PREVIDENZA: BRAMBILLA, GIOVANI PROFESSIONISTI FACCIANO CAUSA A CASSAZIONE

(Adnkronos) – ”I giovani professionisti facciano  causa alla Corte di Cassazione, che con la sentenza che rende vana la  clausola di salvaguardia contenuta nella legge di Stabilità per il  2014 ha dimostrato ancora una volta come in Italia si guardi la forma  e non la sostanza”.

Lo ha detto Alberto Brambilla, docente di  Gestione delle forme previdenziali pubbliche e complementari presso  l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, nel corso del forum  ”Il futuro delle Casse di previdenza” organizzato dalla Cassa  Ragionieri guidata da Luigi Pagliuca. ”In questo modo – continua Brambilla – si difendono i privilegi di  chi ha pensioni generose a discapito delle future generazioni.

Le  Casse devono instaurare un tavolo con il governo e affrontare i temi  della doppia tassazione, della privatizzazione del sistema, degli  investimenti utili per il paese”. Condivide l’idea del tavolo tecnico il presidente Adepp Andrea  Camporese: ”Un approfondimento è opportuno, affrontando questioni che riguardano la sostenibilità tecnico-attuariale, l’andamento  dell’economia reale e quindi del flusso contributivo, l’andamento  demografico, il peso dei diritti acquisiti. Il fine deve essere quello di trovare un nuovo punto di equilibrio tra tutte queste componenti”.

”La questione – spiega Giovanni Geroldi, docente di Economia della  previdenza e dei sistemi pensionistici presso l’Università di Piacenza – riguarda l’intera collettività, e andrebbe affrontata tenendo ben in mente questo aspetto. Se gli Istituti previdenziali non dovessero  riuscire a far fronte a queste pensioni, essi finirebbero in una  gestione generale, ossia l’Inps. E il finanziamento di un debito  previdenziale può essere fatto per leva fiscale, quindi toccherebbe  alla collettività occuparsene”.

”I giovani professionisti non devono arrendersi, ma tenere duro in  attesa di uno scenario futuro migliore”, sottolinea, invece, Massimo  Angrisani, ordinario di tecnica attuariale per la previdenza presso  l’Università La Sapienza di Roma. ”Occorre passare ad una  sostenibilità ‘logica’ basata sulla preliminare adozione del sistema  contributivo e che prevede di dare ai contributi quel tasso di  rendimento che la situazione economica consente: è un tasso legato al  tasso di rendimento dei patrimoni e alla capacità reddituale della  categoria”.

Si dice preoccupato per l’aggravarsi del conflitto intergenerazionale  Mauro Mare’, docente di Scienza delle finanze presso l’Università  della Tuscia e presidente Mefop: ”Ritengo vi siano dei segnali molto  forti e preoccupanti in questo senso.

L’ultima indagine della Banca  d’Italia sulla ricchezza e il risparmio delle famiglie italiane –  evidenzia l’esperto – ha messo in rilievo dati impressionanti: i  giovani al di sotto dei 35 anni posseggono, rispetto ai precedenti, un reddito molto minore ed hanno una ricchezza netta finanziaria che  negli ultimi 25 anni si è ridotta del 50-70%, mentre le persone con  più di 50 anni sono diventate, per diversi fattori, più ricche. E’  allora necessario uno sforzo di tutti: occorre che il sistema a  ripartizione diventi più sostenibile e bisogna aiutare il mercato del  lavoro”. (Rre/Opr/Adnkronos)