Telefono, fax, area riservata: i disagi spiegati
Attese al telefono, fax occupati, area riservata inaccessibile: dopo metà novembre a più di un iscritto è capitato di incappare in uno di questi disagi. Che hanno però una spiegazione tecnica. Trasferire un Ente che gestisce le posizioni previdenziali di circa 450mila persone è un’impresa titanica, specie se lo si deve fare in poco più di un finesettimana.
Ad occuparsi del trasloco dei Sistemi informativi è stato il direttore Fabio Musto, uno che – a proposito diimprese difficili – a 20 anni già posava cavi sottomarini e faceva scavi archeologici subacquei. Alla fine gli uffici sono rimasti chiusi solo due giorni. Qualche complicanza era inevitabile, spiega: “Siamo passati a centraline telefoniche interamente digitali e completamente nuove, era fisiologico incontrare delle criticità – spiega Musto –. All’inizio alcune chiamate rimanevano isolate. Il problema però è stato risolto ormai da tempo”.
Diverso il discorso per i fax. Quelli inviati all’Enpam non vengono più stampati in semplici apparecchi da ufficio ma vengono concentrati in un fax server, che si è rotto. Durante il guasto è entrato in funzione un secondo server di capacità ridotte. Gli iscritti quindi possono aver trovato le linee congestionate nel periodo in cui il fornitore riparava la macchina principale.
Infine l’area riservata del sito enpam.it è stata inaccessibile nel primo weekend di febbraio. “C’è stato un’anomalia al sistema di raffreddamento e la macchina che gestisce il sistema delle password, per sicurezza, si è spenta – spiegano i tecnici –. Quando il problema è stato risolto è stata riaccesa. Ora è impostata per ripartire in automatico, senza bisogno di intervento umano”.
“In una struttura complessa come la nostra problemi come questi sono all’ordine del giorno – dice il direttore Musto –. La nostra sfida è risolverli prima che ancora che gli iscritti possano accorgersene”.
(g.d.)
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