Harari: alcune proposte sulla nuova sanità. Corti: non è pensabile e non accetteremo mai di trasferire i nostri studi nei presidi ospedalieri territoriali”
FIMMGNOTIZIE – Il libro bianco sulla sanità lombarda, presentato la settimana scorsa da Roberto Maroni, contiene alcuni dati e spunti interessanti sulla medicina generale e sulla pediatria nella nostra Regione. Lo scrive Sergio Harari sul Corriere della Sera.
I medici di medicina generale (Mmg) in Lombardia sono 6.507 e assistono complessivamente 8.684.551 cittadini (ogni dottore ha in media 1.300 assistiti), dei quali oltre 2 milioni hanno un’età superiore ai 65 anni – continua Harari -. A questi si affiancano 1.698 medici di continuità assistenziale (il servizio che garantisce la copertura durante le notti, nei fine settimana e nei giorni festivi), dei quali solo un quarto è assunto di ruolo.
I medici di medicina generale (Mmg) in Lombardia sono 6.507 e assistono complessivamente 8.684.551 cittadini (ogni dottore ha in media 1.300 assistiti), dei quali oltre 2 milioni hanno un’età superiore ai 65 anni – continua Harari -. A questi si affiancano 1.698 medici di continuità assistenziale (il servizio che garantisce la copertura durante le notti, nei fine settimana e nei giorni festivi), dei quali solo un quarto è assunto di ruolo.
Le prime età sono invece coperte da 1.215 pediatri di libera scelta che assistono oltre un milione e centomila bambini. L’associazionismo dei professionisti in Rete o nel medesimo studio ha avuto una diffusione complessivamente limitata nella nostra regione. Una possibile evoluzione delineata nel libro bianco è quella che porterebbe i Mmg e i medici di continuità a lavorare insieme in strutture di cure primarie organizzate nei Presidi ospedalieri Territoriali (Pot), dove lavorerebbero assieme specialisti di branche mediche diverse, Mmg, infermieri, eccetera.
Nei Pot si potrebbero quindi erogare anche prestazioni di medicina specialistica per le malattie croniche, assistenza infermieristica (oggi introvabile a Milano), prestazioni diagnostiche non complesse e attività di day hospital. Si avrebbe così – conclude Harari – un interscambio culturale tra professionisti e si offrirebbe ai cittadini un’assistenza integrata che potrebbe essere loro di aiuto.
“Non è pensabile e non accetteremo mai di trasferire i nostri studi nei presidi ospedalieri territoriali” commenta Fiorenzo Corti.
“Vanno valorizzate e potenziate le associazioni esistenti (medicine di gruppo e di rete con il loro personale, collaboratori e infermieri) che devono essere integrate con le associazioni funzionali territoriali (AFT) in discussione al tavolo di trattativa nazionale – prosegue Corti -. Non accetteremo lo smantellamento della la rete capillare degli studi dei medici di famiglia presenti in ogni quartiere, in ogni piccolo paese, in ogni frazione”.
“Vanno valorizzate e potenziate le associazioni esistenti (medicine di gruppo e di rete con il loro personale, collaboratori e infermieri) che devono essere integrate con le associazioni funzionali territoriali (AFT) in discussione al tavolo di trattativa nazionale – prosegue Corti -. Non accetteremo lo smantellamento della la rete capillare degli studi dei medici di famiglia presenti in ogni quartiere, in ogni piccolo paese, in ogni frazione”.
Tratto da FIMMGNOTIZIE – (Leggi tutto)
