Lettere al Presidente: cumulo contributivo, a che punto siamo

Sono il dottor Marco Nicoletti, presidente del Comitato per il cumulo con le Casse Professionali. In questo momento rappresento 714 persone. Torno a scrivervi per richiedere la vostra attenzione sulla delusione che noi tutti condividiamo dopo le aspettative suscitate dalla riunione fra Inps, Adepp e Casse Professionali del 23 ultimo scorso.

Sappiamo come la legge sul cumulo abbia subito un iter anomalo e sappiamo come le casse si siano trovate di fronte “al fatto compiuto” senza un preventivo tavolo di concertazione.


La reazione di chiusura degli organismi interessati era preventivabile e puntualmente è arrivata.
I professionisti italiani ne hanno preso coscienza, hanno seguito con interesse e speranza l’evoluzione del dibattito con l’Inps ed i ministeri vigilanti.


Parliamo di cittadini che hanno lavorato per quasi 43 anni ed hanno contribuito, nei rispettivi campi professionali, alla crescita di questo Paese. Ma proprio perché cittadini in uno Stato di Diritto, ritengono che una legge emanata dall’organo rappresentativo del popolo, il Parlamento, debba trovare senza ulteriori indugi la sua piena valorizzazione e applicabilità.


Sicuramente voi siete a conoscenza della condizione di grande difficoltà di centinaia di nostri colleghi, che si sono dimessi da mesi, in alcuni casi anche 11 mesi, e che mai avrebbero immaginato di dover vivere simili situazioni dopo una vita di lavoro.


Leggiamo che la riunione del 23 gennaio non è stata risolutiva per dettagli come l’individuazione dell’Ente istruttore o le modalità di erogazione della provvista. Aspetti tecnici che richiedono soluzioni già disponibili da tempo in piattaforme costituite per altre situazioni previdenziali!


Non è possibile mortificare l’intelligenza dei nostri iscritti con motivazioni di questa inconsistenza, se le istituzioni vogliono mantenere credibilità di fronte ai loro stessi iscritti.


Come Presidente di questo Comitato ho sempre invitato alla moderazione e alla pazienza, ma francamente mi diviene più difficile rimanere coerente con questa linea, con il passare delle settimane.


Adesso è il buon senso che deve dettare i tempi e le modalità, non più gli interessi di parte.


Credetemi vogliamo continuare a sentirci elementi costitutivi  delle nostre casse e dell’Inps stesso, non già individuare in essi la nostra controparte.


Rivolgo quindi a voi l’invito a una sollecita soluzione e a una prossima liquidazione delle prime pensioni in cumulo.


Insieme ai professionisti d’Italia, vi invio cordiali saluti.

Marco Nicoletti
(la lettera è indirizzata al presidente dell’Adepp, al presidente e al direttore generale dell’Inps)

 

Le Casse, oltre ad aver emanato circolari e adeguato i propri regolamenti in maniera tempestiva, quando possibile hanno anche già istruito le pratiche per la parte di propria competenza

Gentile dottor Nicoletti,

lunedì 5 febbraio i tecnici delle Casse di previdenza private hanno lavorato insieme ai tecnici dell’Inps per definire gli ultimi dettagli sulle convenzioni riguardanti le pensioni in cumulo.

Siamo quindi molto vicini alla conclusione di questo iter che è stato lunghissimo, indipendentemente dalla nostra volontà. Quando l’autonomia delle Casse viene rispettata riusciamo a essere vicini agli iscritti e a rispondere il più rapidamente possibile ai loro legittimi interessi. In questa situazione proprio il mancato rispetto dell’autonomia ha creato così tanti problemi.

La legge – che, come lei stesso scrive, è arrivata senza concertazione – e le successive interpretazioni hanno aperto svariate crepe nei sistemi previdenziali di cui siamo custodi.

Per farla breve, siamo partiti da un principio di unicità: un’unica pensione, un unico requisito (quello più sostenibile) e un unico pagatore. Siamo arrivati adesso a una pensione a formazione progressiva (quindi una pensione spezzettata) e requisiti diversi (che generano flussi di cassa aggiuntivi sia per le Casse sia per l’Inps). Rispetto alle premesse iniziali è rimasto solo il pagatore unico (l’Inps).

La possibilità di cumulare periodi contributivi spezzettati deve essere un diritto sacrosanto per i professionisti. È però necessario che l’applicazione sia equa e nell’interesse di tutti.

Siamo infatti custodi di sistemi previdenziali che devono rimanere sostenibili nel tempo. Nel nostro caso, se si crea una spesa supplementare per un collega, non è certo lo Stato a pagare ma gli altri professionisti iscritti alla Cassa.

Detto questo, sono profondamente dispiaciuto per il danno che questa norma scritta male ha creato a centinaia di professionisti. Le Casse, oltre ad aver emanato circolari e adeguato i propri regolamenti in maniera assolutamente tempestiva, quando possibile hanno anche già istruito le pratiche per la parte di propria competenza, mostrando il buon senso di chi nell’incertezza si tiene comunque pronto a partire. Ci attendiamo quindi che con la firma delle convenzioni i pagamenti partano al più presto.

Alberto Oliveti
Presidente Fondazione Enpam
Presidente dell’Associazione degli enti di previdenza privati (Adepp) 

Ps: rimango perplesso sul fatto che debba essere l’Inps a pagare le pensioni, anche quando la parte più importante è maturata presso una Cassa autonoma. Che senso hanno questi trasferimenti di denaro dei professionisti in mani pubbliche? A pensar male si fa peccato ….

 

 

Leggi anche: Cumulo, fumata grigia

data pubblicazione : 07/02/2018