All’O.M. di Bari incontro su Progetto Città Sane OMS. Anelli: orgogliosi per nascita di questa esperienza
FIMMGNOTIZIE – Si è svolto sabato presso l’Ordine dei Medici della Provincia di Bari l’incontro “Progetto Città Sane OMS: sviluppare politiche locali per la salute ed i programmi sanitari” che ha coinvolto i fiduciari dell’OMCeO presso i diversi Comuni e i sindaci del territorio.
L’evento intendeva presentare il Progetto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Città Sane, che in Puglia ha una delle due uniche reti regionali attive in Italia – l’altra è quella del Friuli Venezia Giulia.
L’OMCeO della Provincia di Bari è il primo e al momento unico Ordine dei medici a livello nazionale ad avere firmato un protocollo d’intesa che la rete Città Sane e ad aver creato la figura dei fiduciari dell’Ordine – ha sottolineato in un comunicato Maria Rosaria Bianchi, Referente Tecnico Rete Città Sane OMS, Foggia.
I fiduciari rappresentano le competenze professionali e ordinistiche sul territorio e costituiscono un elemento di raccordo con le pubbliche amministrazioni a livello locale.
Hanno quindi un ruolo particolarmente importante nello sviluppo di una fattiva collaborazione tra i vari attori del territorio per la promozione della salute, intesa non come assenza di malattia ma come benessere generale della persona che coinvolge fattori ambientali, psicologici ed economico-sociali.
“Abbiamo ripensato la figura dei fiduciari, avendo presenti i fattori ambientali e sociali, fondamentali per l’adozione di stili di vita corretti e quindi per la salute” ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente dell’OMCeO Bari – “Quello di oggi è un laboratorio per sviluppare nuovi modelli di collaborazione, per codificare un rapporto tra medici e amministrazioni locali nel definire campi di impegno comune, mettendo a disposizione dei sindaci le nostre competenze per sviluppare politiche della salute efficaci. Siamo particolarmente orgogliosi che questa esperienza nasca in una realtà del Meridione, e rappresenti una buona prassi da esportare in tutta Italia”.
Occorre infatti procedere ad una vera rivoluzione culturale, perché – ha sottolineato Antonio Battista, Coordinatore Tecnico Scientifico della Rete Pugliese Città Sane OMS – “il fatto che si parli di salute e al centro si mettano i comuni non dovrebbe essere una novità.
Molte volte ci si dimentica che i sindaci hanno un ruolo essenziale, perché la salute pubblica è un completo stato di benessere fisico, psichico e sociale e non l’assenza di malattia. Queste cose non dipendono esclusivamente dal servizio sanitario nazionale, ma da politiche che non sono strettamente sanitarie”. La salute dipende dall’aria che respiriamo, da ciò che mangiamo e dal nostro stile di vita. “Se prendiamo i determinanti della salute, solo il 10% dipende da servizi sanitari.
Il resto dipende da fattori genetici, ambientali, di stile di vita” ha precisato Michele Bozzi, Consigliere OMCeO Bari, Delegato ai Fiduciari – “Gli ordini allora devono sollecitare le autorità affinché la salute sia individuata come priorità, perché si vive bene anche senza gli ospedali”.
Va quindi ripensato anche il ruolo del medico e la sua formazione, a partire da un approccio che consideri lo stato di salute in senso generale in tutte le componenti sanitarie, sociali, psicologiche e di stile di vita. Le politiche industriali e ambientali per esempio hanno un peso determinante così come quelle dei trasporti, del verde urbano, dell’attività fisica e quindi le politiche dello sport.
E’ necessario che i comuni abbiamo una nuova consapevolezza rispetto a questi temi e al proprio ruolo. Ludovico Abbaticchio, Assessore al Welfare del Comune di Bari ha sottolineato le esperienze di Bari in questo campo: “la nostra è una città che ha una presenza di circa 60mila persone in povertà. Un sistema della salute deve confrontarsi con questi dati, mentre il medico deve avere una conoscenza del territorio e della persona che incontra.
Un’esperienza interessante è stata quella dei PAC, che ha spinto vari attori del territorio con competenze diverse, per avere i fondi, a cooperare e a firmare protocolli d’intesa, producendo un nuovo processo di integrazione che è fondamentale per svolgere un’attività di medicina del territorio. In questi nuovi modelli la cultura del medico si contamina e si confronta con altre figure professionali, come lo psicologo e il pedagogista, in un nuovo lavoro di equipe, per la produzione di nuovi servizi”.
Città sana non è quindi una città che ha raggiunto un particolare stato di salute, ma una città in cui c’è coscienza del fatto che le politiche sulla salute in senso lato sono fondamentali per il benessere dei propri cittadini. Città sana vuole dire inter-settorialità e scambio con le diverse forze che agiscono nella società, per una programmazione condivisa. In questo contesto l’Ordine dei Medici, come espressione del patrimonio di competenze della professione, diventa interlocutore privilegiato per le amministrazioni locali, in un nuovo modo di concepire la salute pubblica. “Alla fine di questo incontro vorrei poter consegnare la bandiera dell’Ordine dei medici ai rappresentanti dei comuni, – ha concluso Anelli – come simbolo della nostra collaborazione e di una più efficace tutela del diritto alla salute”.
Tratto da FIMMGNOTIZIE (Leggi tutto)
