativo assetto organizzativo e finanziario deve essere preservato in modo coerente con l’assunto dell’autosufficienza economica, dell’equilibrio, della gestione e del vincolo di destinazione tra contributi e prestazioni”. Da ultimo, si evidenzia come la Corte di Cassazione con sentenza n. 4568/2021 abbia ribadito come “il principio fondamentale che determina l’obbligo di contribuzione è quello della oggettiva riconducibilità delle attività svolte alla professione con l’iscrizione all’albo di appartenenza”.

La Fondazione, inoltre, controlla interamente la società Enpam Real Estate Srl1, quale Socio Unico della stessa, alla quale ha affidato la manutenzione e la gestione del proprio patrimonio immobiliare, per il tramite di apposito contratto di servizio. A partire dal 2022, il perimetro delle attività svolte dalla Enpam Real Estate è stato oggetto di un significativo ridimensionamento per effetto sia della dismissione del patrimonio immobiliare della Fondazione (“Project Dream”) che del perfezionamento della cessione del ramo d’azienda della stessa Enpam Real Estate preposto alla gestione delle attività di property, facility e project management.

 

1. In linea con i precedenti esercizi, la società Enpam Real Estate S.r.l. non rientra nel perimetro di rendicontazione del presente Bilancio Sociale.

 

Enpam nella Costituzione italiana

L’Enpam assicura l’assistenza pensionistica e previdenziale ai medici e agli odontoiatri impegnati in prima persona a rendere effettivo, per ogni individuo, il godimento del diritto alla salute proclamato dall’articolo 32 della Costituzione, favorendo, allo stesso tempo, il dovere di ogni cittadino di concorrere al progresso della società (articolo 4, comma 2, della Costituzione).

Le prestazioni previdenziali vengono erogate ai medici, agli odontoiatri e alle loro famiglie in adempimento a quanto previsto dall’articolo 38 della Costituzione. Tali prestazioni non gravano sulla fiscalità generale ma vengono finanziate dalla comunità degli iscritti.

Pur non essendo un ente pubblico, l’Enpam assicura un servizio di interesse per la collettività. Non è infatti necessario che interessi generali siano affidati (solo) alle cure di una pubblica amministrazione ben potendo, in applicazione del principio di sussidiarietà “orizzontale” (articolo 118, comma 4, della Costituzione), consentire ai professionisti destinatari delle prestazioni previdenziali di gestire direttamente, in modo prudente ed efficiente, le risorse del contributo obbligatorio che essi versano e che, in ragione della sua natura di salario differito, riavranno al termine dell’attività lavorativa o, in caso di bisogno proprio o della famiglia, sotto forma di assistenza. I medici e gli odontoiatri, pagando regolarmente le tasse sui proventi dell’attività professionale, a un tempo base del prelievo fiscale e della contribuzione previdenziale, concorrono ad accrescere le entrate dello Stato alle quali attingono per “le spese pubbliche” (articolo 53 della Costituzione).

Le risorse amministrate dall’Enpam servono, inoltre, a realizzare, tra i professionisti, quell’uguaglianza sostanziale prevista dall’articolo 3 della Costituzione: attraverso tali risorse, infatti, è possibile prevedere una serie di aiuti in caso di difficoltà o di maggiore necessità dei professionisti e nelle situazioni in cui il

reddito di questi diminuisce o è discontinuo. Si pensi alle pensioni di invalidità o a quelle per i familiari in caso di decesso dell’iscritto, all’indennità di maternità, di gravidanza a rischio (articolo 37 della Costituzione), e ai sussidi per nascita o adozione di un figlio (in coerenza con gli obiettivi dell’articolo 31 della Costituzione), al sostegno economico in caso di invalidità temporanea, agli aiuti per disagio o danni da calamità naturale o ancora alle agevolazioni per l’acquisto della prima casa (articolo 47 della Costituzione). A queste prestazioni si aggiungono le iniziative del welfare integrativo che accompagnano i medici e gli odontoiatri durante la vita lavorativa come l’accesso al credito agevolato, la ricerca di forme assicurative per i rischi professionali e la tutela gratuita in caso di perdita dell’autosufficienza (long term care).

Le risorse della Fondazione sono orientate anche al perseguimento di obiettivi di interesse sociale generale (articolo 41 della Costituzione) e a promuovere lo sviluppo dell’economia del Paese, cominciando dai giovani che aspirano ad esercitare la professione medica. In coerenza con l’articolo 34 della Costituzione e realizzando un patto tra generazioni, è stata prevista l’estensione delle coperture previdenziali e assistenziali agli iscritti al V e VI anno della facoltà di Medicina e chirurgia consentendo loro, con una sorta di prestito d’onore, di non pagare subito i relativi contributi. L’Enpam investe, altresì, risorse per realizzare strutture sanitarie e sociosanitarie, ove i medici e gli odontoiatri possono trovare occasione di lavoro, accrescendo al contempo l’offerta di servizi sanitari e sociali nel Paese (articolo 41 della Costituzione: attività economica privata a fini sociali). Nella prospettiva di contribuire alla prevenzione della malattia e nel solco degli obiettivi di salute del Servizio sanitario nazionale, la Fondazione ha recentemente intrapreso iniziative che promuovono una sana alimentazione e stili di vita corretti, anzitutto tra i giovani, indirizzandoli anche all’attività sportiva (articolo 31 della Costituzione).

 

 

Dal 2025 un nuovo Statuto

 

Il nuovo Statuto della Fondazione Enpam, approvato con decreto interministeriale del 1° aprile 2025, ha dato avvio al rinnovo degli Organi della Fondazione per il quadriennio 2025-2029.

In sintesi, i punti chiave del nuovo Statuto sono:

  • la tutela della rappresentanza di genere negli Organi collegiali della Fondazione, al fine di garantire un’effettiva presenza del genere meno rappresentato;
  • la modifica della composizione dell’Assemblea Nazionale tramite l’innalzamento dal 50% al 60%, rispetto al numero dei componenti di diritto (Presidenti OO.MM e Presidenti Cao), della quota dei componenti da eleggere su base nazionale fra gli iscritti contribuenti alle gestioni previdenziali della Fondazione.
  • la durata dei mandati, ridotta da 5 a 4 anni, con un massimo di 3 mandati consecutivi;
  • il ricambio generazionale, da favorire attraverso un percorso formativo tale da consentire anche ai giovani la possibilità di candidarsi quali componenti del Consiglio di amministrazione.

