Statuto nuovo. Fondazione più moderna
La riforma dello Statuto era il terzo grande obiettivo del mandato di questo Consiglio di amministrazione, dopo la riforma della previdenza e quella della gestione del patrimonio. La bozza statutaria che ora abbiamo proposto punta a garantire la migliore rappresentatività possibile nel corretto equilibrio tra costi e numero dei rappresentanti.
Una maggiore partecipazione e trasparenza è ottenuta con l’allargamento del Consiglio nazionale, dove entrano a pieno titolo i rappresentanti della professione odontoiatrica e quelli eletti direttamente dai contribuenti, che si aggiungeranno agli attuali 106 presidenti di Ordine. L’aumento del numero dei componenti è un punto di mediazione tra molteplici esigenze ed è una soluzione che, a fronte del miglioramento della rappresentanza, evita di dover privilegiare alcuni Ordini a scapito di altri.
Si introduce anche, per la prima volta, un’attenzione alla diversità di genere, prevedendo specifici obblighi sulla composizione delle liste elettorali. All’interno del Consiglio nazionale inoltre è previsto un osservatorio dei giovani e dei pensionati. Il primo, per sensibilizzare le prossime generazioni e per favorire il tempestivo inserimento all’interno di un percorso previdenziale. Quello dei pensionati, invece, servirà a monitorare gli andamenti pensionistici. Sia chiaro: che si tratti di donne, giovani o anziani, non si vogliono creare ‘riserve indiane’ ma stimolare la partecipazione di chi oggi non è adeguatamente rappresentato. È, insomma, un inizio.
Garantire la migliore rappresentatività possibile nel corretto equilibrio tra costi e numero dei rappresentanti
Tutta la riforma dello Statuto è comunque ispirata al criterio della parsimonia. Il principio seguito è che si fissino i costi storici, riducendoli dovunque possibile. Così, nel caso di aumento del numero di rappresentanti la spesa complessiva non supererà quella del passato.
Al tempo stesso si garantisce l’efficienza della gestione rendendo più snello e operativo il Consiglio di amministrazione ed eliminando anche un organo, il Comitato esecutivo, considerato non più fondamentale. Ciò comporterà un risparmio sulle spese, oltre che una governance più efficace. Il Consiglio di amministrazione stesso vedrà diminuire il numero dei componenti, con riduzione della spesa. Si diventerà consigliere solo passando per un’elezione, poiché è previsto che non ci siano più membri designati o cooptati.
Lo Statuto chiarisce bene anche gli scopi della Fondazione e si dà una maggiore importanza all’assistenza, che diventa strategica per sostenere sempre di più il lavoro. Non è un caso che insieme alla riforma statutaria si prevede anche una modifica della Quota A, contributo che serve a finanziare sia le pensioni sia gli interventi assistenziali. L’Enpam continuerà a fornire assistenza a domanda, fatta di aiuti in caso di calamità naturali, sussidi straordinari, sussidi per l’assistenza domiciliare e in case di riposo e borse di studio agli orfani. A questo campo d’azione però si affiancheranno il sostegno al credito, coperture per la tutela della salute e iniziative per limitare i rischi legati alla responsabilità civile professionale. Un’assistenza pensata da una Fondazione moderna che vuole tutelare anche la vita lavorativa del medico e dell’odontoiatra.
di Alberto Oliveti
Presidente della Fondazione Enpam
Twitter: @FondazioneEnpam
Tratto da:

Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri n. 3/2014






