MEDICINA: PARI OPPORTUNITA’ NELLE CURE, A PADOVA CONGRESSO FNOMCEO SU GENERI
Roma, 9 ott. (Adnkronos Salute) – A lavoro per le ‘pari opportunità’ nelle cure. Come? Puntando sulla “medicina di genere, che è una dimensione trasversale della medicina, indirizzata a meglio valutare e utilizzare l’influenza del sesso e del genere sulla fisiologia, sulla fisiopatologia e sulla patologia umana e, quindi, a ottimizzare la prevenzione e la terapia delle malattie”. A spiegarlo è Giovannella Baggio, direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina generale dell’azienda ospedaliera di Padova e presidente del Centro studi nazionale su Salute e medicina di genere della Fondazione Giovanni Lorenzini, alla vigilia del terzo congresso nazionale sulla Medicina di genere, in programma a Padova domani e dopodomani. Il congresso – si legge in una nota della Fnomceo – sarà seguito, il 12, dal corso interattivo sul ‘Sistema diabete’. Durante i lavori, si affronteranno le differenze tra l’organismo maschile e quello femminile relativamente allo scompenso cardiaco, ai tumori, alle epatiti B e C, alla demenza e, infine, al diabete.
“La Medicina di genere – continua Baggio – nasce dalla constatazione che la ricerca medica di questi ultimi cinquant’anni ha descritto le malattie concentrandosi prevalentemente, e talora esclusivamente, su casistiche di un solo sesso, quello maschile. La specialità che per prima ha messo a fuoco questa mancanza di dati sulla donna è la cardiologia. Oggi, in cardiologia abbiamo raggiunto delle conoscenze che ci permettono di percorrere itinerari diagnostici differenziati per uomini e donne. Altre specialità, tipo l’oncologia, sono invece molto indietro: pensiamo che, in questo campo, anche gli animali da esperimento sono maschi”. E riferendosi al corso in programma sabato, Baggio aggiunge: “il diabete è molto più aggressivo sulle arterie delle donne. Una donna con questa patologia ha una probabilità tre volte maggiori di avere un infarto rispetto a un uomo. Ancora non abbiamo capito il perché. Quello che sappiamo è che le donne con diabete hanno più fattori di rischio: sono più facilmente anche obese, ipertese, dislipidemiche. Ma si sa anche che le donne con diabete sono meno trattate con i farmaci ipoglicemizzanti, ipocolesterolemizzanti e ipotensivi. Per questo, al nostro congresso dedichiamo una giornata intera a un corso interattivo su genere e diabete”.
(Com-Sav/Adnkronos Salute) 09-OTT-13 15:28
