Statuto, la riforma prende corpo
Riduzione dei membri del Cda, un Consiglio nazionale più rappresentativo delle professioni, dentro giovani e pensionati e un’attenzione alle differenze di genere. La bozza definitiva con le indicazioni dei presidenti di Ordine arriverà in Consiglio a fine giugno.
La proposta di riforma dello Statuto della Fondazione Enpam si delinea avviandosi verso la fase conclusiva.
Dopo aver integrato gli emendamenti inviati dai presidenti degli Ordini, la stesura definitiva della bozza è in questi giorni all’attenzione del Consiglio di amministrazione.
La riforma, presentata l’8 marzo in occasione del Consiglio nazionale, punta a rendere più efficienti gli organismi di governo, aggiornando lo Statuto alle nuove normative in vigore e aumentando allo stesso tempo la partecipazione alle scelte decisionali attraverso il miglioramento della rappresentatività dei contribuenti.
Tra le principali novità in discussione vi è la riduzione dei componenti del Consiglio di amministrazione il cui numero scenderebbe da 27 a 17.
Tutti i consiglieri verrebbero scelti tramite elezione e la loro carica sarebbe incompatibile con quella di componente di ogni altro organo collegiale della Fondazione, fatta eccezione per quelli eletti dai Comitati consultivi. Altre proposte riguardano l’introduzione di una quota di genere, l’istituzione di un osservatorio dei pensionati e uno dei giovani, i cui membri partecipino con diritto di parola ai lavori del Consiglio nazionale.
Nella bozza viene inoltre istituzionalizzata la presenza della professione odontoiatrica, cui verrebbe riservato un posto in Cda e una quota in Consiglio nazionale (pari al 10 per cento del numero di presidenti di Ordine). Verrà invece abolito il Comitato esecutivo, realizzando un risparmio secco di 20 mila euro l’anno. Tra le principali novità in discussione vi è la riduzione del numero dei componenti del Consiglio di amministrazione.
DUE FONDI, CINQUE GESTIONI
Un’altra novità è quella relativa alla razionalizzazione dei fondi, che diventerebbero solo due, pur con gestioni distinte al loro interno. Il primo fondo, con le gestioni di Quota A e Quota B, rimarrebbe legato alla libera professione e vi sarebbero iscritti tutti i medici e gli odontoiatri.
Nel secondo, invece, confluirebbero i contributi derivanti dal lavoro in convenzione o accreditamento con il Servizio sanitario nazionale (con tre gestioni: Medici di medicina generale, Specialisti ambulatoriali e Specialisti esterni).
Nel prossimo Statuto verrebbero mantenuti gli attuali Comitati consultivi, con una piccola ma significativa novità per la Quota B: nella consulta verrebbero eletti, su base nazionale, anche un rappresentante della libera professione medica, uno per la libera professione odontoiatrica e uno per quella svolta in intramoenia.
Ciascun Comitato consultivo continuerà inoltre ad eleggere un rappresentante nel Consiglio di amministrazione, ma solo se il patrimonio della propria gestione risulta in attivo.
Inoltre verrebbe introdotta la possibilità di aprire ad altre professioni sanitarie, tramite la costituzione di apposite gestioni separate e comunque previa delibera del Consiglio nazionale. La bozza poi prevede che il patrimonio (“uno e unitario”) sia definito “funzionale alla previdenza e all’assistenza” e gli investimenti vengano fatti nel rispetto di un modello procedurale stabilito, ispirandosi al principio di prudenza.
MIGLIORE RAPPRESENTATIVITÀ
Tutti i provvedimenti rispondono all’esigenza di assicurare una migliore rappresentatività, nel corretto equilibrio tra costi e numerosità.
“In questa bozza di Statuto – ha detto il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti – cerchiamo di includere, di portare le varie anime e i vari interessi a un livello di sintesi. La riforma si propone di aumentare la partecipazione alle scelte decisionali dei rappresentanti dei maggiori contribuenti della Fondazione. Per la prima volta, inoltre, viene presa in considerazione la quota di genere, stabilendo che ci deve essere una componente femminile nel Cda e che deve esserci anche nelle liste elettorali”.
L’ITER
Il testo contenente le nuove indicazioni sarà sottoposto a un approfondimento tecnico-legale per arrivare a una stesura coerente da sottoporre alle consulte e alle organizzazioni sindacali. Una volta terminata la revisione, la bozza definitiva dovrà essere votata dall’assemblea del Consiglio nazionale, in previsione il 29 giugno prossimo.
La proposta di riforma sarà discussa come secondo punto all’ordine del giorno, dopo il bilancio consuntivo e preliminarmente alla valutazione della proposta di riduzione dei compensi dei componenti del Consiglio di amministrazione.
“Il principio di questa riforma è quello dell’inclusione – conclude Oliveti – strumento fondamentale che tutto il mondo medico sta promuovendo a qualsiasi livello di rappresentanza. Nessuno è troppo giovane, troppo inesperto, o troppo donna per portare il suo contributo”.
TERZA RIFORMA
La riforma dello Statuto è la terza della legislatura, in linea con quello che è stata la proposta elettorale per questo mandato. La revisione dell’ordinamento della Fondazione, arriva al Consiglio nazionale dopo l’approvazione della riforma previdenziale con sostenibilità a 50 anni e la riforma della governance degli investimenti.
Statuto, procede l’esame della riforma (guarda il video e scarica le slide).
(Ma.Fa.)
Twitter: @FondazioneEnpam
Tratto da:

Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri n. 3/2014






