SANITA’: FIMP SICILIA, PEDIATRI IN PRIMA LINEA PER SBARCHI MIGRANTI. DIRITTO A CURA E ASSISTENZA VA GARANTITO, MA PORTO AUGUSTA E’ AL COLLASSO
Roma, 29 apr. (Adnkronos Salute) – I pediatri di famiglia sono in prima linea nel curare, ma soprattutto nel prendersi cura delle persone più fragili e dei bambini che in queste ore stanno sbarcando in Sicilia. “La reale integrazione del bambino migrante – sottolinea Adolfo Porto, segretario regionale Fimp (Federazione italiana medici pediatri) Sicilia – è innanzitutto un problema etico, sociale e morale su cui tutta la comunità civile ha il dovere d’interrogarsi e riflettere, perché il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino sono principi fondamentali, sanciti anche nella Convenzione sui diritti dell’infanzia, da cui non si può prescindere”.
“Nel porto di Augusta – avverte Salvo Patania, segretario della Fimp di Siracusa – assistiamo ogni settimana a migliaia di sbarchi di minori soli e non accompagnati e di famiglie con bambini molto piccoli, che arrivano sulle nostre terre in condizioni di particolare vulnerabilità. Ormai la situazione è al collasso”. Occorre quindi “l’adozione di un Piano nazionale di accoglienza perché – suggerisce Porto – il fenomeno dell’immigrazione e dell’integrazione sebbene riguardi principalmente la Sicilia, è innanzitutto un’emergenza ‘civiltà’.
“La conoscenza poi dell’appartenenza religiosa e culturale -continua Porto – è un tassello da non sottovalutare, poiché determinante nella relazione di fiducia che s’instaura con le famiglie. La reale accoglienza e integrazione, infatti, passa proprio attraverso la conoscenza e il rispetto delle singole culture che nella pratica quotidiana – evidenzia il segretario regionale Fimp Sicilia -significa sistematizzare specifiche pratiche e regimi alimentari che influenzano fortemente lo sviluppo del bambino”. Ma non solo.”Integrazione – ricorda Milena Lo Giudice, responsabile Integrazionemultietnica Fimp Sicilia – significa anche garantire al meglio tuttequelle pratiche, come la circoncisione rituale, in un ambiente sicuroquale quello ospedaliero al fine di assicurare al bambino l’asepsi el’analgesia necessari”.
(Com-Frm/Adnkronos Salute)29-APR-14 12:25
