Specialisti esterni, caccia alle società che evadono

Il Servizio ispettivo ha costituito una task force con il compito di passare al setaccio le società convenzionate che non pagano il contributo del 2 per cento destinato alle pensioni dei medici e dentisti che collaborano con loro

GiornL’Enpam è pronta a inaugurare una stagione di accertamenti sulle strutture sanitarie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. Nel mirino degli ispettori della Fondazione ci sono le società convenzionate che si avvalgono di medici e dentisti per le prestazioni di specialistica ambulatoriale.

Queste Srl, nonostante dal 2004 siano tenute per legge a versare all’Enpam il 2 per cento del fatturato sulle relative prestazioni, in molti casi non lo fanno. A farne le spese sono gli stessi camici bianchi a cui viene a sottratta una parte del tesoretto che costituisce la loro pensione.

Per dare la caccia a queste società, il servizio Contributi e attività ispettiva della Fondazione – una squadra di 39 persone – si concentrerà sulla verifica della regolarità delle srl convenzionate. L’attività della task force punta a ristabilire la legalità e apre uno spiraglio per il ravvedimento delle società che vogliono normalizzare la propria posizione contributiva: “Sarà predisposto un apposito staff per garantire la tempestiva istruzione delle richieste di ravvedimento spontaneo”, assicurano dal Servizio. Le società che non coglieranno l’occasione, rischieranno di si vedersi bloccare i pagamenti delle fatture e i rinnovi convenzionali con le Asl.

IL DURC ENPAM

L’obbligo di versare il 2% nel Fondo degli specialisti Foto 1 Accertamentoesterni fu imposto perché l’apertura dell’accreditamento e del convenzionamento con il Ssn alle società aveva comportato una notevole diminuzione del flusso contributivo a favore del Fondo.

L’aliquota avrebbe dovuto garantire una copertura previdenziale aggiuntiva ai camici bianchi che operano nelle strutture accreditate che, nei fatti, sono andate a sostituire i medici ‘convenzionati ad personam’.

Purtroppo non sempre le regole vengono rispettate e i 232 decreti ingiuntivi per un valore di 15 milioni di euro emessi dal servizio ispettivo dell’Enpam negli ultimi cinque anni sono serviti solo in parte a recuperare quanto sottratto agli iscritti.

La svolta arriva a giugno 2014, quando il ministero del Lavoro chiarisce con un interpello che per poter liquidare le fatture alle società e stipulare contratti di convenzione, le Asl devono richiedere alla Fondazione un Durc Enpam che ne attesta la regolarità contributiva. Il ministero specifica inoltre che a nulla vale invocare la privacy, poiché l’Enpam è legittimato costituzionalmente ad agire per la tutela previdenziale dei medici e degli odontoiatri.

Le cattive abitudini sono dure a morire e nonostante il rischio di vedersi chiudere i rubinetti le società che nel 2014 versano il dovuto al Fondo specialisti esterni si fermano a 1047 per un totale di 6,4 milioni di euro di entrate. Il doppio rispetto a 5 anni prima, ma ancora poco rispetto alle stime degli uffici della Fondazione.

_DSC6303Per questo il recupero dell’evasione contributiva delle società inadempienti è diventato uno degli obiettivi prioritari per il 2016 del Servizio contributi e attività ispettiva che l’ha messo nero su bianco nella relazione del prossimo Bilancio di previsione.

Evadere il contributo dovuto al Fondo degli specialisti esterni significa impoverire i futuri medici pensionati. Se le Asl non trasmetteranno i fatturati delle società professionali e di capitali che fatturano sulla specialistica, l’Enpam non esiterà ad usare tutti gli strumenti a sua disposizione.

ENPAM E MINISTERO DELLA SALUTE STUDIANO IL FABBISOGNO DI CAMICI BIANCHI

L’Enpam e il ministero della Salute hanno firmato un protocollo d’intesa per lo scambio di dati finalizzato a migliorare le previsioni quantitative future di professionisti medici e odontoiatri. L’ente previdenziale, che utilizza questi dati per redigere i propri bilanci tecnici, è coinvolto anche in quanto partner dell’Azione congiunta dell’Ue sulla pianificazione delle forze lavoro del settore sanitario (Eu Joint Action on Health Workforce Planning and Forecasting).

Il progetto europeo è finalizzato ad individuare, analizzare, diffondere e sperimentare buone pratiche di pianificazione e previsione del personale sanitario nei Paesi Ue. L’obiettivo è quello di sviluppare un sistema in grado di calcolare il fabbisogno futuro tenendo conto dei principali flussi in entrata nel mercato del lavoro (formazione universitaria e immigrazione) e di quelli in uscita (pensionamenti ed emigrazione).

QUAL È L’ASPETTATIVA DI VITA DEI MEDICI ITALIANI

I medici e i dentisti vivono più o meno a lungo_DSC6108 degli altri italiani? L’aspettativa di vita dei camici bianchi sarà al centro dell’attenzione del Consiglio nazionale degli attuari, con il quale la Fondazione Enpam ha stretto un accordo per la condivisione di dati statistici.

Le analisi dell’organismo ordinistico degli attuari, che si baseranno su modelli di proiezione riconosciuti a livello internazionale, consentiranno di elaborare previsioni demografiche aggiornate basandosi sui dati dei pensionati della Fondazione.

La speranza di vita è un dato che serve a calcolare la tenuta dei conti previdenziali. Secondo le proiezioni contenute nell’ultimo bilancio tecnico dell’Enpam, che risale al 2012, al momento della pensione i medici e i dentisti italiani hanno un’aspettativa di vita superiore di circa un anno rispetto alla media dei pensionati italiani. Il dato verrà aggiornato quest’anno in occasione della redazione del nuovo bilancio tecnico triennale.

Marco Fantini

@FondazioneEnpam

data pubblicazione : 05/10/2015