UNIVERSITA’. RETTORE BOLOGNA: BONUS NON IRRAZIONALE, MA DA RIFARE “VALORIZZARE CURRICULUM STUDENTI, TEST INGRESSO MALE NECESSARIO”
(DIRE) Bologna, – I test d’ingresso all’Universita’ “sono un male necessario”. Cosi’ come il bonus maturita’, valido per gli esami di ammissione ai corsi di laurea, “non mi sembrava irrazionale. Ma ha molte controindicazioni” e quindi sarebbe meglio “trovare un modo per valorizzare il curriculum di studi” del ragazzo.
A sostenerlo e’ Ivano Dionigi, rettore dell’Alma Mater di Bologna, questa mattina in visita ai padiglioni della Fiera dove sono ospitati i quasi 3.000 ragazzi impegnati nel test di Medicina. Il test “ormai e’ una prassi consolidata- ammette Dionigi- in attesa di escogitare qualcosa di meglio, e’ un male necessario”. Ad esempio, sottolinea il rettore, “non mi sembra congruo che siano state ridotte a cinque le domande di cultura generale nel test: questo Paese ha un deficit di cultura spaventoso”. Dionigi condivide in ogni caso l’idea che “l’ammissione all’Universita’ non puo’ ridursi solo alla lotteria dei test. E il problema e’ anche la quotazione”. In questo senso, valuta il rettore di Bologna, “il bonus maturita’ non mi sembrava irrazionale, ma ha molte controindicazioni”. Prima di tutto “ci sono disparita’ tra nord e sud”, segnala Dionigi. Poi “finalmente ci siano resi conto che un 100 dato in una scuola privata equivale al 75 dato al Galvani”.
Ad ogni modo, sostiene il rettore, “non si puo’ prescindere dal valorizzare il curriculum di studi del ragazzo. Dobbiamo trovare un modo per valorizzare il suo percorso di studi, che e’ anche un modo per dare piu’ tono alle superiori, perche’ lo studente capisca che il suo futuro se lo costruisce” gia’ dalla scuola secondaria. D’accordo il presidente della Scuola di Medicina, Luigi Bolondi: “E’ vero, e’ un male necessario, ma io credo che a Medicina vada mantenuto il numero programmato e per garantirlo serve il test”.
Al test di Medicina dell’Alma Mater di Bologna erano iscritti in 3.086, di cui ammessi 3.062: i presenti effettivi erano 2.821, con l’8% di assenti. “Una percentuale fisiologica”. Dionigi, prima di entrare a far visita ai ragazzi, rivendica l’importanza della laurea. “Al di la’ della soddisfazione personale, perche’ nella vita essere colti non guasta ma aiuta, chi ha una laurea trova piu’ facilmente lavoro e con una retribuzione media superiore”. Ma c’e’ anche chi, proprio a causa della laurea, fa piu’ fatica ad avere un’occupazione, “perche’ hanno titoli superiori al loro mansionario- ammette il rettore- e’ uno dei paradossi di questo Paese”. Quindi aggiunge: “Personalmente non trovo scandaloso che dopo la maturita’, un ragazzo non si iscriva subito all’universita’, senza automatismi, ma si prenda un anno di pausa, magari per fare esperienza all’estero”.
In contemporanea, all’esterno della Fiera di Bologna, erano in programma due manifestazioni di protesta, proprio contro il numero chiuso all’universita’: una promossa in tutta Italia, della rete di studenti “Link”; l’altra del Codacons, che esorta i ragazzi respinti al test a fare ricorso collettivo al Tar del Lazio. “E’ aberrante che un ragazzo debba decidere il proprio futuro in 90 minuti- sostiene Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale del Codacons- molti, che per via dell’ansia non superano il test, per il curriculum scolastico che hanno potrebbero fare bene all’universita’” e un giorno diventare, in questo caso, bravi medici.
“L’unica legge che dovrebbe selezionare le matricole prima e i laureati poi e’ la legge di mercato- insiste Barbieri- anche a maggior tutela dei consumatori”.
(San/ Dire) 14:21 09-09-13