Con le elezioni svoltesi il 29 maggio 2025 sono stati eletti dagli iscritti Enpam i 70 rappresentanti delle categorie dei contribuenti nell’Assemblea Nazionale e delle Consulte. La nuova Assemblea, nella prima seduta del 29 giugno, ha eletto i dieci componenti del Consiglio di amministrazione (altri tre componenti sono stati eletti dalle tre Consulte che hanno diritto ad essere rappresentate), il Presidente e i due Vicepresidenti, i componenti del Collegio sindacale di propria competenza e quelli, sempre di propria competenza, degli Osservatori dei giovani e dei pensionati.

Organi della Fondazione

Secondo quanto previsto dalla Statuto (art. 10), gli organi di governo della Fondazione sono:

  • l’Assemblea nazionale
  • il Consiglio di amministrazione
  • il Presidente
  • il Collegio dei sindaci.

Le funzioni attribuite ai suddetti organi sono definite nello Statuto agli art. 11 e seguenti.

Nella seguente tabella viene illustrata la composizione del Consiglio di amministrazione per genere e fascia di età al 31 dicembre 2025:

 

COMPOSIZIONE DEL CDA  UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
% < 30 anni Tra 30 e 50 anni > 50 anni < 30 anni Tra 30 e 50 anni > 50 anni < 30 anni Tra 30 e 50 anni > 50 anni
DONNE % – – 6,2% – – 6,2% 12,5%
UOMINI % – – 93,8% – – 93,8% 18,75% 68,75%

 

Come si può evincere dalla tabella riportata nella pagina precedente, al 31/12/2025 la nuova composizione del Consiglio di amministrazione della Fondazione, a seguito delle elezioni per il rinnovo degli Organi svolte il 28 giugno 2025, registra un abbassamento dell’età media dei componenti rispetto al passato e l’aumento della presenza femminile.

Ciò è stato possibile grazie alle novità introdotte dal nuovo Statuto della Fondazione, in vigore dal 1°Aprile 2025, volte al rafforzamento della presenza negli Organi dell’Ente del genere meno rappresentato e al ricambio generazionale.

Nello specifico, rispetto agli anni passati, si evidenzia quindi una forte percentuale di componenti nella fascia tra i 30 e i 50 anni (31,25%), così suddivisa: 18,75% genere maschile e 12,5% genere femminile. Si riduce, pertanto, la fascia dei componenti con oltre 50 anni di età, che passa dal 93,8% al 68,75%.

 

Adepp, confermato il presidente

 

L’Assemblea dell’Adepp, l’associazione degli enti di previdenza privati, riunitasi il 17 dicembre 2025, ha confermato all’unanimità quale Presidente Alberto Oliveti.

L’Adepp è l’organismo che riunisce e rappresenta le casse di previdenza e assistenza dei liberi professionisti in Italia (al 2025 conta circa 1,7 milioni di iscritti). Fondata nel 1996, l’associazione non ha fini di lucro e tutela gli interessi delle casse associate nei rapporti con le istituzioni, il Governo e il Parlamento. Il suo obiettivo principale è promuovere l’efficienza, la stabilità finanziaria e l’autonomia gestionale dei vari enti, favorendo al contempo il welfare strategico e gli investimenti a sostegno dell’economia reale. Dal 2023 l’Adepp è membro di Esip (European Social Insurance Platform), la rete europea strategica per la cooperazione tra i sistemi nazionali di assicurazione sociale.

 

Il modello organizzativo della Fondazione e la sua evoluzione

La Fondazione, nel perseguire una politica volta al continuo miglioramento della qualità dei servizi erogati ai propri iscritti, ha integrato in modo sempre più sistematico il proprio modello organizzativo al fine di garantire la massima efficienza ed operatività del sistema di controllo interno e di corporate governance. L’obiettivo principale è quello di definire nel tempo un sistema organico e strutturato di principi e procedure di controllo, quale fondamento di un apparato di governo incentrato su valori di correttezza, trasparenza e legalità e sulla loro effettiva implementazione all’interno della Fondazione.

Enpam, a tale scopo, persegue un’attenta e continua analisi dei propri strumenti organizzativi, nelle diverse fasi di gestione e controllo, al fine di verificare la rispondenza delle procedure aziendali rispetto all’evoluzione del quadro giuridico di riferimento e alle scelte organizzative operate in regime di autoregolamentazione.

La particolare attenzione, infatti, prestata dalla Fondazione alla progressiva definizione del proprio modello organizzativo ed alla sua successiva evoluzione, si fonda sulla convinzione che sia possibile realizzare un assetto stabile ed efficiente, nel rispetto degli equilibri di lungo periodo, solo attraverso una politica coerente e consapevole di gestione e controllo dei rischi a cui la Fondazione è sottoposta nel suo operare.

Nell’ambito dell’ordinaria attività di monitoraggio del Modello organizzativo volta a garantirne il costante aggiornamento, nell’annualità 2025, l’impegno della Fondazione è stato proteso alla cura dell’evoluzione del Modello, nell’ottica di rafforzarne gli aspetti relativi alla prevenzione della corruzione ed in funzione dei principi propri di una gestione del rischio aziendale in logica Erm (Enterprise risk management).

A seguito del completamento delle attività di analisi e studio sulle evoluzioni delle discipline di settore riferite agli specifici aspetti di prevenzione delle potenziali condotte di malagestio, si è provveduto ad una complessiva sistematizzazione della disciplina interna in materia di conflitti di interesse, al fine di assicurare un assetto regolamentare interno omogeneo e sistematizzando le disposizioni regolanti la materia.

Tale revisione è finalizzata ad adeguarne i contenuti al quadro normativo di riferimento, nonché ai principi ispiratori del contesto regolatorio e alle scelte organizzative adottate dalla Fondazione nell’ambito del proprio regime di autoregolamentazione.

Sono state regolarmente eseguite le attività di reporting al Comitato di Controllo Interno e, per quanto di competenza, al Collegio Sindacale, inerenti alle evidenze risultanti dalle attività di controllo di secondo livello sulle procedure del patrimonio e di “auditing” interno, al fine di valutare la conformità e l’adeguatezza del Modello Organizzativo e la conformità delle discipline interne.

Il Modello organizzativo che è venuto delineandosi rappresenta, pertanto, un indubbio valore aggiunto, che non è il risultato di mera attuazione normativa, ma di una stretta corrispondenza tra gli obiettivi istituzionali della Fondazione e le componenti relative all’intero assetto organizzativo, che concorrono, a vario titolo, a realizzarli.

