SANITA’: RIFORMA OSPEDALI, CONSIGLIO STATO BOCCIA TESTO MINISTERO . Errori ed eccesso di termini stranieri, termini di applicazione da rivedere
(AdnKronos Salute) – Brutta figura per il ministero della Salute. Il regolamento sugli standard ospedalieri – schema base della riforma della rete ospedaliera e pilastro portante del Patto della Salute – va riscritto. Non va bene, ed è pieno di errori da matita rossa: sintassi che non fila, punteggiatura sbagliata, eccesso di termini stranieri.
A stabilirlo è il Consiglio di Stato (parere interlocutorio 03453 del 6/11/2014), che invita di fatto il ministero della Salute a rimettere mano al regolamento, con il quale, ad esempio, si indica alle Regioni il parametro della dotazione dei posti letto ospedalieri a carico del Ssn a un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie.
Secondo i giudici di Palazzo Spada il testo fa acqua da tutte le parti.
“Sul piano generale – recita il parere – va rilevato come l’intero provvedimento (ivi compreso l’allegato) si caratterizzi per una scrittura assai lontana dai buoni canoni di un periodare piano, comprensibile a prima lettura ed elegante e per un uso assai frequente di acronimi e di espressioni in lingua straniera, il cui ricorrere – secondo le regole della redazione dei testi legislativi – andrebbe vietato”.
E ancora: “Inoltre – scrivono i giudici – andrebbe riscritta inserendo anche una corretta punteggiatura, tutta l’ultima parte, in modo da renderla più perspicua”.
Tra i richiami dei giudici del Consiglio di Stato ce n’è anche uno che riguarda l’uso delle parole maiuscole e minuscole. In un passaggio del parere si legge infatti che “l’Amministrazione dovrebbe decidere se la parola “regioni” debba essere scritta con l’iniziale maiuscola o minuscola”.
Un richiamo sostanziale riguarda invece il periodo di applicazione del regolamento: “Si dovrebbe tener conto – si legge nel parere del Consiglio di Stato – che, del triennio 2014-2016, il primo anno è ormai già interamente trascorso, sicché, se si vuole concedere alle Regioni un triennio per attuare il programma di riduzione della dotazione di posti letto, dovrebbe essere quello 2015-2017”.
(Fed/AdnKronos) 19-NOV-14 13:28
