Adami (Fimmg Verona): senza potenziamento cure primarie si rischia il default della sanità veneta
FIMMGNOTIZIE – A due anni dalla delibera con la quale il Veneto battezzava “le medicine di gruppo operative 24 ore su 24 sette giorni su sette” con l’impegno “a portare la sanità più vicina alla gente”, il governatore Luca Zaia è costretto a congelare il progetto. “Per procedere con l’attivazione delle previste 164 medicine di gruppo, in cui opereranno medici di medicina generale, infermieri e specialisti, bisogna prima vedere cosa prevede la legge di stabilità” ha dichiarato il presidente del Veneto.
Pronta la reazione di Lorenzo Adami, segretario provinciale della Fimmg di Verona: “Da anni gli amministratori del Veneto ci dicono che bisogna mettere a dieta gli ospedali, troppo costosi o troppo piccoli e pericolosi, per investire di più sul territorio, potenziando le cure domiciliari, l’accessibilità agli studi dei medici di famiglia con operatività di 12 ore, elevabili a 24 con l’integrazione con la Guardia medica; potenziare i servizi infermieristici per i malati cronici, gestire la cronicità (l’emergenza che nel prossimo futuro rischia di bruciare e far implodere il Sistema), aprire gli ospedali di Comunità e gli Hospice. Obiettivi precisi contenuti nel Piano sociosanitario approvato dal Consiglio regionale veneto.
La prima parte del programma, ossia la riduzione dei posti letto negli ospedali, è stata quasi completata – prosegue Adami – ma se viene a mancare la seconda, ossia il potenziamento delle cure territoriali, si rischia il default della sanità veneta. Si ripeterebbe quello che accadde sul versante psichiatrico con la legge 180 ispirata da Basaglia: chiusi velocemente gli ospedali psichiatrici, per anni i pazienti psichiatrici sono stati caricati sulle spalle delle sole famiglie, mandati allo sbaraglio con sofferenze enormi e ingiustificate (i Centri di salute mentale sono partiti dopo un decennio) perché sul territorio gli amministratori del tempo non avevano costruito strutture di compensazione.
Capisco le difficoltà della Regione – sottolinea Adami, – ma il governo non ha chiesto di tagliare sulla Sanità e sui programmi in essere che riguardano il territorio”.
Fonte L’Arena di Verona
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