Il sistema di controlli della Fondazione

La Fondazione Enpam è sottoposta a un complesso sistema di controlli atto a garantire la correttezza, la tracciabilità e la trasparenza delle attività svolte, tutelando gli interessi degli iscritti e monitorando l’efficienza e l’efficacia del modello organizzativo.

Questo sistema è articolato in controlli interni, stabiliti dalla Fondazione e condotti da attori interni all’Ente, cui si affiancano i controlli esterni, previsti dalla normativa in vigore ed esercitati da organismi terzi.

Il controllo interno è strutturato come mostrato nella tabella.

Il controllo permanente (sia di I che di II livello) riguarda la corretta applicazione di procedure operative che possono risultare:

  • trasversali, cioè comuni a tutta l’organizzazione (ad esempio: procedura sul rispetto della privacy, procedura sul conflitto di interessi);
  • verticali, cioè specifiche per determinati uffici dell’organizzazione (ad esempio: procedura di investimento in un particolare prodotto finanziario, procedura di dismissione di un dato immobile).

I controlli esterni sono, in prima istanza, distinti secondo la loro natura (privatistica o pubblicistica).

A seguire sotto la tabella controllo interni, il controllo esterno come risulta organizzato nel dettaglio.

 

 

 

CONTROLLI INTERNI
TIPOLOGIA DI CONTROLLO NATURA DEL

CONTROLLO

ATTORI COINVOLTI
Controlli permanenti di I livello Controlli di completezza/conformità, eseguiti
dal personale operativo nello svolgimento della propria attività e dai responsabili gerarchici

Strutture/Aree

Servizi

Controlli permanenti di II livello Controlli di corretta esecuzione/trasparenza eseguiti da funzioni specializzate indipendenti dalle strutture operative

Struttura Programmazione, Controllo e Processi

Servizio Controllo di Gestione

Controlli periodici di III livello Controlli che forniscono una assurance indipendente sul disegno e sul funzionamento del complessivo sistema, cui si affiancano piani di miglioramento definiti dal management

Organi statutari

Comitato di Controllo Interno

Collegio sindacale

 

 

Di seguito, il controllo esterno come risulta organizzato nel dettaglio.

 

 

CONTROLLI ESTERNI

ATTORI FUNZIONE
Controlli

privatistici

Società di revisione Svolge revisione indipendente e certificazione dei bilanci della Fondazione
Controlli

Pubblicistici

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Approva lo Statuto e i regolamenti della Fondazione e le delibere in materia di contributi e prestazioni
Formula rilievi motivati su bilanci preventivi e consuntivi, sui criteri di individuazione e di ripartizione dei rischi connessi alla scelta degli investimenti
Controlla la sussistenza dell’equilibrio del bilancio di gestione dei fondi amministrati
Ministero dell’Economia e delle Finanze Svolge attività di co-vigilanza di concerto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Corte dei Conti Svolge un controllo periodico sulla gestione finanziaria dell’Ente
Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) Svolge un controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio dell’Ente
ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) Vigila sui processi di acquisto e sui contratti stipulati con i fornitori, verificando la trasparenza della spesa
Vigila sugli approvvigionamenti informatici effettuati al di fuori dell’ambito di Consip
Garante per la protezione dei dati personali Controlla che i trattamenti di dati personali siano conformi a leggi e regolamenti e, eventualmente, prescrive ai titolari o ai responsabili dei trattamenti le misure da adottare per svolgere correttamente il trattamento
Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza sociale Vigila sull’efficienza del servizio in relazione alle esigenze degli utenti, sull’equilibrio delle gestioni e sull’utilizzo dei fondi disponibili, anche con finalità di finanziamento e sostegno del settore pubblico e con riferimento all’intero settore previdenziale e assistenziale
Vigila sulla programmazione dell’attività dell’ente e sui risultati di gestione in relazione alle esigenze dell’utenza
Vigila sull’operatività delle leggi in materia previdenziale e sulla coerenza del sistema previdenziale allargato con le linee di sviluppo dell’economia nazionale
AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) Esercita controlli in materia di firma digitale, posta elettronica certificata, fatturazione elettronica e trasparenza nella gestione della spesa
Per gli approvvigionamenti informatici effettuati al di fuori dell’ambito di Consip, è destinataria delle medesime comunicazioni inviate all’ANAC
Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri Effettua un controllo in materia di spesa per il personale e costo del lavoro

 

Il comitato di controllo interno e il risk management

Nell’ambito del citato sistema dei controlli interni, è stato istituito un comitato di controllo interno che nasce come funzione esterna e indipendente, ausiliario agli organi della Fondazione, per il monitoraggio dei processi aziendali, nonché per l’adempimento degli obblighi informativi e per l’applicazione delle procedure operative.

È composto da tre membri, dei quali uno con funzioni di presidente. Il Comitato, nell’ambito dell’attività propria di verifica delle procedure interne, dal 2020 è anche coinvolto nelle procedure di gestione dei conflitti di interesse. Specificatamente, è intervenuto nella fase di individuazione delle attività particolarmente rilevanti ai fini del potenziale accadimento di ipotesi di conflitti di interesse, nell’individuazione dei soggetti interessati e dei presidi da adottare.

Al fine di prevenire e mitigare il verificarsi di conflitti di interesse, all’interno del proprio Codice, l’Ente impone l’obbligo ai soggetti con cui si relaziona di dichiarare formalmente di non essere coinvolto in situazioni, anche potenziali, di conflitto d’interesse e di darne tempestiva comunicazione in caso di accadimento al responsabile di riferimento ed al Comitato di controllo interno.

La Fondazione, considerata l’evoluzione della normativa in materia, e la sempre maggior centralità ed importanza della tematica della gestione per processi e della corretta gestione dei rischi ad essi associati, al fine di potenziare e migliorare l’attuale sistema di controllo interno in ottica di gestione del rischio, ha intrapreso di recente un progetto volto alla definizione della mappatura dei processi della Fondazione e all’individuazione e valutazione dei rischi, con il fine ultimo di valutare l’adeguatezza del sistema.

Le attività di progetto, nelle differenti fasi di lavorazione, hanno portato alla definizione della mappatura dei processi, dei rischi e dei controlli ad essi associati.

Tale mappatura è stata effettuata sulla base delle attività previste nel funzionigramma che sono state classificate in “cluster” omogenei in termini di “output” finale e/o di sfera di competenza della funzione.

Al fine dell’identificazione preliminare dei rischi associati ai rispondenti processi, è stata effettuata un’attività di “benchmarking” con discipline e “best practice” di settore.

