LE TESTIMONIANZE: “UN MURO D’ACQUA E FANGO HA SOMMERSO LA CITTÀ”
Le immagini degli studi sommersi dal fango e dei macchinari danneggiati dall’alluvione che si è abbattuto sulla Sardegna il 18 novembre scorso.
Marco Sanciu, 31 anni, odontoiatra, Olbia.
La sera precedente avevo spostato il computer su un piano rialzato e preparato dei sacchi di terra da mettere davanti alle porte pensando di cavarmela. Invece siamo rimasti intrappolati: io, la mia assistente e due pazienti abbiamo trascorso la notte ospiti degli inquilini del piano superiore. Il mattino successivo lo studio era stato sommerso da un metro e venti di fango, la via un cimitero di automobili. Ho avuto danni per oltre centomila euro, ma spero in qualche mese di riuscire a rimettermi in pista.
Silvia Pinducciu, 31 anni,
odontoiatra, Olbia.
Avevo un paziente alle 17, ma pur abitando a meno di cento metri dallo studio non sono riuscita a raggiungerlo in nessun modo. La mattina successiva mi sono ritrovata casa e studio sotto un metro e mezzo di fango. Era tutto 
danneggiato, dalla poltrona ai mobili, dall’aspiratore al compressore.
Migliaia e migliaia di euro, tutto acquistato meno di tre anni fa con un leasing che stavo ancora pagando. Ora ho lasciato il locale che affittavo, non posso esercitare e sto perdendo i miei pazienti, che ho dovuto dirottare in altri studi.
La pioggia ha cominciato a cadere sin dalla mattinata, poi verso le 17 si è fatta più intensa. In meno di mezz’ora il muro d’acqua e fango è arrivato a due metri e venti di altezza. Il mio studio si trova al piano terra e la mattina successiva era stato sommerso da un metro e venti centimetri di fango. Le finestre erano sfondate e tutto l’arredamento e i macchinari da buttare. I danni ammontano a quasi 90mila euro, senza contare che anche l’automobile che avevo parcheggiato di fronte è stata travolta dal fango.
L’Enpam in soccorso dei colleghi sardi colpiti dall’alluvione
Tratto da:










