Scotti: tetti spesa per medici famiglia Napoli? Guardare a bisogni cittadini
FIMMG NOTIZIE – “E’ sconcertante una tale roboante azione che sembra non vedere quello che da vari anni avviene dalla fine del mese di ottobre, ovvero il blocco dell’erogazione delle prestazioni dei centri accreditati che hanno raggiunto i tetti concordati e di fatto non erogano risposte ai bisogni dei cittadini e assistiti se non a pagamento”. Lo ha dichiarato Silvestro Scotti, vicesegretario nazionale della Fimmg, commentando i tetti di spesa per i medici di famiglia napoletani sulla base di una nota sullo storico di spesa diffuso ad ogni singolo medico dalla Asl Na 1 centro.
“E’ chiaro che poiché la coperta è corta c’è un aumento, in questi due mesi, delle prestazioni dei soggetti fragili (per patologie e reddito) sul solo sistema pubblico – prosegue Scotti -. Il paradosso è che viene confusa, da autorevoli esponenti del managment sanitario napoletano e da qualche sindacalista di minore rappresentanza e assente sui tavoli aziendali, una politica di budgeting con quella più comune dei tetti di spesa. I medici di famiglia dovrebbero essere tenuti a report trimestrali delle prestazioni da loro richieste e riversate nel mercato pubblico-privato allo scopo di creare meccanismi di utilizzo più omogeneo delle strutture disponibili sul territorio per mantenere una offerta uniforme per tutto l’arco dell’anno laddove queste modalità vengono fatte apparire come delle imposizioni e qualcuno si lamenta di aumento di accessi nei Pronto soccorso come se questo nei due mesi finali dell’anno per le dinamiche descritte non accadesse già”.
Insomma, la medicina generale napoletana vuole invece essere parte attiva della governance della Asl di cui fa parte a garanzia dei suoi assistiti forte, in questo, del rapporto di fiducia che la contraddistingue. “Nessun medico tra quelli che hanno ricevuto la nota dalla Direzione generale – aggiunge Scotti – dettata da esigenze del Decreto commissariale n. 88 del 24 luglio del 2013, avrà una limitazione individuale di spesa ma solo un riferimento della propria spesa storica individuale relativamente all’erogato (dai centri) e non al prescritto verso le sole strutture accreditate, nelle branche specialistiche di significativo impatto quale la cardiologica, diabetologica, laboratoristica, nucleare, radioterapie, radiologia. Ciò dovrà diventare per il Mmg uno strumento per verificare in itinere la spesa prodotta verso gli accreditati e verso il pubblico. Resta evidente che il MMG, in ogni caso, possa prescrivere nel rispetto dell’appropriatezza e dei percorsi diagnostico terapeutici e dei Lea”.
Tratto da Fimmg Notizie (Leggi tutto)