Questa fase ha reso possibile l’allineamento delle specifiche componenti ai principi definiti dall’ “Enterprise risk management framework – Integrating with Strategy and Performance” (CoSO Erm Framework), pubblicato nel 2017 dal “Committee of Sponsoring Organizations (CoSO)” in evoluzione del precedente “Framework” del 2004, attestando la circostanza che il rischio è pienamente integrato nel processo di pianificazione strategica e nel contesto della “performance” di un’organizzazione sulla base delle migliori prassi esistenti.

Proseguendo nel percorso di implementazione del sistema di gestione del rischio, a seguito del completamento della prima fase del progetto rischi, che ha consentito l’identificazione e la valutazione dei rischi operativi della Fondazione, sono state svolte attività finalizzate ad assicurare l’adeguatezza del modello e delle attività di risk assessment, anche sotto il profilo della metodologia e dei criteri adottati.

In tale contesto, sono state intraprese, specifiche attività di analisi e approfondimento degli aspetti organizzativi e procedurali necessari all’adozione dei framework individuati, in un’ottica di prevenzione della corruzione, con riferimento, in particolare alle previsioni di cui alla norma UNI ISO 37001 e al D.lgs. 231/2001.

Tali attività hanno condotto all’ampliamento del perimetro dei rischi, includendo i rischi reato di cui alle norme suddette.

A completamento di tali attività, sono state individuate nuove procedure e prassi operative volte alla successiva definizione di un modello di governance del processo di risk assessment e alla definizione della procedura di risk management, secondo il quale identificare i ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti e i relativi flussi informativi e di reporting.

 

Il Codice Etico

I valori che ispirano l’operatività di Enpam sono riportati nel suo Codice etico, documento adottato dal 2013 e aggiornato nel 2022, che impegna i componenti degli Organi statutari e collegiali, il personale dirigente e non dirigente, i collaboratori interni e quelli terzi destinatari, tutti i collaboratori esterni (ad esempio fornitori, gestori finanziari, realtà controllate, collegate e chiunque altro operi in nome e per conto della Fondazione).

L’Enpam, nell’esercizio delle sue attività e nelle relazioni con i portatori di interesse, si interfaccia con realtà complesse e tratta, in via preventiva, temi importanti quali anticorruzione, antiriciclaggio, protocolli di legalità, meccanismi di selezione e verifica dei requisiti dei fornitori e collaboratori, etc. Il Codice etico affronta e disciplina in termini valoriali ed a prescindere dalle cogenze di legge anche questi ulteriori aspetti, unitamente ad altre tematiche.

La Fondazione impronta la propria condotta a princìpi di trasparenza, onestà, correttezza e libera concorrenza, adottando comportamenti virtuosi nello svolgimento delle proprie attività al fine di garantire una condotta etica e responsabile del business.

Per garantire la conformità al Codice etico anche da parte dei fornitori di Enpam e la tutela dei principi in tema di forniture, le controparti contrattuali sono tenute a sottoscrivere dichiarazioni di conoscenza dei princìpi di questo Codice, impegnandosi a non adottare alcun comportamento che induca in qualsiasi modo la Fondazione o i suoi destinatari a violare i princìpi in esso previsti.

Il Codice etico racchiude il complesso di diritti, doveri e responsabilità che l’Enpam assume espressamente nei confronti di ogni portatore di interesse con il quale interagisce nell’ambito dello svolgimento della propria attività. Si traduce in regole e princìpi che devono ispirare l’attività di tutti coloro che operano nella Fondazione e per la Fondazione con livelli di responsabilità proporzionali a funzioni e ruoli ricoperti ed a quanto previsto da legge, Statuto e Regolamenti orientando al contempo, insieme a procedure e disposizioni aziendali, i comportamenti dei destinatari.

Tutto ciò, con l’obiettivo di delineare nel tempo un sistema organico e strutturato di principi idoneo a porsi come fondamento di un apparato di governo incentrato su valori di correttezza, trasparenza e legalità dell’organizzazione aziendale.

Nell’ultimo aggiornamento le lavorazioni sono state organizzate principalmente nelle seguenti fasi:

  1. analisi del contesto aziendale e delle relative evoluzioni dal 2013 ad oggi: è stata svolta una verifica del quadro giuridico di riferimento e delle scelte organizzative operate negli anni dalla Fondazione, anche in regime di autodeterminazione;
  2. attività di monitoraggio e mappatura delle tematiche affrontate dal Codice: è stata attuata un’analisi testuale-comparativa delle informazioni contenute nei Codici etici di altre realtà pubbliche e private, al fine di individuare le tematiche oggetto di possibile rivisitazione dei contenuti del Codice;
  3. proposte di aggiornamento: sono state formulate le proposte di modifiche/integrazioni testuali apportate al testo vigente;
  4. condivisione con il Comitato di controllo interno: sono stati condivisi con il Comitato di controllo interno i contenuti oggetto di revisione e/o di nuova introduzione;
  5. revisione linguistica: l’intero documento è stato revisionato dalla Struttura Comunicazione e Ufficio Stampa da un punto di vista di semplificazione linguistica, in linea con quanto definito dalle Linee guida nazionali, al fine di migliorarne la leggibilità.

A seguito dell’evoluzione del quadro giuridico di riferimento e delle scelte organizzative attuate dalla Fondazione, è in fase conclusiva un’attività di revisione ed integrazione di alcuni contenuti del Codice medesimo, con particolare riferimento alla recente normativa in materia di appalti e “whistleblowing”, nonché agli aggiornamenti ed orientamenti che verranno considerati in tema di conflitti di interesse.

Il Codice si pone quale fondamento di un apparato di governo incentrato sui principi etico-valoriali riconosciuti dalla Fondazione, nel protendersi al raggiungimento dei suoi obiettivi istituzionali.

Trasparenza e Whistleblowing

Nell’ambito della normativa in materia di prevenzione della corruzione, rilevante è il concetto di trasparenza a cui, in linea con gli interventi previsti dalla L. 190/2012, ne è stata data attuazione tramite il D.lgs. 33/2013 (“Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”).

Enpam, attua la trasparenza essenzialmente nei rapporti con gli iscritti mediante la diffusione delle informazioni/dati relativi all’andamento amministrativo, gestionale e finanziario. Ciò anche al fine di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’uso delle risorse. In particolare, Fondazione pubblica in una sezione dedicata del proprio sito istituzionale le informazioni, i dati e i documenti di carattere cogente, assicurandone la piena fruibilità e oggetto di aggiornamento secondo termini e modalità prescritte. Inoltre, in via di autodeterminazione, sono pubblicate ulteriori informazioni e dati di pertinenza nell’area riservata agli iscritti.

