PROFESSIONI: CGIL, ‘DECALOGO DIRITTI’ PER MIGLIORARE CONDIZIONI LAVORO E TUTELE. IL SINDACATO, CONTRATTAZIONE INCLUSIVA E ‘RIVEDERE’ RIFORMA FORNERO
Roma, 3 ott. (Adnkronos/Labitalia) – Un ‘decalogo dei diritti’ per i lavoratori del mondo delle professioni e degli autonomi, per migliorarne le condizioni di lavoro e garantire a tutti le adeguate tutele sociali. E’ l’insieme degli interventi che propone oggi la Consulta delle professioni della Cgil, insieme ai lavoratori interessati e alle loro associazioni, in occasione della Conferenza d’indirizzo della Consulta del lavoro professionale Cgil ‘Diritti e rappresentanza nel lavoro professionale’. Innanzitutto, la Cgil “affida alla contrattazione, e non solo alla legge, un ruolo decisivo per affrontare questa emergenza facendosi carico della ricerca delle possibili soluzioni”.
Per questo, la Cgil ha scelto di dare un carattere ‘inclusivo’ alla sua azione contrattuale: “Quindi, i contratti collettivi dovranno definire, per i lavoratori autonomi e parasubordinati, i diritti, i compensi riferiti alla contrattazione nazionale dei lavoratori subordinati di pari professionalita’, le corrette modalita’ d’impiego, le tutele sociali”. Altro tema ‘caldo’, secondo il sindacato, e’ la previdenza. Per la Cgil, “mantenendo ferma la scelta per un sistema previdenziale pubblico che va preservato e uniformato, esistono delle precondizioni invalicabili, senza le quali non e’ possibile procedere ad allineare la contribuzione per le partite Iva iscritte alla gestione separata a quella degli altri lavoratori iscritti all’Inps”. “Queste precondizioni -spiega- riguardano l’introduzione di compensi minimi equi per evitare, come gia’ avviene, di scaricare unicamente sui lavoratori tutto il costo previdenziale, riducendo ulteriormente il loro reddito netto e favorendo, paradossalmente, i tentativi di fuoriuscita dalla contribuzione previdenziale pubblica. Una rivalsa obbligatoria che renda effettivi i contributi versati dal committente e una equita’ delle prestazioni rispetto agli altri lavoratori”.
