Ginecologi, fermare spot tv pro-denunce ai medici
(ANSA)- ROMA, 10 GEN – Stop alle campagne televisive con le quali si invitano i cittadini a denunciare medici e chirurghi per presunti casi di malasanita’. A chiederlo, con una nota congiunta, la Sigo (Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia), l’Aogoi (Associazione italiana ginecologi e ostetrici ospedalieri) e l’Agui (Associazione ginecologi universitari).
“Chi sbaglia e’ giusto che paghi e ogni cittadino ha diritto a rivolgersi alla magistratura se pensa di aver subito un’ingiustizia- spiega il presidente della Sigo Paolo Scollo, che evidenzia come il 10% delle denunce per presunti casi di malasanita’ siano proprio a carico dei ginecologi- ma istigare la popolazione a sporgere denuncia tramite martellanti campagne mediatiche e’ molto pericoloso e controproducente, sia per per noi che per i pazienti. Il rischio e’ che molti medici di fronte a una severa emergenza si rifiuteranno di assumersi potenziali e gravi responsabilita’”.
“Nove cause legali su dieci intentate contro i camici bianchi terminano con un’assoluzione” ricorda invece il presidente Aogoi, Vito Trojano, secondo il quale “il rischio legato a queste campagne e’ alimentare il contenzioso che andra’ a pesare sul lavoro dei Tribunali e degli stessi medici, con importanti ricadute sociali come la diminuzione della fiducia nei lavoratori del Sistema sanitario nazionale”. “Aumentera’ anche il ricorso alla medicina difensiva e i costi assicurativi per i camici bianchi” sottolinea inoltre il presidente Aogoi, mentre per Nicola Colacurci, presidente Agui “la malasanita’ non si combatte a colpi di spot ma migliorando la preparazione del personale sanitario”.
(ANSA). Y09 10-GEN-14 13:32