La funzione Trasparenza assolve alle attività di monitoraggio continuo del contesto normativo, giurisprudenziale, documentale e/o di prassi di settore ed effettua valutazioni di merito anche sotto il profilo legale, con il duplice obiettivo di misurarne il relativo livello di “compliance” e di “performance”.

Nel corso dell’esercizio 2025 è stato avviato e sviluppato un percorso di rafforzamento della funzione Trasparenza in ottica Anticorruzione, tuttora in fase di implementazione. Tale percorso è stato orientato ai principi del miglioramento continuo e della progressiva integrazione con i profili di responsabilità amministrativa dell’Ente.

Tra le attività realizzate vi sono le iniziative di analisi e studio, finalizzate a supportare una cultura orientata alla prevenzione dei rischi e alla compliance normativa.

Sempre nell’ambito del processo di rafforzamento della funzione Trasparenza in ottica Anticorruzione, a seguito della mappatura dei processi aziendali e dei correlati rischi operativi, sono state definite e completate le attività finalizzate all’individuazione degli aspetti di anticorruzione correlati ai processi aziendali ed alle attività sottostanti.

Sono proseguite le attività ordinarie di gestione e presidio della funzione Trasparenza e Anticorruzione. In particolare, è stata curata la rimodulazione e l’aggiornamento dei dati e dei documenti oggetto di pubblicazione, al fine di garantire contenuti predefiniti, omogenei nella forma e facilmente fruibili dagli utenti, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

Sono state regolarmente svolte le attività di monitoraggio e controllo connesse all’attuazione delle misure di Trasparenza e Anticorruzione previste dal quadro normativo di riferimento e dal modello organizzativo adottato, assicurando la continuità e l’efficacia dei presidi già in essere.

Particolare attenzione è riservata all’attuazione della normativa in materia di whistleblowing, nel rispetto dei rigorosi requisiti di riservatezza. Il sistema di segnalazione è stato recepito nell’assetto normativo e informatico della Fondazione mediante l’adozione di adeguati presìdi software e procedure dedicate, con l’obiettivo di rendere il processo sempre più efficiente, sicuro e accessibile. Tali interventi consentono di migliorare la gestione dei flussi informativi, favorire le interlocuzioni interne e potenziare le attività di monitoraggio e controllo.

 

Sistema di Gestione Integrato

Il Sistema di Gestione Integrato adottato dalla Fondazione ricomprende il Sistema di Gestione per la Qualità (Sgq – Iso 9001:2015), il Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni (Sgsi – Iso/Iec 27001:2013) e il sistema, introdotto nel 2022, per la gestione della conformità dei dati personali a supporto del Gdpr (Iso/Iec 27701:2019).

Nel secondo semestre 2025, il Sistema di Gestione implementato in conformità ai requisiti delle norme Iso di riferimento, è stato oggetto di verifica da parte dell’ente di certificazione esterno ai fini del rinnovo della certificazione di durata triennale. In vista della ricertificazione, nel corso del secondo semestre 2025 la Struttura ha svolto un’articolata attività di analisi e valutazione dell’andamento del Sistema di Gestione Integrato, finalizzata a verificarne l’efficacia, l’adeguatezza e la coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici e ai requisiti normativi applicabili. A seguito delle attività di audit, è stata effettuata la rivalutazione della conformità dell’intero Sistema di Gestione Integrato ai requisiti delle norme Iso, attraverso un processo di riorganizzazione e aggiornamento della documentazione di sistema. Tale attività ha tenuto conto, in particolare, delle evidenze e dei risultati maturati nell’ambito delle ulteriori progettualità sviluppate dalla Fondazione, con specifico

Sistema di Gestione Integrato

Il Sistema di Gestione Integrato adottato dalla Fondazione ricomprende il Sistema di Gestione per la Qualità (Sgq – Iso 9001:2015), il Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni (Sgsi – Iso/Iec 27001:2013) e il sistema, introdotto nel 2022, per la gestione della conformità dei dati personali a supporto del Gdpr (Iso/Iec 27701:2019).

Nel secondo semestre 2025, il Sistema di Gestione implementato in conformità ai requisiti delle norme Iso di riferimento, è stato oggetto di verifica da parte dell’ente di certificazione esterno ai fini del rinnovo della certificazione di durata triennale. In vista della ricertificazione, nel corso del secondo semestre 2025 la Struttura ha svolto un’articolata attività di analisi e valutazione dell’andamento del Sistema di Gestione Integrato, finalizzata a verificarne l’efficacia, l’adeguatezza e la coerenza complessiva rispetto agli obiettivi strategici e ai requisiti normativi applicabili. A seguito delle attività di audit, è stata effettuata la rivalutazione della conformità dell’intero Sistema di Gestione Integrato ai requisiti delle norme Iso, attraverso un processo di riorganizzazione e aggiornamento della documentazione di sistema. Tale attività ha tenuto conto, in particolare, delle evidenze e dei risultati maturati nell’ambito delle ulteriori progettualità sviluppate dalla Fondazione, con specifico riferimento al progetto di gestione dei rischi correlati ai processi aziendali e all’implementazione di ulteriori standard di riferimento di nuova adozione.

Le attività complessivamente svolte hanno consentito di individuare ambiti di intervento, anche a carattere migliorativo, nonché di effettuare una valutazione strutturata dell’andamento del Sistema, richiamata nel documento di Riesame della Direzione, predisposto per la presentazione all’auditor esterno indipendente. Nel 2025, nell’ottica di una futura implementazione del Sistema di Gestione Integrato, sono state avviate le attività preliminari di “assessment” al fine di valutare la possibile integrazione nel Sistema di gestione della Fondazione delle ulteriori best practice internazionali, di rilievo e di interesse per la Fondazione, in particolare con riferimento alla norma Iso 37001:2016 in tema di Prevenzione della corruzione.

La Carta dei servizi

La Carta dei Servizi è il documento con il quale la Fondazione informa gli iscritti circa i servizi offerti e le relative modalità di erogazione e declina l’impegno della Fondazione ad assicurare standard di qualità dei servizi erogati, che garantiscano adeguati livelli di efficienza ed efficacia delle prestazioni, in un’ottica di continuo e progressivo miglioramento finalizzato alla soddisfazione dei propri iscritti.

