La guardia medica del mare
Gratuitamente, da quasi ottant’anni, il Cirm offre da Roma assistenza medica a distanza ai naviganti di tutto il mondo. Con il Comando generale delle capitanerie di porto coordina le operazioni di soccorso
Qualunque sia la nazionalità e il colore della bandiera, il Centro internazionale radiomedico offre ai naviganti di tutto il mondo assistenza medica gratuita. “Il Cirm è un vero e proprio ospedale via etere – dice Francesco Amenta, medico e presidente del Cirm –. Garantisce assistenza e consulenza medica a distanza senza interruzione per ventiquattro ore al giorno. Poco conosciuto al grande pubblico – dice Amenta – è considerato un’eccellenza dalla Guardia costiera americana. Ogni cittadino italiano dovrebbe andarne fiero”.
Qualche anno
fa l’Accademia di storia dell’arte sanitaria ha conferito al Centro il premio “Umanizzazione della medicina” riconoscendo l’azione umanitaria svolta in favore della ‘gente di mare’. Il 95 per cento degli interventi del Cirm riguarda i marittimi che operano nel trasporto di merci. Ma il servizio negli ultimi anni è stato esteso anche al mondo della vela e del diporto per raggiungere in modo sempre più efficace tutti quelli che vanno per mare, anche per sport e divertimento. Il numero più alto di interventi è rappresentato dai traumi e avvelenamenti seguiti dalle malattie dell’apparato digerente. Oltre che per ridurre i rischi e le difficoltà di un’emergenza durante la navigazione, il Cirm è anche a disposizione per consigli telemedici prima di imbarcarsi, per evitare complicazioni a bordo. La moderna tecnologia consente a tutti di comunicare con il Cirm anche in mezzo al mare. Infatti i telegrafi e le radio ad alta frequenza sono mezzi quasi antichi: ormai la maggior parte delle richieste arriva via posta elettronica.
GUGLIELMO MARCONI PRIMO PRESIDENTE
Il Cirm nasce nel 1935 per iniziativa di Guido Guida, medico trapanese trapiantato a Roma. Primo presidente fu Guglielmo Marconi. Molte personalità di spicco della medicina romana del tempo fornirono volontariamente la propria collaborazione cominciando ad assistere via radio gli ammalati a bordo delle navi. La prima sala operativa fu una stanza nella casa romana del prof. Guida, in Via Torino, dove era installata una ricetrasmittente da lui stesso acquistata. La prima richiesta di assistenza
arrivò il 7 aprile 1935 dal piroscafo Perla in navigazione a largo di Dakar, nell’oceano Atlantico. Dal 1952 assiste anche gli equipaggi e i passeggeri delle linee aeree transcontinentali internazionali. Oggi, il Cirm è ancora a Roma, in una palazzina dell’Eur. Nell’ultimo anno ha assistito oltre tremila persone e ha avuti contatti con più di tremila navi estere oltre a quelle italiane. Qualche numero: dal primo anno di attività a oggi circa 80 mila pazienti hanno ricevuto assistenza medica a distanza, oltre 700mila i messaggi medici scambiati per le operazioni di cura, più di 4mila le missioni aeronavali di soccorso a cui ha preso parte.
SOCCORSO AI PROFUGHI
L’assistenza si estende a tutti. Uno degli ultimi interventi ha riguardato un’imbarcazione di migranti siriani: un peschereccio carico di centinaia di profughi ammassati, stremati dal viaggio era alla deriva sulle coste della Sicilia sud-orientale quando, a fine estate, è stata intercettata dalla Guardia costiera. I militari italiani hanno allertato la sala operativa del Cirm, da dove un medico e un operatore hanno seguito le operazioni. Tra i migranti c’era anche una dottoressa, siriana,
che si è data da fare per assistere i compagni di viaggio in difficoltà. “Nonostante le difficoltà oggettive, la quasi mancanza a bordo di medicine e strumenti di soccorso – dice il presidente del Cirm Francesco Amenta – anche in una situazione di emergenza come questa, il Centro è stato in grado di offrire assistenza medica qualificata grazie all’esperienza e alla disponibilità del suo personale”. Considerando il numero crescente delle operazioni in favore dei profughi, Amenta sottolinea la necessità di dotare i mezzi di soccorso,comprese le motovedette militari, di adeguate scorte di medicinali e auspica la partecipazione del Cirm all’addestramento del personale di bordo.
(Laura Petri)
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