SANITA’: ALLARME SIP, ENTRO IL 2023 L’ITALIA PERDERA’ 830 PSICHIATRI . Sotto accusa mancato turnover, tagli a organico servizi e fuga giovani all’estero
(AdnKronos Salute) – Meno medici della mente per gli italiani del futuro: “I calcoli ci dicono che da qui al 2023 in Italia mancheranno 830 psichiatri, oltre il 10% dei circa 7 mila oggi sulcampo”.
L’Sos arriva dalla Società italiana di psichiatria, riunita a Rimini oggi e domani per la Conferenza monotematica ‘Mens sana in corpore sano: un ritorno al futuro’. Nella classifica della carenza di camici bianchi che si profila all’orizzonte, con stime pari a 15 mila professionisti in meno in 10 anni, “come psichiatri siamo al quarto posto dopo pediatri, internisti e chirurghi”, sottolinea il past president della Sip Claudio Mencacci.
“Non è solo un problema di posti nelle Scuole di specialità, che pure sono rimasti stabili negli anni nonostante i pensionamenti, senza quindi riuscire a garantire il ricambio”, precisa il presidente degli psichiatri Emilio Sacchetti. Le criticità segnalate sono diverse e ‘di sistema’: innanzitutto “le disparità che ancora resistono fra Nord e Sud e che alimentano una situazione cronica di precariato.
Al Nord ci sono più strutture, più richiesta e più bisogno di personale che dunque prendiamo dal Sud – spiega l’esperto – Ma il loro obiettivo è ritornare a casa, dove però mancano servizi e il lavoro è incerto”. Un circolo vizioso che incoraggia molti giovani a fuggire dall’Italia: “Qui non hanno prospettive e allora se ne vanno a studiare e a lavorare all’estero”.
E poi c’è il problema che, “in una branca della medicina a basso tasso
di tecnologia, quando si fanno dei tagli la scure cade sull’organico dei servizi”. Con la crisi l”emorragia’ di psichiatri si è fatta sentire già negli ultimi anni, conferma Mencacci, con “perdite di personale dal 15% in alcune realtà fino a punte del 50% in altre”.
“In un Servizio sanitario nazionale in cui il 60% dei medici ha più di 50 anni, nel quinquennio dal 2018 al 2023 scatterà l’allarme rosso della carenza. E questo accade in un contesto in cui – riflette il past president Sip – la salute mentale è un’emergenza in continua crescita, con conseguenze che pesano il 3-4% del Pil.
I disturbi mentali hanno già superato quelli cardiovascolari, sono un big killer e rappresentano secondo le autorità sanitarie mondiali una grande sfida del XXI secolo”. Tanto che il problema sarà sotto i riflettori del mondo il 25 novembre a Londra, durante la conferenza internazionale ‘The global crisis of depression’, organizzata dalla rivista americana ‘The Economist’. Sono attesi i ministri della Salute dei vari Paesi e in apertura l’ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan.
“Questo ci fa capire ancora meglio la portata del problema”, osserva Mencacci che fotografa la situazione: “Ci aspetta un futuro con più malati e meno medici per curarli, e già oggi viviamo in condizione di emergenza”.
Ma “aumentare i posti nelle Scuole di specializzazione non basta”, ribadisce Sacchetti: “Oltre alla necessità di turnover – insiste – deve essere compresa la peculiarità di una branca della medicina basata sulle persone, bisogna capire che serve organico”.
L’obiettivo della Sip, infine, è “che anche per la salute mentale venga creato un modello di assistenza in Rete nazionale, come per l’oncologia e le malattie cardiovascolari”.
(Opa/AdnKronos Salute) 19-NOV-14 12:01
