(LZ) SANITÀ. ROMA, A OMCEO CONSEGNA RIMBORSI A MEDICI SPECIALISTI LALA: ‘AVANTI CON DDL PER ‘COMPROMESSO’ STATO-CAMICI BIANCHI’
(DIRE) Roma, 22 ott. – Consegnati nella Capitale, presso la sede dell’Omceo provinciale di Roma, assegni per 6 milioni di euro come rimborso per gli anni di specializzazione universitaria a decine di medici che avevano precedentemente presentato ricorso. A seguito di una sentenza del 2012 (la numero 2886/12, emessa dalla Corte d’appello di Roma), infatti, la presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri competenti “sono stati obbligati a pagare una somma imponente destinata ai camici bianchi che hanno frequentato le scuole post-laurea, ai quali lo Stato non ha corrisposto il giusto compenso previsto dalle normative europee” e’ stato spiegato. La consegna degli assegni, fino a 90 mila euro a medico, e’ stata effettuata dai legali della Consulcesi, associazione che si occupa della tutela dei diritti dei professionisti sanitari, “da oltre 20 anni impegnata in questa battaglia di giustizia”.
In totale, secondo una stima che riguarda solo gli associati Consulcesi, l’inadempienza alle normative europee rischia di comportare per le casse dello Stato italiano un esborso di 4 miliardi di euro. Si calcola che solo nel Lazio questo diritto sia stato negato ad altri 6.000 camici bianchi. La soluzione definitiva alla questione e’ stata proposta con un disegno di legge, presentato il 3 luglio scorso, che prevede un rimborso forfettario di 13 mila euro per ciascun anno di frequenza della scuola di specializzazione di Medicina, a coloro che avranno presentato domanda presso le sedi giudiziarie competenti.
Come ha spiegato il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e degli odontoiatri, Roberto Lala: “Visto l’ingente numero delle sentenze favorevoli ai ricorsisti, e’ bene che le istituzioni arrivino a quello che e’ un buon compromesso per tutti. Per lo Stato, che in questo modo risparmia le spese legali in cui puntulamente incorrerebbe, e per i medici che cosi’ percepirebbero quanto gli spetta in tempi minori rispetto a quelli previsti da un’azione legale.
Speriamo quindi che l’iter legislativo per l’approvazione vada avanti”. “Certo e’ che se i governi che si sono succeduti negli anni in cui non si applico’ la normativa fossero stati adempienti- ha continuato Lala- oggi non ci troveremmo in questa situazione in cui, nel mezzo di una grave crisi economica, lo Stato e’ costretto a sborsare ingenti somme. Quella di oggi tuttavia e’ una giornata importante non solo per la categoria ma per il diritto. Se c’e’ una norma comunitaria che sansisce determinati diritti, tutti gli Stati membri hanno il dovere di applicarla”. Il presidente onorario di Consulcesi, Massimo Tortorella, ha sottolineato l’importanza del risultato conseguito: “Quest’oggi stiamo restituendo una parte di quelle mancate retribuzioni di borse di studio nei confronti dei medici che si sono specializzati in un arco di tempo che va dal 1982, anno in cui venne varata la normativa europea non recepita dal nostro Paese, al 1991, quando finalmente l’Italia ha iniziato ad applicare tale normativa. I tribunali hanno quindi riconosciuto il diritto di questi medici e hanno incaricato la Banca d’Italia di pagare queste somme. I 6 milioni di oggi vanno a sommarsi ai 50 gia’ restituiti e sono una parte di una somma complessiva che si aggira intorno ai 330 milioni di euro”. Infine il legale della Consulcesi, Marco Tortorella, ha spiegato che “i primi ricorsi sono partiti nel 2001 e che i tempi di giudizio, molto lunghi inizialmente, si sono ormai accorciati. Un ricorso oggi puo’ concludersi anche nel giro di due anni”.
(Rel/ Dire) 13:31 22-10-13