Nel documento, che viene tenuto costantemente aggiornato sono stati definiti i parametri che consentono la quantificazione dei livelli standard qualitativi che la Fondazione si impegna a garantire e sono state evidenziate “le dimensioni qualitative” che caratterizzano, conformemente alla disciplina di riferimento, l’erogazione dei servizi della Fondazione, definite in:

  • accessibilità, intesa come capacità di garantire l’accesso ai servizi erogati a tutti gli utenti potenzialmente interessati;
  • efficacia, intesa come capacità dei servizi di raggiugere gli obiettivi prefissati in termini di rispondenza ai bisogni e alle esigenze individuate dalla Fondazione;
  • tempestività, intesa quale tempo intercorrente fra la richiesta del servizio da parte dell’utente (o la promessa del servizio da parte della Fondazione) e l’effettiva erogazione dello stesso;
  • trasparenza della gestione, intesa quale semplicità per l’utente e per gli “stakeholders” di reperire, acquisire e comprendere le informazioni necessarie per poter usufruire al meglio del servizio di proprio interesse.

Sono state espresse, altresì, “le dimensioni qualitative accessorie” utili a garantire la qualità effettiva dei servizi erogati. Il documento contiene altresì paragrafi dedicati alla trasparenza nei suoi diversi aspetti, all’accesso agli atti ed alla privacy.

Privacy e sicurezza delle informazioni

Nel corso del 2025, la Fondazione ha proseguito con determinazione il proprio impegno nel rafforzamento della sicurezza delle informazioni e nella protezione dei dati personali, operando in un contesto normativo e tecnologico in continua evoluzione. In questo ambito, è stato effettuato il passaggio a un nuovo ente certificatore delle norme Iso, con particolare riferimento alla Iso/Iec 27001 per la Sicurezza delle Informazioni e alla Iso/Iec 27701 per la gestione delle informazioni in ambito Privacy. Il processo di transizione al nuovo organismo di certificazione è stato gestito con grande attenzione, garantendo la continuità dei presidi di sicurezza e dei controlli interni già in atto, e si è concluso positivamente, confermando la validità e l’efficacia del Sistema di Gestione della Fondazione.

Durante il 2025, sono stati inoltre condotti tutti gli audit necessari per verificare il pieno rispetto degli obblighi di legge e dei requisiti di sicurezza e privacy previsti dalle norme Iso sopra citate. A conclusione del progetto di Cybersecurity Risk Management, la Fondazione ha implementato misure tecniche e organizzative specifiche, finalizzate alla riduzione dei rischi individuati e al potenziamento complessivo del livello di protezione del patrimonio informativo. In questo contesto, è stato avviato un progetto finalizzato alla definizione di un capitolato tecnico per la selezione di una compagnia di assicurazione a copertura dei rischi legati alla sicurezza informatica, a ulteriore tutela della continuità operativa e degli interessi degli iscritti e degli stakeholder.

Le attività di protezione dei dati e di sicurezza delle informazioni realizzate nel 2025 si sono rivelate fondamentali per consolidare la fiducia degli stakeholder, tra cui iscritti, dipendenti e fornitori, i quali hanno beneficiato di un ambiente sempre più sicuro e conforme alle normative europee. L’adozione di misure preventive, insieme alla continua formazione del personale – tra cui la newsletter periodica sulla sicurezza delle informazioni – ha rafforzato la cultura aziendale orientata alla protezione dei dati e ha sensibilizzato tutti i soggetti coinvolti sull’importanza di proteggere il patrimonio informativo. Inoltre, il supporto continuo nella gestione delle richieste degli iscritti, attraverso canali dedicati, e il monitoraggio costante degli incidenti di sicurezza hanno garantito che gli interessi degli stakeholder siano tutelati in ogni fase del trattamento dei dati.

Attenzione strategica alle risorse umane

Enpam ha da sempre un’attenzione strategica nei confronti delle proprie persone. Il rispetto dei diritti umani, l’imparzialità di trattamento, le pari opportunità, la diversità e l’inclusione rappresentano i valori fondamentali che la Fondazione coltiva nell’ambito delle attività che svolge e delle relazioni che instaura.

A tal fine, all’interno del proprio Codice Etico la Fondazione si impegna a condannare ogni forma di discriminazione, con riguardo in particolare all’età, al sesso, alla sessualità, allo stato di salute, allo stato civile, alle opinioni politiche e sindacali, alle credenze religiose, alla nazionalità e all’origine etnica o sociale.

L’attività della Fondazione è svolta da 494 risorse assunte con contratto di lavoro dipendente, tutte a tempo indeterminato (Ccnl Adepp), in diminuzione rispetto al 2024 del 1,4%. In particolare, il 49% dei dipendenti risultano uomini, mentre il restante 51% donne.

Come si può evincere dalla tabella di seguito riportata, la maggior parte della forza lavoro risulta assunta con contratto a tempo pieno, mentre solo una minima percentuale con contratto a tempo parziale (0,4%).

FORZA DI LAVORO UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
LAVORATORI DIPENDENTI (UOMINI) n. 252 248 242
LAVORATORI DIPENDENTI (DONNE) n. 255 253 252
TOTALE n. 507 501 494

 

 

LAVORATORI DIPENDENTI PER TIPOLOGIA DI CONTRATTO UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
A TEMPO INDETERMINATO (UOMINI) n. 252 248 240
A TEMPO INDETERMINATO (DONNE) n. 255 252 251
A TEMPO DETERMINATO (UOMINI) n. 0 0 2
A TEMPO DETERMINATO (DONNE) n. 0 1 1
A TEMPO PIENO (UOMINI) n. 250 246 241
A TEMPO PIENO (DONNE) n. 254 252 251
A TEMPO PARZIALE (UOMINI) n. 2 2 1
A TEMPO PARZIALE (DONNE) n. 1 1 1

 

 

Per quanto riguarda i lavoratori non dipendenti, invece, si segnala che nel 2025 la Fondazione si è avvalsa di tre collaboratori e un tirocinante.

La percentuale più significativa dell’organico, pari al 52% dei dipendenti, risulta avere un’età superiore ai 50 anni, mentre il 45% si colloca nella fascia d’età compresa tra i 30 e i 50 anni, ed il restante 3% ha un’età inferiore o uguale ai 30 anni.

