Gestire il cambiamento è possibile

Lokandina

di Roberto Lala

Segretario generale Sumai-Assoprof

I ritardi nella riprogrammazione dei servizi comportano un grande rischio, perché non corrispondereai cambiamenti in atto nella società produce, nell’immediato, sprechi, e costringerebbe, nel prossimo futuro, a scelte ancora più difficili, come è accaduto ad esempio nel settore della previdenza pubblica. Al contrario, è possibile ‘gestire’ il cambiamento in prospettiva, compiendo scelte e riforme necessarie, come è stato fatto, ad esempio, per la nostra previdenza, nell’Enpam.
Un buon esempio di realizzazione di questa visione che tiene insieme passato, presente e futuro lo abbiamo nel nostro Ente di previdenza: Enpam ha saputo riformarsi sotto molti aspetti, avendo come stella polare proprio la solidarietà tra le generazioni.

“È possibile ‘gestire’ il cambiamento in prospettiva, compiendo scelte e riforme necessarie, come è stato fatto, ad esempio, per la nostra previdenza, nell’Enpam”

Quattro anni fa avevamo portato alle elezioni Enpam un programma ambizioso che prevedeva tre azioni di riforma: la riforma del patrimonio, quella della previdenza e la stesura di un nuovo Statuto.

Abbiamo cominciato con la riforma del patrimonio, con l’applicazione di standard meno aleatori e più stringenti che mettessero in sicurezza i risparmi accantonati, poi siamo passati a definire la riforma della previdenza, che inevitabilmente ha comportato sacrifici per le generazioni più adulte proprio a garanzia di quelle più giovani.

Mentre la previdenza pubblica era costretta a scelte draconiane, rappresentate in modo emblematico dalle lacrime dell’allora ministra Fornero e che hanno sconvolto la vita di milioni di persone, noi, senza alcun aiuto della parte pubblica che anzi continua a sottoporci ad una doppia e iniqua tassazione del patrimonio oltre a cambiare le regole in corsa, siamo arrivati a garantire la stabilità del nostro sistema pensionistico in una prospettiva di cinquant’anni. Come ultimo atto della fase riformatrice, pochi mesi fa siamo arrivati all’approvazione del nuovo Statuto dell’Enpam. OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Il nostro mandato è quindi stato pienamente svolto, anche se manca ancora l’approvazione dei ministeri vigilanti, e proprio per questo, precauzionalmente, dico che il traguardo è ‘quasi’ raggiunto.
Quali sono le novità importanti del nuovo Statuto? Io credo siano essenzialmente due. La prima è l’aumento del numero dei membri del Consiglio nazionale: ai presidenti degli Ordini, che rappresentano istituzionalmente il mondo medico nel suo insieme, si affiancheranno ora i rappresentanti della professione in senso attivo, ovvero i rappresentanti di chi ‘paga’ i contributi Enpam.

Oltre ad una quota dei rappresentanti Cao, ci saranno dunque coloro che portano gli interessi delle diverse categorie (medici di famiglia, specialisti ambulatoriali, liberi professionisti, dipendenti, ecc.) in proporzione alla loro numerosità e al loro contributo economico.

Si è voluto avere una maggiore rappresentatività, in definitiva una maggiore democrazia, proprio per fare in modo che le scelte da compiere, sempre estremamente delicate quando si parla di previdenza, siano il più possibile partecipate e condivise. Voglio aggiungere, per tranquillizzare tutti, che questo allargamento non comporterà maggiori costi, perché il tetto di spesa per il Consiglio nazionale è stato vincolato ai costi storici, il che vuol dire che ci saranno tagli lineari su singole voci, così da mantenere in equilibrio il saldo generale.

Seconda novità importante di questo Statuto Enpam è l’abolizione del Comitato esecutivo e la riduzione del numero dei componenti del Consiglio di amministrazione con conseguente riduzione dei costi: tra l’altro, a sedere nell’organo di governo dell’Ente non ci saranno più ‘tecnici’, ma solo ed esclusivamente medici.

È chiaro che avremo come riferimento e supporto in primo luogo il personale dell’Ente, che voglio personalmente ringraziare tanto per la capacità professionale dimostrata quanto per l’impegno profuso anche in momenti particolarmente complessi, e, a seconda delle necessità, alcuni consulenti esterni di comprovata professionalità, che però non avranno più un ruolo decisionale in seno al CdA, perché le scelte ‘politiche’ sul nostro futuro previdenziale devono essere saldamente nelle nostre mani.

Un percorso riformatore condotto con determinazione, in una situazione oggettivamente difficile e con molti ostacoli ‘a sorpresa’, che è riuscito a concludersi, almeno per quello che è di nostra competenza, nei tempi che ci eravamo proposti. ■
(Estratto dalla relazione congressuale)

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Gestire il cambiamento
è possibile
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Quale sanità nel futuro? Quale futuro per la sanità?
Perugia 6 -10 ottobre 2014 47°
di Roberto Lala
Segretario generale Sumai-Assoprof 7 – 2014