Universita’: oggi test professioni sanitarie, in 85 mila per 25mila posti. Rispetto all’anno passato domande in calo del 16,6%

(AdnKronos Salute) – Un esercito di candidati – ben 84.948 giovani – tenterà oggi di superare i test d’ingresso ai corsi per 22 profili sanitari fra cui: infermiere, ostetrica, fisioterapista, logopedista, dietista, tecnici di laboratorio, di radiologia, di neurofisiopatologia, della prevenzione. I posti offerti dai 38 atenei italiani sono 25.540, ovvero 3,3 domande per 1 posto, con una diminuzione rispetto allo scorso anno (3,9) quando le domande furono oltre 100 mila (101.865). Sono i dati raccolti monitorando tutte le università da Angelo Mastrillo, docente dall’Università di Bologna, per la Conferenza dei Corsi di laurea delle professioni sanitarie. I candidati avranno a disposizione 100 minuti per rispondere a 60 quesiti.

Anche se nel caso delle professioni sanitarie ogni studente può inoltrare fino a tre richieste, i numeri dei candidati scendono. “Rispetto all’anno passato ci sono state 16.917 domande in meno con un calo del 16,6% – ricostruisce Mastrillo, la cui ricerca sarà presenta il 13 settembre a Bologna – Analoga diminuzione, anche se inferiore (-13,6%) è stata rilevata all’esame di ammissione dello scorso 8 aprile per medicina e chirurgia. Ma, anche se in calo, si conferma ancora l’alta domanda per fisioterapista, logopedista, dietista e ostetrica, tecnico radiologia; tecnico di laboratorio; infermiere.

Meno appeal per il terapista occupazionale e l’assistente sanitario”. Pur se ancora molto gettonate, le figure professionale dell’infermiere e del tecnico di radiologia fanno registrare un trend negativo rispetto allo scorso anno: -7.239 rispetto ai 35.864 (-20%) per il primo e -1.583 su 7.088 dello scorso anno (-22%) per il secondo. “Segno di una crisi che potrebbe essere conseguente a quella occupazionale che ora tocca anche l’ambito sanitario, con progressivo trend negativo negli ultimi 6 anni”, spiega Mastrillo.

Come rilevato da Alma Laurea sul tasso occupazionale, l’area sanitaria continua ad occupare ancora il primo posto assoluto per occupazione con il 62% ad un anno di laurea, staccando nettamente tutti gli altri settori che sono in media attorno al 29%.

Secondo Mastrillo, sul perché del calo delle domande di ammissione si possono fare due ipotesi: la prima sarebbe la disoccupazione per il blocco delle assunzioni, sia nuove che per turnover, che negli ultimi 4-5 anni grava su ospedali e cliniche universitarie. La seconda – conclude – sarebbe la perdurante crisi economica gravante sulle famiglie, che per questo da qualche anno stentano a garantire l’università per tutti i figli.

(Frm/AdnKronos Salute) 03-SET-14 11:39