Staffetta generazionale, Enpam pronta al dialogo

Il presidente Oliveti risponde alle richieste di chiarimenti da parte della categoria dopo la presentazione della proposta di pensione part-time rivolta ai medici di medicina generale. Ma avverte: “Prima di arrivare all’operatività è indispensabile il rinnovo della convenzione”

“Una suggestione in grado di ridare respiro e prospettiva alla medicina sul territorio, superando le difficoltà provocate dalla scarsa lungimiranza di scelte organizzative che rischiano di penalizzare l’intero Servizio sanitario nazionale.”

01_8528029330_ae6e235d86_oAlberto Oliveti ( nella foto qui di lato, nel suo ambulatorio) descrive così il progetto App, l’anticipo della prestazione previdenziale studiato per affiancare il medico di famiglia vicino alla pensione a un giovane collega. Il tutto (vedi Giornale della Previdenza 4/2015) senza maggiori oneri per le Asl, dato che lo stipendio verrebbe diviso tra i due medici, mentre il titolare riceverebbe contemporaneamente dall’Enpam metà dell’assegno a cui avrebbe avuto diritto se si fosse ritirato anticipatamente dalla professione.

Se per un medico vicino alla pensione il progetto può rappresentare un miglioramento della qualità di vita, un giovane collega che vantaggi avrebbe?

Vediamo qual è la situazione oggi. Per richiedere la convenzione un collega deve allestire uno studio, e quindi avere la possibilità di investire subito sul proprio futuro. Contemporaneamente non ha nessuna garanzia riguardo al numero di assistiti, con differenze talmente elevate tra i territori che è impossibile stimare una media di remunerazione al primo anno. Se immaginiamo al contrario uno scenario in cui un medico più anziano lo accompagna, le incertezze evidentemente si riducono. Io stesso ho iniziato così il mio percorso professionale.

Ci sarà un meccanismo di assegnazione tramite graduatoria o sarà il medico anziano a scegliere il proprio collaboratore?

Nel disegnare la proposta siamo partiti da tre punti fermi: la titolarità degli assistiti resta al medico titolare di convenzione, il titolare deve avere una qualche voce in capitolo nella selezione del collega con cui lavorare e – con le regole attuali – il giovane deve avere completato il proprio percorso di tirocinio. Per il resto non spetta all’Enpam scrivere le regole, ogni aspetto pratico andrà definito nell’accordo tra Sisac e rappresentanze sindacali. Saranno le delegazioni presenti a quel tavolo a trovare un accordo, noi abbiamo lanciato una suggestione e dato la nostra disponibilità a cambiare il regolamento previdenziale, perché oggi non è possibile versare un anticipo di pensione a un medico attivo.

Per l’Enpam versare le pensioni in anticipo non metterà in discussione i conti?

Abbiamo tratteggiato diverse ipotesi ed esaminato i calcoli prospettici: l’operazione per noi è a somma zero. Da un lato il medico vicino alla pensione riceverà un assegno, ma dall’altro i giovani diventeranno contribuenti attivi prima, il che è un nostro interesse. Il nostro obiettivo è sempre quello di mantenere valido il patto generazionale: in questo caso non stiamo facendo altro che tentare di renderlo dinamico, e non statico.

I medici che riceveranno l’anticipo di prestazione previdenziale continueranno a versare i contributi per gli anni che li separano dalla pensione vera e propria?

L’App è equivalente a metà pensione anticipata, quindi quella parte di reddito non sarà soggetto a versamenti contributivi. Al contrario si continuerà normalmente a versare i contributi previdenziali sulla parte di stipendio che riceveranno dall’Asl, così come faranno, per la loro parte, i giovani che li affiancheranno.

Come verranno evitati eventuali abusi ai danni dei colleghi pBusiness teamwork conceptiù giovani?

Io stesso nei primi incontri pubblici in cui ho presentato la proposta, ho citato il rischio di caporalato. Ora rilancio, dicendo che le regole dovranno prevenire anomalie anche in senso opposto, perché non succeda che i nuovi entrati minaccino di bloccare o condizionare le scelte dei colleghi più esperti. C’è insomma la piena consapevolezza che si tratti di un tema estremamente delicato su cui dovrà esserci grande attenzione, serviranno norme per fare in modo che non si verifichino imposizioni sottobanco.

Una provocazione comparsa sui social network: “L’Enpam non ha i soldi per pagare le pensioni future e sta facendo di tutto per mantenere i vecchi al lavoro part time”. Cosa risponde?

Il mondo è bello perché è vario. C’è sempre qualcuno che dirà che è il sole a girare intorno alla terra. Se devo rispondere seriamente, dico che questo meccanismo è il tentativo di creare un circolo virtuoso tra flessibilità in uscita e in entrata, dando più opportunità ai giovani che si affacciano alla professione. Resta oltretutto un’opzione volontaria, chi preferisce i canali attuali potrà continuare a scegliere quella strada. Non pretendiamo che sia una panacea, ma certamente si tratta di una soluzione, transitoria, per riattivare una sorta di staffetta generazionale.

L’APP IN CINQUE PUNTI

  1. A chi si rivolge: Ai medici che hanno i requisiti per andare in pensione anticipata e ai giovani colleghi che hanno completato il tirocinio del corso di formazione specifica in medicina generale.
  2. Come funziona: Il medico convenzionato resta titolare degli assistiti, ma viene affiancato da un secondo medico con l’obiettivo di favorire scambi di esperienza. I meccanismi per la selezione del collega più giovane sono ancora allo studio.
  3. La retribuzione: Nella bozza di lavoro, il medico titolare girerebbe al giovane collega metà del compenso relativo alle quote capitarie al netto delle spese, e riceverebbe dall’Enpam metà pensione, sotto forma di anticipo. L’importo sarebbe calcolato utilizzando i parametri della pensione anticipata. Su questo reddito non verserebbe alcun contributo previdenziale.
  4. L’attività professionale: Per il medico titolare resta la libertà di proseguire nella propria attività libero professionale, mentre il collega più giovane manterrebbe l’opportunità di esercitare altre attività (per esempio legate alla Continuità assistenziale).
  5. Quando si potrà aderire: È necessario attendere due passaggi: il rinnovo della convenzione tra Sisac e delegazioni sindacali e, una volta raggiunto l’accordo, la modifica al regolamento dell’Enpam per introdurre questa possibilità.

Andrea Le Pera

@FondazioneEnpam

data pubblicazione : 02/10/2015