SANITA’: IN 3 GIORNI 2700 MEDICI FIRMANO APPELLO ‘CONTRATTO SUBITO’
(Adnkronos Salute) – Oltre 2700 adesioni in meno di tre giorni all’appello lanciato dai medici, veterinari e dirigenti del Servizio sanitario nazionale al governo contro il blocco del contratto di lavoro dei dipendenti della Pubblica amministrazione. Le organizzazioni sindacali promotrici dell’iniziativa consegneranno le firme al ministro dell’Economia lunedi’ 22 luglio in occasione dello sciopero nazionale e del sit-in che si svolgera’ di fronte al ministero alle 10.
Questo il testo dell’appello:
“La sanita’ italiana e’ senza contratto da 4 anni. E rischia di rimanerci ancora a lungo visto l’atteggiamento del governo che mira a prorogare fino al 2014 il blocco in vigore senza escludere un rinvio a tempi indeterminati. E mentre il nuovo contratto e’ ostaggio di un futuro incerto, quello vecchio viene smantellato ogni anno dalle leggi finanziarie e ogni giorno da una cultura aziendalista che considera le norme” contrattuali “un optional da disattendere quando e come si vuole.
Depredato di istituti consolidati, economici e normativi. Unico tratto che accomuna la sanita’ italiana da Nord a Sud”. Per l’Intersindacale “non e’ una questione di soldi, anche se dal 2009 ad oggi – recita l’appello – abbiamo perso quanto ogni italiano ha accumulato in debito pubblico, ma di regole e prerogative sindacali che consentano di contrattare le condizioni del lavoro. Per migliorare quelle di chi le vede ogni giorno diventare sempre piu’ gravose e rischiose. Per estendere le tutele di chi e’ a perenne rischio di perdere un lavoro che di stabile ha solo la precarieta’. Per costruire nuove opportunita’ per una generazione cui non si offre di meglio che cambiare Paese, dopo un percorso, e un investimento, formativo lungo 10-11 anni”.
Per i sindacati, “il contratto e’ strumento di governo per rendere esigibili diritti negati: alla sicurezza delle cure, alla formazione professionale, al riposo psicofisico, alla adeguatezza delle dotazioni organiche, ad una progressione di carriera al riparo dalla invadenza della politica, ad una organizzazione del lavoro rispettosa dei tempi di vita, a luoghi di lavoro, a cominciare dal Pronto soccorso, caratterizzati da dignita’, sicurezza, appropriatezza”.
E ancora: “Per evitare che un clima organizzativo e sociale gia’ drammatico venga amplificato e incattivito dalla fuga del governo dal confronto con i professionisti della sanita’, di per se’ negazione del valore del loro lavoro; per non perdere un sistema sanitario pubblico e nazionale che abbiamo contribuito a costruire e difendere”. “Diritto alla cura e diritto a curare. Non si salva il sistema delle cure – sottolinea l’Intersindacale – se non si salva chi quelle cure e’ chiamato ad erogare”.
L’appello e’ sottoscritto da: Anaao Assomed; Cimo-Asmd; Aaroi-Emac; Fp Cgil medici; Fvm; Fassid; Cisl medici; Fesmed; Anpo-Ascoti-Fials medici; Uil Fpl medici; Sds Snabi; Aupi; Fp Cgil Spta; Uil Fpl Spta; Sinafo; Fedir sanita’; Sidirss; Ugl medici; Federspecializzandi.
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