Pensionati e informatica binomio non sempre possibile
Lo Stato obbliga alla via telematica per il pagamento dei contributi oltre i mille euro. Secondo l’Istat non supera il 38 per cento il numero degli italiani tra i 60 e i 65 anni che usano il Pc. Un ricorso al Presidente della Repubblica chiede gradualità nel passaggio tra cartaceo e informatica
La Federazione sanitari pensionati e vedove (Federspev) ha promosso un ricorso al Presidente della Repubblica contro l’obbligo, in vigore dal primo ottobre scorso, che impone di pagare esclusivamente per via telematica contributi e tasse superiori ai mille euro e non più con il modello F24 cartaceo.
“Con il ricorso – spiega Michele Poerio, presidente della Federspev – viene chiesto un passaggio più graduale dal cartaceo al telematico, dando per qualche anno ancora la possibilità di pagare i tributi in banca e alle poste e non solo per via telematica”.
L’utilizzo dell’informatica e delle ultime tecnologie si fa certamente strada fra i pensionati italiani. Da una recente indagine dell’Istat e del Cnr, spiega Poerio, emerge chiaramente l’aumento dell’uso del computer: fra le persone comprese fra i 60 e i 65 anni la percentuale è passata dal 25 per cento del 2009 al 38 per cento del 2013. Lo stesso dicasi per l’uso di Internet passato dal 22 al 35 per cento nello stesso periodo. Questi numeri, però, dicono anche che se da un lato l’innovazione tecnologica viene accettata dagli anziani, dall’altro l’accettazione appare graduale.
“Attualmente – continua Poerio – la maggioranza degli anziani non predilige la possibilità di utilizzare questi mezzi per pagare le tasse o quant’altro. Gli ultrasessantacinquenni continuano a preferire la televisione quale mezzo per attingere informazioni; gli stessi che, sempre secondo la ricerca dell’Istat, e questo è sintomatico, utilizzano poco bancomat e carte di credito”.
Con questi dati la domanda che si pongono alla Federspev è la seguente: che cosa succede quando cambia la modalità di versamento di imposte e si decide di utilizzare esclusivamente i servizi online? “Si registra un risparmio per l’erario – dice Poerio – ma gli anziani che non sono a loro agio con il computer si dovranno rivolgere agli ‘esperti’ per trasmettere la documentazione per via telematica, sobbarcandosi ulteriori spese. Il cittadino di una certa età non risparmierebbe né tempo né denaro, ma anzi vedrebbe complicarsi il suo rapporto con il fisco. Abbiamo il dovere di pagare le tasse – conclude Poerio – ma anche il diritto di non dover impazzire per pagarle”.
di Carlo Ciocci

