SANITA’: FIMMG, LORENZIN ASCOLTI SINDACATO PER STESURA PATTO SALUTE. MILILLO, E’ ARRIVATO MOMENTO DI DECIDERE SVILUPPO ASSISTENZA PRIMARIA
Roma, 6 nov. (Adnronos Salute) – Il prossimo Patto per la salute “ha una grande importanza”. Per questo la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) chiede ufficialmente al ministro della Salute Beatrice Lorenzin un preciso impegno a valutare, prima della sua stesura definitiva, i contributi dei sindacati più rappresentativi dei professionisti della sanità”. E’ la richiesta di Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, nella sua relazione al congresso del sindacato, in corso a Roma. Milillo, in particolare, chiede che l’attenzione all’assistenza territoriale, sempre presente nelle parole della politica, si trasformi in fatti .”Dovrebbe essere arrivato il momento di decidere una volta per tutte – dice – come dovrà essere sviluppata l’assistenza primaria nel nostro Servizio sanitario nazionale. Certamente, questo sarà uno dei contenuti fondamentali del Patto per la Salute, sempre che le Regioni non esprimano altre pregiudiziali”.
Ma Milillo mette in guardia anche dalle semplificazioni e dalle tentazioni di voler applicare formule uguali per tutti .”Non basta – dice – immaginare il risultato finale, ma è di fondamentale importanza procedere per step successivi, se si vuole fare una programmazione credibile e sostenibile. La Fimmg è pronta e disponibile a sedersi ad un tavolo per definire ogni passaggio, mentre non accetta e combatterà ogni demagogica scorciatoia, da qualsiasi parte politica provenga, che sia finalizzata a raccogliere consenso in prospettiva elettorale”.
Milillo ribadisce che seppure molti obiettivi possono essere condivisi ciò non vuol dire che possano essere accettabili soluzioni ‘imposte’. Un esempio sono le Unità complesse di cure primarie, nelle diverse denominazioni (Case della Salute, ecc. ), la cui finalità è stata condivisa dalla Fimmg, ma sulle quali non mancano punti critici. Ad esempio “esiste il chiaro pericolo – mette in guardia Milillo – che modelli pensati in Regioni cosiddette ‘virtuose’ negli ultimi dieci anni, siano venduti alle altre Regioni come soluzioni con garanzia di ‘virtuosità’, ma ciò è drammaticamente falso.
Al di là del fatto che nella maggior parte dei casi si tratta di idee e non di esperienze concrete e compiute, quante Regioni si salverebbero dal disavanzo se dovessero rispettare una simile programmazione?” “Prima devono essere messi a punto gli aspetti funzionali. Poi, ottenuti i risultati di una vera integrazione professionale, modificando il modo di lavorare di ciascuno e avvalendosi di strumenti ormai irrinunciabili quali la digitalizzazione vera della sanità per avvicinare i servizi al cittadino, si potrà pensare a collocare i professionisti in sedi, comunque chiamate, ma finalmente funzionali alle esigenze dell’assistenza e dei professionisti che la devono garantire”, conclude.
(Ram/Adnkronos Salute) 06-NOV-13 11:02 NNNN
