Over65, no al pensionamento automatico
Una nota della Funzione pubblica chiarisce: un medico dirigente del Servizio sanitario nazionale può restare in servizio anche oltre i 65 anni di età
U
n medico dipendente del Servizio sanitario nazionale può restare in servizio ancheoltre i 65 anni di età. Con una nota del 3 febbraio 2014, il dipartimento della Funzione pubblica ha sciolto i dubbi interpretativi sull’età massima per il collocamento a riposo dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, sorti dopo la diffusione di una circolare del marzo 2012.
Salvaguardando dall’assoggettamento alle nuove norme coloro che avevano maturato i requisiti entro la data di entrata in vigore della riforma previdenziale del governo Monti, la circolare aveva introdotto alcune variabili che pesavano sulla definizione dell’età massima per pensionamento – in questo caso specifico – dei medici dirigenti del Servizio sanitario nazionale.
LA CIRCOLARE
Confermando la possibilità introdotta dalla riforma di maturare la pensione d’anzianità al compimento del 66esimo anno d’età e il requisito di 42 anni di contributi per gli uomini e di 41 per le donne per quella anticipata, la circolare sottolineava che tali condizioni non riguardavano coloro che entro il 31 dicembre 2011 avevano già maturato il diritto di andare in pensione sulla base degli estremi indicati nella precedente normativa.
La circolare stabiliva anche che qualora in servizio, tali dipendenti non erano soggetti – neanche su opzione – al nuovo regime sui requisiti d’età e di anzianità contributiva e che le amministrazioni avrebbero dovuto provvedere a collocarli a riposo al compimento del 65esimo anno d’età, salvo il trattenimento per la maturazione della finestra d’uscita.
Tale determinazione ha fatto sì che alcune amministrazioni abbiano approfittato per porre in quiescenza molti sanitari solamente per il fatto che, entro il 2011, avevano raggiunto i criteri per ottenere il trattamento pensionistico. Con la nota di Palazzo Vidoni, è finalmente chiaro che quel presunto obbligo non si traduce in un pensionamento automatico.
Ne consegue che il limite massimo di età per il pensionamento di un dirigente medico del servizio sanitario nazionale resta quello indicato all’articolo 22 della legge 183/2010 e che questo “è stabilito al compimento del sessantacinquesimo anno di età, ovvero, su istanza dell’interessato, al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo”.
“In ogni caso – recita ancora il testo di legge – il limite massimo di permanenza non può superare il settantesimo anno di età e la permanenza in servizio non può dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti”.
Claudio Testuzza
Twitter: @FondazioneEnpam






