Universita’: medicina in Albania, dimezzati posti per matricole italiane. La Facolta’ di Tirana che offre corsi nella nostra lingua stringe su ingressi, solo 110 iscrizioni
(AdnKronos Salute) – Meno posti per studiare Medicina in Albania. L’Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio che da quattro anni offre agli aspiranti medici europei corsi in italiano, in convenzione con università del nostro Paese, dimezza la disponibilità per gli italiani: quest’anno aprirà le porte solo a poco più di 110 matricole italiane contro le 280 dello scorso anno, che erano state selezionate su 642 domande.
Cresceranno dunque i ‘delusi’ visto che le richieste per la Facoltà di Medicina – che comprende anche odontoiatria, scienze infermieristiche, fisioterapia – non mancano nemmeno quest’anno. “Le domande di preiscrizione stanno arrivando allo stesso ritmo dell’anno precedente”, spiega all’Adnkronos Salute il rettore dell’Ateneo albanese, Paolo Ruatti.
L’Albania – e in particolare questo ateneo – era stata in questi ultimi anni una delle mete più gettonate dagli aspiranti medici che non erano riusciti ad accedere alle università di casa nostra. “Quest’anno, anche per disposizioni precise delle Università partner e del Miur, abbiamo concordato un numero molto più ristretto posti. Se ne avvantaggerà la docenza che sarà più puntuale e più vicina agli studenti; sarà dato maggior spazio alle esercitazioni e vi sarà un maggior apporto dei tutor”, aggiunge il rettore.
L’università, ricorda Ruatti, è stata istituita dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, “su suggerimento di Madre Teresa di Calcutta”, per offrire la possibilità agli studenti albanesi, attraverso accordi di cooperazione universitaria con alcune università italiane – per Medicina Tor Vergata di Roma, Statale di Milano, ‘Aldo Moro’ di Bari, quest’ultima impegnata anche per Scienze economiche e Politiche – di ottenere un titolo di studio congiunto oppure un doppio titolo riconosciuto all’interno dell’Unione Europea. Da quattro anni agli studenti albanesi si sono aggiunti anche giovani della Ue, soprattutto italiani che per il 2013-2014 erano 553 in totale, considerando i diversi anni del corso di Medicina. In generale, considerando tutte le nazionalità nell’anno accademico 2013-14 la popolazione dell’università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana era di 1900 iscritti.
Nei suoi primi 10 anni si sono laureati 917 studenti di cui il 68% in corso. Una sede di studio low cost per chi non vuole arrendersi nonostante la sconfitta ai test d’ingresso alle facoltà di casa propria. Per gli italiani e gli altri europei che si iscrivono a Tirana alla facoltà di Medicina, a Farmacia o Odontoiatria la spesa principale, infatti, è quella delle rette universitarie, che si aggirano intorno ai 7 mila euro, contro i 4.500 euro pagati dagli studenti albanesi. Più economica l’iscrizione a Fisioterapia, Scienze politiche ed Economia, poco più di 4 mila euro (2.300 euro per gli albanesi)
“Considero l’esperienza con gli studenti italiani positiva – dice ancora il rettore Ruatti – sia dal punto di vista disciplinare che da quello dell’impegno nello studio. L’insegnamento è d’eccellenza e agli studenti si richiede un notevole impegno di studio, oltre alla frequenza obbligatoria. I loro risultati sono complessivamente molto buoni”. I corsi in italiano “sono certamente un vantaggio per gli studenti che provengono dall’Italia. E nel nostro Ateneo, di dimensioni piccole, ci conosciamo tutti; facciamo vita in comune con gli studenti e con i professori. Avvicinare i professori e parlare con il rettore è una consuetudine giornaliera. E come rettore, li seguo nella loro crescita umana e formativa”.
(Ram/AdnKronos Salute) 03-SET-14 13:27
