La scatola nera
Per affrontare il caro-polizza, nel campo delle assicurazioni auto si sta facendo largo la soluzione della scatola nera. In caso di incidente il dispositivo consente di ricostruire la dinamica dell’accaduto, evitando che a qualcuno venga la tentazione di chiedere risarcimenti per fatti mai avvenuti. Le compagnie così facendo risparmiano mentre l’automobilista ottiene uno sconto sulla copertura assicurativa.
Ma c’è di più. Lo strumento installato a bordo dell’auto testimonia anche la correttezza e l’eticità dei comportamenti al volante. Chi guidando in maniera incosciente avesse un incidente si vedrebbe inesorabilmente assegnata anche la propria responsabilità: una ragione in più per guidare in maniera prudente. Attraverso un percorso imboccato per convenienza economica, quindi, si arriva a tenere comportamenti più appropriati ed etici.
Insomma, la scatola nera è vista come una panacea. Così come oggi si individua in questo strumento la soluzione al problema delle assicurazioni auto, quale potrebbe essere la scatola nera in grado di dare corretta attuazione al rapporto medico-paziente? L’oggettività che nel campo delle rc auto è simboleggiata da quel dispositivo è la stessa di cui abbiamo bisogno per continuare a svolgere la nostra professione al meglio.
La questione resta aperta. Alcune riflessioni però possono aiutare ad affrontare il problema del crescente contenzioso in ambito sanitario. Da un lato vale lo stesso richiamo ai comportamenti etici, che possono diventare anche economicamente convenienti.
Nel triangolo che si instaura tra il professionista, la struttura dove opera e il danneggiato (vero o presunto),ognuno faccia il proprio dovere: noi medici e odontoiatri dobbiamo rifarci a procedure e recepire pienamente il codice deontologico, le strutture devono metterci in condizioni di ben operare, così come dicono le leggi che hanno istituito e regolato il Servizio sanitario nazionale, mentre il cittadino assistito deve mantenere un atteggiamento corretto nel suo approccio.
Così come oggi si individua in questo dispositivo la soluzione al problema delle assicurazioni auto, quale potrebbe essere la scatola nera in grado di dare corretta attuazione al rapporto medico-paziente?
Su quest’ultimo punto abbiamo bisogno di norme che siano chiare, appropriate e cogenti. Fortunatamente, in Parlamento stanno arrivando delle proposte serie per contrastare le richieste ingiustificate di risarcimento ai medici che fanno correttamente il loro lavoro.
Dal punto di vista delle polizze, invece, l’Enpam ha dato mandato a un broker internazionale che ci aiuti identificare meglio i profili di rischio dei medici e degli odontoiatri permettendo di individuare eventuali soluzioni assicurative che possano rispondere alle esigenze di copertura degli iscritti.
È essenziale giungere a una soluzione. Perché un sistema sanitario caratterizzato da un’eccessiva litigiosità e conflittualità nel rapporto tra paziente, medico e struttura, implica il ricorso alla medicina difensiva, l’aumento abnorme dei costi, il conseguente taglio di altre prestazioni ai cittadini e la diminuzione di risorse per il rinnovo di contratti e convenzioni.
Il contenzioso ingiustificato, dunque, danneggia anche il sistema previdenziale, ma soprattutto sostanzia un attentato all’autonomia della professione medica ed alla tutela della salute che la nostra Costituzione definisce come interesse primario della collettività.
di Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam






