SANITA’: FNOMCEO, GIURAMENTO MEDICI SU CORANO CALPESTA PROFESSIONE.MA OGNI ORDINE NAZIONALE PUO’ MODIFICARE TESTO CHE FA PARTE DELLE NORME DEONTOLOGICHE 

(AdnKronos Salute) – Far giurare i giovani medici appena laureati sul Corano, come accaduto in alcune università in Turchia, e non sul tradizionale ‘manifesto’ d’Ippocrate che sancisce l’impegno dei camici bianchi verso i pazienti, “significa calpestare il valore della professione e far venire meno il rapporto di rispetto dell’autonomia dell’identità e cultura del malato, imprescindibile in questo lavoro”.

E’ il commento di Maurizio Benato, vice presidente Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, su quanto accaduto ai colleghi turchi.  “Spesse volte – precisa Benato all’Adnkronos Salute – si fa confusione tra il giuramento ippocratico, il testo storico che risale al 400 a.C., e quello professionale che avviene durante la cerimonia di laurea. Quest’ultimo fa parte del Codice deontologico e viene modificato periodicamente dall’Ordine nazionale dei medici e odontoiatri dei singoli Paesi.

Ogni nazione ha un suo Codice e anche un giuramento che può discostarsi dagli altri – precisa Benato – Se è in uno stato islamico vale la legge coranica, si può subordinare l’esercizio della medicina a quelle norme. Questo per uno stato laico, come l’Italia, non è accettabile: in democrazia si condividono alcuni percorsi comuni, ma sulla professione medica deve vigere il rispetto dell’individuo e la sua autonomia ad di là della sua appartenenza religiosa. Come appunto è sancito nella deontologia occidentale”.  “

Lo Stato e la religione, con tutto il rispetto per l’Islam – conclude Benato – non possono entrare nel rapporto del medico con il paziente. Questo si fonda sulla lealtà del medico nei confronti del malato che ha in cura, e sul rispetto dei suoi valori e del suo vissuto”.

(Frm/AdnKronos Salute) 26-SET-14 12:50