Fondi negoziali senza rivali

Nella previdenza integrativa sono riservati, come FondoSanità, a categorie di professionisti ben definite. E secondo la Covip negli ultimi 15 anni hanno rappresentato la forma di investimento più remunerativa battendo nettamente il Tfr e doppiando i fondi aperti, spesso dalla gestione più costosa.mano+salvadanaio

I fondi negoziali, come FondoSanità, sono stati negli ultimi 15 anni la scelta migliore tra le varie opzioni a disposizione di chi ha costruito una propria posizione nella previdenza complementare.

I dati arrivano dall’indagine conoscitiva presentata dalla Covip alla Commissione di controllo sugli enti previdenziali, e mostrano come nel periodo tra il 2000 e il 2014 il rendimento medio cumulato dei fondi si è attestato nonostante la crisi economica al 59,5 per cento.

Il Tfr si è fermato al 48 per cento, mentre le difficoltà della Borsa hanno pesato sui fondi aperti, fermi in media al 30,7 per cento. La sfida sul medio-lungo periodo è quella maggiormente indicativa per le performance della previdenza complementare, che in un anno caratterizzato dalla ripresa a livello globale come il 2014 hanno comunque confermato gli eccellenti risultati promessi dalle anticipazioni degli ultimi mesi.

Franco Pagano

In media i rendimenti dei fondi negoziali, rivolti cioè a particolari categorie professionali, si sono attestati al 7,3 per cento, poco sotto il 7,5 per cento raggiunto dai fondi aperti. Il Tfr in questo caso è il fanalino di coda con l’1,3 per cento, dovuto alla bassa inflazione che è l’elemento principale per calcolarne la rivalutazione.

“In questo contesto ci fa particolarmente piacere il +13 per cento fatto registrare dal nostro comparto Espansione, soprattutto perché per le sue caratteristiche si rivolge a chi è interessato a un orizzonte temporale più lungo – dice Franco Pagano (nella foto a lato), presidente di FondoSanità. Penso in particolare ai quei colleghi fino a 35 anni di età che grazie alla collaborazione dell’Enpam possono iscriversi gratuitamente a FondoSanità”.

L’indagine della Covip ha evidenziato un aumento delle iscrizioni nell’ultimo anno alla previdenza complementare nel suo insieme, con 6,5 milioni di iscritti (+6,1 per cento nel 2014) grazie soprattutto ai piani pensionistici individuali (Pip) che hanno segnato un incremento del 15 per cento.

“Il sistema dei fondi pensione ha dimostrato capacità di tenuta anche in un momento di forte perturbazione sui mercati mondiali” ha scritto la Covip, aprendo la strada a numerose richieste di interventi da parte del governo per valorizzare questo modello sia avviando una campagna istituzionale di informazione, sia eliminando l’aumento della tassazione sui rendimenti, salito con l’ultima Legge di stabilità dall’11 per cento al 20 per cento.

GLI ORDINI CHE HANNO LASCIATO L’AULA

Gli Ordini di Ascoli Piceno, Bologna, Ferrara, Latina, Milano, Piacenza e Potenza (nelle persone dei presidenti o delegati in carica al momento dell’approvazione del nuovo statuto della Fondazione Enpam), a riguardo all’articolo “Approvata la riforma dello statuto Enpam”, comparso a pagina 17 del Giornale della Previdenza n. 5 del 2014, hanno inviato una lettera – definita “richiesta di rettifica” – che precisa quanto segue: L’articolo in questione recita: “L’ultima versione del testo [dello statuto] ha accolto gli emendamenti di 21 Ordini (alcuni dei quali tuttavia hanno preferito non partecipare alla votazione)…” senza specificare quali fossero questi Ordini e soprattutto quali erano i motivi che hanno portato i loro rappresentanti a non partecipare al voto.

La lettera prosegue puntualizzando che i rappresentanti degli Ordini di Ascoli Piceno, Bologna, Ferrara, Latina, Milano, Piacenza, Potenza, Salerno e Trapani hanno lasciato l’aula per una serie di motivazioni (principalmente legate al tempo, ritenuto scarso, per presentare ulteriori emendamenti alla bozza di statuto). I lettori interessati alla vicenda potranno trovare la lettera integrale alla pagina www.enpam.it/1742014 . Commento del Direttore responsabile: Ringrazio per il contributo, prendendo atto che la lettera conferma quanto scritto nell’articolo a suo tempo pubblicato. (Gd)

 di Andrea Le Pera

@FondazioneEnpam