Medici Milano: pubblicità commerciale e sanità, salute a rischio
(askanews) – L’ordine milanese critica l’interpretazione estensiva dell’Agcom – Troppa pubblicità fa male alla salute, almeno in ambito sanitario e se mirata esclusivamente ad “accaparrare” il cliente, e non invece a informare sulle reali caratteristiche delle prestazioni. L’Ordine dei Medici di Milano si schiera con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo) nel rivendicare il potere di intervenire in materia di trasparenza e veridicità della pubblicità effettuata da propri iscritti.
Per l’Ordine dei Medici, tale potere di intervento sarebbe stato ridotto da una interpretazione troppo estesa fatta dall’Agcom delle norme sulla pubblicità delle attività professionali e confliggerebbe con il diritto alla salute dei cittadini, costituzionalmente garantito.
“In questi anni, abbiamo assistito a promozioni in campo odontoiatrico inverosimili in termini di prezzi e di prestazioni, che sicuramente disorientano il cittadino, mettendone a rischio la salute – ha spiegato Andrea Senna, presidente del Commissione Albo Odontoiatri dell’OMCeO Milano – La qualità ha un costo.
Questa corsa al ribasso dei prezzi sta selezionando, nel senso darwiniano del termine, una Odontoiatria sempre più di basso livello con conseguente serio pericolo per la salute pubblica.
Siamo convinti che in ambito sanitario debba essere permessa la pubblicità informativa che permette al paziente di essere edotto a pieno sulle terapie offerte compresi i prezzi, non debba invece essere permessa la pubblicità commerciale che ha lo scopo di attrarre mediante spot promozionali il potenziale “cliente”. Il cittadino deve poter essere messo nelle condizioni di conoscere la terapia proposta e deve sceglierla in base a trasparenti informazioni cliniche ed economiche che gli vengono fornite. Ma la sua scelta non deve in alcun modo essere condizionata da offerte commerciali o messaggi pubblicitari che possono influenzarne la libera e ragionata scelta”.
Il fenomeno delle pubblicità in ambito sanitario sempre più aggressive dal punto di vista della comunicazione commerciale e non sempre trasparenti o veritiere sotto quello sanitario non riguarda solo l’Odontoiatria. “Con queste pratiche si creano ma facilmente, non solo in odontoiatria, ma anche in molte altre specialità come la chirurgia o la medicina estetica, oculistica, la ginecologica, e così via, i presupposti per seri pericoli della salute pubblica – ha aggiunto Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici di Milano – laddove, per comprimere i costi, si finisce per risparmiare sulla qualità dei materiali, sulla sterilizzazione, sull’aggiornamento professionale, sull’utilizzo di collaboratori qualificati”.
La critica dell’Ordine milanese si traduce anche con la decisione di affiancare Fnomceo nel ricorso in appello alla sentenza del Tar di Roma nella battaglia legale che ha visto l’Agcom punire la Federazione degli Ordini dei medici con 800 mila euro di multa per avere nello statuto professionale una norma che vieta agli
iscritti il ricorso proprio alla pubblicità commerciale.
