Le risposte di Andrea Mandelli
Presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, candidato al Senato (Lombardia), PdL
Cosa farete per la doppia tassazione che pesa sulla previdenza privata?
Ritengo che sul versante della tassazione sulla previdenza obbligatoria gestita dagli Enti dei professionisti privati debba essere fatto di più. Oggi vi è una eccessiva sperequazione in materia di tassazione tra fondi di previdenza complementare e quelli obbligatori. La previdenza complementare sconta una sistema di tassazione più favorevole sia per quanto riguarda la tassazione sui patrimoni gestiti, sia per quanto riguarda le prestazioni erogate che scontano una aliquota Irpef secca, modulabile in ragione dell’anzianità di iscrizione al Fondo. Alla luce dei provvedimenti che hanno interessato in profondità il sistema Casse, con l’obiettivo di garantire l’equilibrio del saldo previdenziale a 50 anni, ritengo che il nuovo Parlamento debba impegnarsi per individuare spazi di intervento normativo per omogeneizzare il trattamento tributario di tutti i fondi previdenziali, equiparando, in particolare, i fondi ad appartenenza obbligatoria a quelli di previdenza complementare. Il percorso da perseguire è quello tra l’altro indicato nella recente circolare dell’Agenzia delle entrate, n.48 del 21 dicembre 2012, che ha stabilito, in via interpretativa, l’esenzione dell’imposta di bollo sulle comunicazioni dei prodotti e strumenti finanziari, non solo per le forme di previdenza complementare, ma anche alle forme di previdenza obbligatoria, tra cui le Casse di previdenza dei liberi professionisti.
Cosa farete della legge che ha dato autonomia agli enti pensionistici come l’Enpam?
L’autonomia delle Casse privatizzare va salvaguardata e pertanto ritengo che nell’ambito dell’attuale sistema dei controlli, molto più penetranti rispetto al passato, vi siano le condizioni per confermare l’assetto normativo che governa le Casse privatizzate. Tuttavia, bisognerà chiarire, una volta per tutte, sul piano legislativo, gli effetti della privatizzazione intervenuta sulla base del decreto legislativo n. 509/94, tenuto conto che non appare più possibile estendere, come recentemente è avvenuto, le norme di finanza pubblica a questo settore.
Garantirete che gli enti previdenziali privati possano contare sul patrimonio per la tenuta futura?
Ritengo che l’equilibrio del saldo previdenziale a 50 anni imposto dall’art.24, comma 24, del decreto Salva Italia, non possa prescindere anche dalla contabilizzazione dei rendimenti del patrimonio. Non possiamo pensare di far accumulare patrimoni senza che non via sia la possibilità di impiegare tali risorse. È un controsenso realizzare interventi di razionalizzazione sul versante della spesa previdenziale non consentendo, tuttavia, di poter utilizzare i risparmi che vengono accantonati con la gestione del patrimonio. In un momento di crisi come l’attuale che coinvolge il settore delle libere professioni, credo che altrimenti sia più utile mitigare la pressione contributiva con l’obiettivo di favorire l’occupazione e lo sviluppo.






