SANITA’: APNEE OSTRUTTIVE SONNO, LE LINEE GUIDA PER GLI ODONTORIATRI
(AdnKronos Salute) – La ridotta qualità del sonno, con sonnolenza diurna, “si associa ad alterazioni delle performance, diminuzione della concentrazione, irritabilità e, nei casi più gravi, con un vero e proprio rallentamento psicomotorio. Tutti questi fattori influiscono gravemente sulla qualità della vita del paziente e sono destinati ad evolvere verso quadri clinici più gravi, caratterizzati dalla maggiore possibilità di comparsa di patologie quali ipertensione arteriosa sistemica, cardiopatia ischemica, infarto, ipertensione polmonare e aritmie cardiache”.
Le linee guida si concludono con quattro raccomandazioni rivolte all’odontoiatra, che deve essere in grado di riconoscere precocemente segni e sintomi del disturbo, oltre che di trattarlo con appositi dispositivi orali, avendo una formazione specifica in medicina del sonno.
Il testo, pubblicato sul sito del ministero della Salute, è stato elaborato, “sulla base delle migliori evidenze
scientifiche”, da un gruppo di esperti a seguito di specifica indicazione del Gruppo tecnico in materia di odontoiatria presso il Dipartimento della sanità pubblica e dell’ innovazione del ministero della Salute, con il coordinamento di Antonella Polimeni, presidente del Collegio dei docenti universitari di discipline odontostomatologiche. Gli odontoiatri hanno un ruolo di “sentinella diagnostica”, e possono provvedere anche alla risoluzione terapeutica delle apnee notturne, tramite l’ applicazione di specifici dispositivi medici intraorali.
Le ripetute apnee e ipopnee determinano uno sforzo respiratorio con possibili variazioni della frequenza cardiaca, frammentazione del sonno ed aumento dei valori della pressione arteriosa, sia sistemica sia polmonare. “Russamento abituale, pause respiratorie nel sonno riferite dal partner, risvegli con sensazione di soffocamento, sonno notturno agitato, nicturia, xerostomia e, in misura minore, sudorazione notturna eccessiva”, sono fra i sintomi delle Osas, che di giorno possono provocare sensazione di sonno non ristoratore, cefalea, eccessiva sonnolenza diurna, aumentato rischio di incidenti stradali (da 3,5 a 8 volte maggiore della popolazione di controllo), deficit cognitivi (in particolare disturbi di memoria, concentrazione ed attenzione) e, in misura minore, depressione del tono dell’ umore ed impotenza sessuale.
