(LZ) SANITA’. OMCEO: BENE REGIONE SU AUTORIZZAZIONE STUDI MEDICI “RIMOSSO UN OSTACOLO ALLA LIBERA PROFESSIONE”
(DIRE) Roma, 7 nov. – “Dopo mesi di costruttivo confronto possiamo dirci soddisfatti del risultato raggiunto e costatare che la Regione Lazio ha condiviso le istanze rappresentate da questo Ordine per tutelare il lavoro dei medici, in particolare, di quelli piu’ giovani all’avvio della professione”. Lo dice in una nota il presidente dell’Omceo, l’ordine dei camici bianchi capitolini, Roberto Lala, con riferimento alla delibera della Giunta regionale che ha chiarito le norme per il rilascio delle autorizzazioni agli studi dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.
Secondo Lala, “e’ un risultato improntato al buon senso, alla semplificazione burocratica e che garantisce anche piu’ offerta di assistenza medica ai cittadini”. Il provvedimento, spiega il presidente dell’Omceo, “esclude ora dal regime autorizzativo gli studi professionali in cui i medici lavorano, anche con differenti specializzazioni, erogando prestazioni non invasive. Viene cosi’ distinta la libera attivita’ da quella ambulatoriale che rimane soggetta ad autorizzazione preventiva. Adesso per esercitare quest’attivita’ sara’ dunque necessaria soltanto una semplice comunicazione alla Regione. La nuova norma, infatti, consente a piu’ professionisti di svolgere il loro lavoro nella stessa struttura, senza che sia classificata solo per questo, poliambulatorio e, dunque, sottoposta a uno specifico iter autorizzativo. Un’importante innovazione legislativa che interessa un altissimo numero di medici che operano nel Lazio, tra specialisti, medici di medicina generale e pediatri di base
Si tratta di “un significativo passo avanti sia nella tutela della nostra professione sia nei rapporti con la Regione. Ha infine prevalso l’evidenza che un medico che lavora insieme ad altri colleghi, anche di altre branche della medicina, per condividere i costi di utilizzo dello studio e per operare in sinergia con loro, non puo’ essere assimilato come attivita’ a quella di un poliambulatorio che e’ invece una struttura di tipo imprenditoriale. Soprattutto per un giovane, potersi associare significa avere piu’ possibilita’ di iniziare la professione. E’ bastato fare ricorso, finalmente, al buon senso per rimuovere un ostacolo irragionevole e ingiusto che, per di piu’, caricava anche la Regione d’inutili procedure burocratiche”.
L’ordine di Roma si e’ impegnato “costantemente per giungere alla modifica della norma attraverso un apposito tavole tecnico e un serrato confronto con l’amministrazione regionale, riscontrando, peraltro, sempre attenzione e disponibilita’ a vagliare le richieste avanzate tanto nell’interesse della categoria quanto in quello dei cittadini che possono trovare negli studi medici di quartiere dei fondamentali punti di riferimento per la loro salute”.
(Com/Ekp/ Dire) 16:22 07-11-13
