SANITÀ. MEDICI BASE: CI METTONO ‘GRANDE FRATELLO’ IN STUDIO RIVOLTA CONTRO LA REGIONE: IMPONE SOFTWARE DI CONTROLLO E COSTOSO
(DIRE) Bologna, 17 dic. – I medici di base dell’Emilia-Romagna alzano la voce e accusano la Regione di voler imporre una sorta di ‘Grande fratello’ nei loro studi. Nel mirino c’e’ il bando di gara per la scelta di un software unico per la gestione della cosidetta “Scheda sanitaria individuale” redatta negli studi dei medici di medicina generale. Ma la Fimmg, il sindacato della categoria, fa muro dicendo che “il software unico previsto dalla Regione relega in secondo piano le esigenze di natura assistenziale, privilegiando in maniera assoluta obiettivi di controllo, monitoraggio ed indirizzo della attivita’ clinica del medico”.
Inoltre, il progetto della Regione “trasferisce il database dal computer residente nello studio professionale a server aziendali o regionali; in caso di black-out o di malfunzionamenti, residuerebbero solo funzioni ‘essenziali’ con grave rischio per l’erogazione di una corretta e tempestiva assistenza”. Fatto sta che, con una delibera del suo Consiglio regionale, la Fimmg dell’Emilia-Romagna denuncia il problema e il rischio che, come visto in “esperienze gia’ tentate in altre regioni”, il software unico finisca solo per produrre “un ingiustificato e ingiustificabile spreco di risorse pubbliche”.
Il sindacato dei medici di base, guidato da Renzo Le Pera (che firma la delibera del ‘parlamentino’ della Fimmg regionale), resta disponibile a collaborare per cercare soluzioni ai problemi a cui viale Aldo Moro vuol porre rimedio), ma chiede un passo indietro sul progetto dell’amministrazione Errani “da respingere per i modestissimi contenuti assistenziali e professionali, inaccettabile per le modalita’ impositive non concordate, improponibile per le evidenze di una corretta analisi di costo-beneficio”.
Secondo la Regione, come si legge nel capitolato di gara, occorre “ricondurre ad unitarieta’ la molteplicita’ degli applicativi” della “Scheda sanitaria individuale” utilizzati dagli studi dei medici di famiglia per “razionalizzarne la gestione ed i processi di implementazione evolutiva” che ad oggi hanno “livelli di criticita’ insostenibili e non permettono di disporre di un sistema coerente con gli sviluppi della sanita’ del territorio”.
Ma la Fimmg si oppone alla “imposizione” di un software unico di proprieta’ regionale per la gestione delle schede cliniche degli assistiti. Prima di tutto perche’ i sistemi oggi usati dai medici di base sono, “dal punto di vista professionale ed assistenziale, il meglio di quanto possano offrire attualmente le societa’ produttrici” nazionali e non: sono “prodotti centrati su problematiche cliniche e relazionali pur offrendo strumenti di verifica amministrativa”, “pienamente compatibili” con il sistema ‘Sole’, e diffusi in tutt’Italia “permettendo la partecipazione a progetti di audit e ricerca clinica di livello ultraregionale”. Invece, il sistema che cerca la Regione sembra ‘miri’ ad altro, suona un po’ come un ‘Grande fratello’ perche’ appunto “relega in secondo piano le esigenze di natura assistenziale, privilegiando in maniera assoluta obiettivi di controllo, monitoraggio ed indirizzo della attivita’ clinica del medico” ad esempio sui farmaci prescritti e sulle richieste di accertamenti.
Meglio lasciar perdere, dicono i medici di base, e provare a lavorare assieme per superare úle residue problematiche di compatibilita’ dell’output dei software gestionali della medicina di famiglia che, in ogni caso, risultano minimali rispetto alla babele informatica degli altri settori del Servizio sanitario regionale”.
(Mac/ Dire) 13:34 17-12-13
