Sanita’: Fimmg, basta certificati malattia per assenze brevi. Meglio auto-attestazione e efficace sistema visite fiscali
(ANSA) – ROMA, 29 OTT – Autoattestazioni dell’inabilita’ al lavoro per le assenze brevi, accompagnate da un efficiente sistema di visite fiscali e monitoraggio: e’ questa la proposta che lancia la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) per cambiare l’attuale sistema delle certificazioni di malattia. ”Noi medici di famiglia – spiega all’ANSA Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg – vorremmo eliminare il certificato di malattia per le assenze brevi, quelle da uno a tre giorni. Spesso infatti sono dovute a condizioni non verificabili con un esame obiettivo, come mal di testa, insonnia o vertigini. Se si passasse ad un sistema di auto-attestazione da parte del cittadino, noi medici verremmo liberati di numerose incombenze burocratiche e potremmo dedicare piu’ tempo alla cura dei nostri pazienti”.
Tanto piu’ che le assenze brevi sono la maggior parte. Le cifre precise non si hanno, ma, fanno sapere dalla Fimmg, il totale dei certificati di malattia e’ di 12-15 milioni per i lavoratori privati, e di 8 milioni per il pubblico. ”La nostra idea – continua Milillo – sarebbe quella di un’auto-attestazione, che il lavoratore compila per un giorno alla volta, fino ad un massimo di tre giorni. Per assenze piu’ lunghe bisogna rivolgersi al medico. Un’idea su cui ci siamo confrontati anche con Confindustria, sindacati e Inps, e piu’ o meno tutti sono d’accordo, anche se servono delle garanzie”. Tuttavia c’e’ un problema di fondi, visto che ”l’Inps ha cancellato quelli per le visite fiscali – prosegue – Il ministero della Funzione pubblica ha presentato la proposta di un polo unico, che potrebbe essere l’Inps che fa le visite a dipendenti pubblici e privati e riceve i fondi per questo”. Finora ”l’Inps faceva le visite ai lavoratori privati, spendendo 50 milioni di euro l’anno per 13 milioni di dipendenti, mentre le asl ai dipendenti pubblici, spendendo 70 milioni per 3 milioni di persone. Con la stessa cifra che si spende per il pubblico, l’Inps potrebbe gestire i lavoratori pubblici e privati”.
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