 

DIPENDENTI PER FASCIA D’ETÀ UNITÀ 2023 2024 2025
DI MISURA U D U D U D
<30 ANNI n. 7 7 7 7 7 6
30-50 ANNI n. 126 135 118 125 108 114
>50 n. 119 113 123 121 127 132
TOTALE n. 252 255 248 253 242 252

 

Relativamente alla distinzione dell’organico per tipologia di qualifica professionale, l’81,9% dei dipendenti risulta assunto come impiegato. La restante parte della forza lavoro è assunta rispettivamente come quadro (12,6%) e come dirigente (5,5%).

INQUADRAMENTO PROFESSIONALE
E GENERE
UNITÀ 2023 2024 2025
DI MISURA Tot. <30 anni 30-50 >50 Tot. <30 anni 30-50 >50 Tot. <30 anni 30-50 >50
DIRIGENTI (UOMINI) n. 23 0 6 17 21 0 5 16 21 0 4 17
DIRIGENTI(DONNE) n. 4 0 0 4 4 0 0 4 6 0 0 6
QUADRI (UOMINI) n. 30 0 11 19 30 0 10 20 28 0 10 18
QUADRI (DONNE) n. 38 0 14 24 38 0 12 26 34 0 10 24
IMPIEGATI (UOMINI) n. 199 7 109 83 197 7 103 87 193 7 94 92
IMPIEGATI (DONNE) n. 213 7 121 85 211 7 113 91 212 6 104 102

 

Nella seguente tabella si riporta, per ciascun inquadramento professionale, la ripartizione in termini percentuali dei dipendenti distinti per genere.

 

INQUADRAMENTO PROFESSIONALE E GENERE

 

UNITÀ

DI MISURA

 

2023 2024 2025
DONNE UOMINI DONNE UOMINI DONNE UOMINI
DIRIGENTI % 15 85 16 84 22 78
QUADRI % 56 44 56 44 55 45
IMPIEGATI % 52 48 52 48 52 48

 

Dal 2021 è divenuto operativo il funzionigramma aziendale correlato all’ultimo organigramma, aggiornato ad agosto 2023 a seguito all’introduzione della normativa in materia di Whistleblowing.

 

 

Anche l’anno 2025, come gli ultimi anni, è stato caratterizzato dalla costante evoluzione e dalla necessità di adattarsi al grande cambiamento organizzativo e della cultura aziendale. In particolare, il processo di change management organizzativo che ne è derivato ha comportato una profonda rivoluzione lavorativa, che ha indotto l’adozione della modalità del “lavoro agile”, o smart working, per la maggioranza del personale (al 31/12/2025 il numero di personale in smart working è stato pari a n. 410 a fronte del totale di n. 494 unità, pari a circa l’83%).

Tale rivoluzione lavorativa è stata mossa dalla volontà/ necessità di conformarsi alle trasformazioni tenendo alta l’attenzione ai cambiamenti imposti dalla società, essendo previdenti e pragmatici, e cercando di guardare sempre avanti per reagire tempestivamente al cambiamento. Ci si è così adattati ad una modifica delle procedure e delle tecnologie, conformandosi e cercando di affermarsi sempre nel rispetto di un’etica di responsabilità. Ne è derivata la necessità di un assestamento delle modalità manageriali di coordinamento e di relazione, ed in generale dei rapporti con i collaboratori e tra colleghi, nonché dell’approccio e della mentalità lavorativa, improntati ad una maggiore autoregolazione e fiducia, unitamente ad un più marcato senso di autodisciplina, coinvolgimento e richiesta di responsabilizzazione. Il tutto si è tradotto in un progresso culturale aziendale.

L’attività di formazione, a seguito di audit specifici, ha ottenuto il riconoscimento di piena conformità ai requisiti standard delle norme con validità fino al 2025 e quindi il certificato Iso 9001:2015 emesso dalla Sqs, Società di certificazione esterna della Qualità. Nel corso del 2025 sono stati superati con successo gli audit necessari a verificare il corretto adempimento degli obblighi di legge e dei requisiti della certificazione.

Accanto alla formazione tradizionale in aula, si è collocata la formazione/autoformazione/ autoaggiornamento on-line capillarmente distribuita al personale, grazie alla piattaforma e-learning Noienpam, con notevoli ricadute positive in termini di risparmio economico, essendo la stessa, oltre che progettata e tenuta da personale interno, fruita direttamente dalle postazioni lavorative (anche da remoto) senza necessità di costi aggiunti per docenze esterne e per spostamenti.

La piattaforma e-learning ha messo a disposizione attività formative, informative, spazi di rivisitazione e di aggiornamento culturale, per stimolare i processi di apprendimento autodiretto, all’ autoformazione culturale e professionale, alla conoscenza ed all’approfondimento dei vari argomenti trattati, in un’ottica di life long learning e di miglioramento continuo, nonché al fine di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità per il personale dell’Enpam, unitamente ai relativi monitoraggi a sfondo diagnostico-valutativo.

Durante l’anno, infatti, è stata utilizzata costantemente l’Intranet aziendale, come leva importante per il senso di appartenenza alla comunità per il personale.

In materia di Formazione, nell’anno 2025 è stato dato seguito, tramite la relativa procedura (indagini di mercato/unico operatore), alle risultanze emerse dall’analisi della rilevazione dei fabbisogni formativi per la pianificazione biennale, oltre che alle sopraggiunte esigenze formative che hanno portato a n. 54 richieste formative, a fronte di n. 66 corsi, per la quasi totalità erogati online, che hanno richiesto anche un’attività di co-progettazione interna.

Dei 66 corsi, 3 hanno riguardato la formazione finanziata. In totale, 942 sono state le partecipazioni ai corsi di formazione, di cui 3 per la formazione finanziata.

Nel 2025, attraverso la gestione della formazione finanziata, è stato possibile utilizzare i fondi interprofessionali Fondimpresa e realizzare il prosieguo del precedente Piano Formativo, denominato “E.Vol.Uti.On – (Emozione, Volontà, Utilità, On) Integrazione”, il Piano Formativo “V. p. s. – (Visione, Potenziale e Strategia)” ed il Piano Formativo “Deluxe- Comunicazione, Presentazioni efficaci, Leadership e Lingua Inglese”.

È stata, inoltre, promossa anche per l’anno 2025 la campagna annuale di sensibilizzazione mediante l’erogazione di Corsi specifici di aggiornamento obbligatorio in materia di Cybersecurity a tutela del luogo di lavoro e della consapevolezza dei rischi del web.

Nel corso dell’anno, in una ottica di sensibilizzazione sui temi del rispetto e dell’inclusione, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ha frequentato uno specifico corso in materia di comportamenti aggressivi e rischio violenza nei luoghi di lavoro.

