Specializzandi, riforma nel guado
Procede l’iter per arrivare alla graduatoria unica nazionale e per rimodulare tipologia e durata dei corsi. Ma sul finanziamento dei contratti per il prossimo anno resta una grande incognita
La riforma della formazione specialistica post-lauream in ambito medico rischia di fermarsi nel guado. Mentre procede l’iter del rinnovamento legislativo, avviato a settembre scorso con l’introduzione di una graduatoria unica per l’accesso alle scuole di specializzazione e proseguito con l’assunzione di un impegno a razionalizzare durata e tipologie dei corsi, mancano ancora indicazioni sulla copertura finanziaria dei contratti di specializzazione.
La situazione attuale è quella fotografata in un recente convegno da Andrea Lenzi, presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun). “Per formare 1.000 specializzandi – ha sintetizzato Lenzi – sono necessari 25 milioni di euro annui. In Italia, il numero ideale sarebbe 6.000, per un totale di 150 milioni di euro. Per il 2014, a oggi, sono previsti 3.300 contratti di specializzazione a fronte di circa 7.000 laureati. Servirebbero almeno altre 2.000 borse e occorre trovare i 50 milioni di euro necessari”.
GRADUATORIA UNICA
Nel frattempo procede l’iter per ridefinire le modalità d’accesso alle scuole di specializzazione mediche. Dopo l’istituzione della graduatoria unica nazionale decretata a settembre scorso, a fine gennaio il Miur ha trasmesso al Consiglio di Stato il nuovo regolamento. A breve dovrebbero essere rese note le indicazioni sui criteri di selezione e le fonti bibliografiche di riferimento che serviranno a prepararsi alla prova, suddivisa in due parti, una generale e una specifica in base alle specializzazioni. La data più probabile per il test è luglio.
Entro il 31 marzo, invece, è atteso il decreto che determinerà la rimodulazione già approvata della durata e delle tipologie al fine di recuperare fondi da destinarsi – nelle intenzioni del legislatore – all’incremento del numero di contratti. Nel frattempo i giovani camici bianchi continuano a ricercare strade percorribili per reperire i fondi necessari a colmare il gap tra neolaureati e posti per la specializzazione. Lo stanziamento aggiuntivo di 30 milioni di euro per il 2014 e di 50 milioni nel 2015 e 2016 deciso nell’ultima legge di Stabilità, non è ritenuto sufficiente.
Una soluzione praticabile arriva dalla Regione Campania che con una delibera di giunta che attinge dal Fondo sociale europeo, ha stanziato 10 milioni di euro per le borse di specializzazione in materia sanitaria. Un risultato rivendicato dal Segretariato italiano dei giovani medici (Sigm) che aveva indicato la via del Fse nell’ambito delle proposte avanzate nel GiovaniMediciDay.
“È una splendida notizia che premia la nostra azione di sensibilizzazione delle Istituzioni – dice il Sigm – . Adesso tutte le altre Regioni dell’Obiettivo Convergenza seguano l’esempio”.
di Marco Fantini
@FondazioneEnpam
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