SANITA’: AOGOI, PAGAMENTI CON BANCOMAT PER 2 GINECOLOGI SU 3. Trojano, costi Pos peseranno di piu’ su professionisti giovani che iniziano attivita’
(AdnKronos Salute) – Due ginecologi su tre già lavorano con il Pos, ovvero offrono ai pazienti la possibilità di pagare la visita con il bancomat. “Ma molti di questi lavorano in regime di intramoenia allargata con Asl o ospedali quindi il costo della gestione del Pos non ricade sui professionisti, ma sulle aziende.
Il problema è per i giovani che si affacciano alla libera professione e che per adeguarsi dovranno spendere anche 500 euro l’anno per avere il Pos”. Lo spiega all’Adnkronos Salute è Vito Trojano, presidente dell’Associazione dei ginecologi italiani, ospedalieri, del territorio e liberi professionisti (Aogoi).
“Secondo un nostro monitoraggio sui 6 mila iscritti, due su tre lavorano con il Pos – prosegue Trojano – ma al di là del costo per ciascun professionista che è già sul mercato, il problema maggiore riguarderà i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro: dovranno sborsare anche 500 euro l’anno per adeguarsi.
Inoltre, spesso i pazienti più anziani hanno poca dimestichezza con carte e bancomat. E’ chiaro – osserva il presidente Aogoi – che per chi lavora invece in regime di intramoenia è tutto molto più semplice: c’è un personale delle Asl o dell’ospedale che si occupa di questa fase dei pagamenti e anche i costi del Pos sono in carico all’azienda.
Una situazione molto diversa quindi – conclude – da quella che vive il libero professionista che dovrà accollarsi anche questa spesa”.
(Frm/AdnKronos Salute) 30-GIU-14 11:30
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