Educazione Continua in Medicina
Tutti i professionisti della salute hanno l’obbligo di fare aggiornamento professionale. Come costruire il proprio dossier formativo
La legge obbliga tutti i professionisti della salute – 1.066.000 tra medici, odontoiatri, ostetriche, tecnici, infermieri etc – a dedicare almeno una settimana l’anno del proprio tempo alla formazione e all’aggiornamento. L’obiettivo è di mettere insieme 150 crediti in un triennio: 50 ogni anno, con un massimo di 75 e un minimo di 25. Più dell’80 per cento dei medici e degli odontoiatri hanno preso parte a eventi formativi.
Da programma educativo a sistema formativo
Quindi l’Ecm non può essere pensata solo un banale trasferimento di conoscenze più o meno aggiornate né come semplice ‘manutenzione tecnica’, ma deve essere intesa come supporto allo sviluppo di ‘sistemi di competenze’ che è riduttivo connotare esclusivamente come ‘tecnicoprofessionali’, ma devono comprendere tutta la gamma delle attività richieste in contesti sociali continuamente mutevoli e che deve sfociare nello sviluppo professionale continuo. E la formazione ‘life long’ consente proprio di aumentare le capacità di apprendimento delle persone mentre lavorano, sviluppare e capitalizzare la conoscenza e l’esperienza acquisita partendo dal comportamento quotidiano di ognuno.
L’Ecm non deve essere percepita come un peso burocratico da assolvere, ma va considerata come uno strumento per migliorare la qualità dell’esercizio professionale
La Commissione nazionale Ecm vuole evitare eventi formativi riduttivi, pensati e attuati in forma episodica e semplicistica, realizzati frettolosamente, misurati male, con costi tali da non giustificare la scarsa qualità in un epoca di drastica riduzione dei budget per la formazione. Ecco perché l’accreditamento diretto dei provider non identifica una diversa procedura burocratica, ma ribalta il principio di responsabilità ed autonomia dei produttori di formazione, chiamati a garantire non su singoli eventi ma su tutta la propria attività attraverso profili consoni di organizzazione (statuti, contabilità, centri di responsabilità), offerta formativa (piani formativi), trasparenza (contratti di sponsorizzazione).
La Commissione nazionale Ecm vuole evitare eventi formativi riduttivi, pensati e attuati in forma episodica e semplicistica
Ed ecco quindi la necessità di regole certe e stringenti per l’accreditamento dei provider nazionali e regionali quali: l’obbligo di rendere trasparenti i rapporti di sponsorizzazione; l’obbligo di evitare o rendere pubblici eventuali conflitti di interesse; l’obbligo della valutazione non solo dei discenti, ma anche dei docenti e degli approcci didattici; la necessità che ogni provider accreditato allestisca un progetto formativo annuale/pluriennale quale frutto di un’autentica progettazione educativa ed un’attenta riflessione sui processi formativi.
Con queste premesse il credito Ecm diventa lo strumento per attestare l’avvenuta formazione e non il fine stesso della formazione.
È partita la sperimentazione del dossier formativo
L’ultima novità in fatto di formazione si chiama ‘Dossier Formativo’. Il Dossier formativo viene definito nell’accordo Stato-Regioni del 1° agosto 2007 uno “strumento di programmazione e valutazione del percorso formativo del singolo operatore (individuale) o del gruppo di cui fa parte (equipe o network professionale).

Non è, quindi, un portfolio delle competenze, ma ne può essere considerato un precursore ed è comunque correlato al profilo professionale e alla posizione organizzativa”.
Il Dossier Formativo è un sistema che si basa sull’autonomia e responsabilità del singolo professionista: tra le finalità, infatti, c’è la l’autovalutazione dei propri bisogni formativi. Dopo il momento dell’autoanalisi il soggetto interessato stila un programma formativo della durata di un triennio: in questo modo programma nel tempo il proprio aggiornamento professionale.
Il Dossier Formativo è stato sperimentato per tutto il 2013 in molte delle Aziende del Veneto, con l’Ordine di Reggio Emilia e il collegio Ipasvi di Napoli. Dal 4 dicembre 2013, poi, è stata aperta a tutti i professionisti la possibilità di collegarsi al portale Cogeaps (Consorzio per la gestione anagrafica delle professioni sanitarie) per verificare l’affidabilità del sistema e quantificare l’adesione al progetto. Da dicembre a oggi i risultati sono stati incoraggianti: sono stati infatti circa 3mila i professionisti che in questo breve arco di tempo hanno costruito il proprio Dossier.
Nel Dossier Formativo vengono riportate tre macro-aree:
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le ‘competenze tecnico professionali’, che sono inerenti prevalentemente la disciplina esercitata;
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le ‘competenze di processo’, che riguardano i processi interni all’organizzazione sanitaria (ad esempio come lavorare e comunicare con i colleghi, i pazienti, i gruppi di lavoro, le istituzioni etc.);
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le ‘competenze di sistema’, che riguardano gli aspetti generali dell’esercizio professionale (ad esempio la gestione del rischio clinico, il governo clinico, l’Health technology assessment, i metodi per la valutazione delle performance del professionista etc).
Cliccando sulle tre macro aree si aprono gli elenchi che contengono le materie di specifico interesse che il medico può scegliere. Una volta che il professionista partecipa all’evento formativo scelto, il provider lo registrerà nel sito Cogeaps e a fine triennio il professionista si ritroverà tutte le informazioni registrate.
Twitter: @FondazioneEnpam
Tratto da:

Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri n. 3/2014