L’attività di formazione, a seguito di audit specifici, ha ottenuto anche nel 2025 il riconoscimento di piena conformità ai requisiti standard delle norme e quindi il certificato Iso 9001:2015 emesso dalla Sqs, Società di certificazione esterna per la Qualità.

 

Nelle seguenti tabelle si riporta il dettaglio delle ore di formazione erogate al personale dipendente distinte per tipologia di corso (interno-esterno) e area tematica.

 

ORE TOTALI DI FORMAZIONE PER CATEGORIA (Corsi esterni) UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
DIRIGENTI Ore 5 15 7,5
QUADRI Ore 72 11,5      438
IMPIEGATI Ore 464 129 291
ORE TOTALI DI FORMAZIONE Ore 541 155,5 736,5

 

 

ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE PER CATEGORIA

(corsi esterni)

UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
DIRIGENTI ore

pro-capite

0,19 0,6 0,3
QUADRI ore

pro-capite

1,05 0,17 7,06
IMPIEGATI ore

pro-capite

1,13 0,32 0,72
ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE (su tot. Dipendenti) ore

pro-capite

1,07 0,31 1,49

 

ORE TOTALI DI FORMAZIONE

PER CATEGORIA

(Corsi interni)

UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
DIRIGENTI Ore 596,5 380 1.298
QUADRI Ore 1.528,5 1.096,65 1.169,20
IMPIEGATI Ore 8.004,2 4.298,15 4.935,8
ORE TOTALI DI FORMAZIONE Ore 10.129,2 5.774,8 7.403

 

 

ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE PER CATEGORIA

(corsi interni)

UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
DIRIGENTI ore

pro-capite

22,09 15,2 48,10
QUADRI ore

pro-capite

22,48 16,12 18,86
IMPIEGATI ore

pro-capite

19,43 10,53 12,19
ORE MEDIE PRO-CAPITE DI FORMAZIONE (su tot. Dipendenti) ore

pro-capite

19,98 11,53 14,99

 

 

 

ORE TOTALI DI FORMAZIONE PER TEMATICA UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
BASE Ore 975 296 404
MANAGERIALE Ore 400 198 600
SPECIALISTICA Ore 9.295 5.436 7.136
TOTALE Ore 10.670 5.930 8.140

 

 

ORE TOTALI DI FORMAZIONE PER GENERE UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
UOMINI Ore 5.458 2.874 4.630
DONNE Ore 5.211 3.056 3.510
UOMINI ore

pro-capite

21,66 11,59 19,13
DONNE Ore

pro-capite

20,44 12,08 13,93
Numero di corsi  n. 92 141 66
Numero di partecipazioni n. 1.001 621 942

 

Nel 2022 era stato dato avvio ad un piano di incentivazione all’esodo e contestuale ricambio generazionale. L’obiettivo è stato quello di ottimizzare le risorse economiche scaturenti, valorizzando il personale già in forza e procedendo alle selezioni di personale esterno, con lo scopo di realizzare un ricambio generazionale verso un incremento degli standard produttivi e qualitativi aziendali. Pertanto, a partire dal 2022 si è dato avvio all’analisi, alla progettazione ed alla realizzazione della prima fase del Piano per l’incentivazione all’esodo finalizzato al ricambio generazionale del personale della Fondazione, con conseguente staffetta tra cessazioni ed assunzioni di risorse umane, che si è protratto anche nel 2025, come da tabelle che seguono.

 

PERSONALE DIPENDENTE IN USCITA PER FASCIA DI ETÀ UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
DONNE UOMINI TOTALE DONNE UOMINI TOTALE DONNE UOMINI TOTALE
Età < 30 anni n. 0 0 0 0 0 0 1 0 1
Età 30 – 50 anni n. 1 0 1 1 2 3 0 2 2
Età > 50 anni n. 18 7 25 2 6 8 1 6 7
TOTALE n. 19 7 26 3 8 11 2 8 10

 

PERSONALE DIPENDENTE IN ENTRATA PER FASCIA DI ETÀ UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
DONNE UOMINI TOTALE DONNE UOMINI TOTALE DONNE UOMINI TOTALE
Età < 30 anni n. 4 4 8 1 0 1 1 0 1
Età 30 – 50 anni n. 15 6 21 0 3 3 0 1 1
Età > 50 anni n. 1 0 1 0 1 1 0 1 1
TOTALE n. 20 10 30 1 4 5 1 2 3

 

 

TASSO DI CESSAZIONE UNITÀ DI MISURA 2023 2024 2025
DONNE UOMINI DONNE UOMINI DONNE UOMINI
Età < 30 anni % 0 0 0 0 16,6 0
Età 30 – 50 anni % 0,7 0 0,8 1,7 0 1,8
Età > 50 anni % 15,9 5,9 1,6 4,9 0,8 4,7

 

 

TASSO DI ASSUNZIONE UNITÀ DI MISURA 2023 2024 2025
DONNE UOMINI DONNE UOMINI DONNE UOMINI
Età < 30 anni % 57,1 57,1 14,3 0 16,6 0
Età 30 – 50 anni % 4,4 11,9 0 2,5 0 0,9
Età > 50 anni % 0,9 0 0 0,8 0 0,8

 

Nelle seguenti tabelle si riportano ulteriori dati riguardanti il personale dipendente relativi alla provenienza urbana o extraurbana dei lavoratori, alla percentuale di scolarizzazione all’interno dell’organico e al numero di persone che nel corso del periodo di rendicontazione hanno usufruito del congedo parentale.

 

FORZA LAVORO TOTALE PER PROVINCIA DI RESIDENZA UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
ROMA(UOMINI) n. 222 220 216
ROMA (DONNE) n. 244 241 239
ALTRE (UOMINI) n. 30 28 26
ALTRE (DONNE) n. 11 12 13

 

PERCENTUALE DI SCOLARIZZAZIONE UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
Laurea % 43,39 43,71 44,12
Diploma % 45,76 45,71 45,15
Varie % 10,85 10,58 10,73

 

 

CONGEDO PARENTALE

(Chi ne ha usufruito)

UNITÀ

DI MISURA

2023 2024 2025
UOMINI n. 8 11 11
GIORNATE DI PERMESSO (Uomini) n. 71 63 132
DONNE n. 16 23 16
GIORNATE DI PERMESSO (Donne) n. 191 288 220
Tasso di rientro al lavoro

dopo il congedo parentale

% 100 100 100