Medici volontari in nave
A Trapani un chirurgo sta allestendo la prima nave ospedale italiana operante in tempi di pace. Il varo avverrà entro l’estate, soldi permettendo. E si cercano colleghi per partire in missione
Convinto che dal mare si raggiungano anche le terre più isolate e bisognose, Giancarlo Ungaro, chirurgo trapanese, tre anni fa si è imbarcato nel ‘Progetto Nave Ospedale’. La finalità è di realizzare la prima nave ospedale italiana in tempi di pace. Da quattro anni lavora insieme ai volontari dell’associazione ‘Trapani per il Terzo mondo onlus’ all’allestimento di un ospedale itinerante in grado di spostarsi da un punto all’altro del globo per portare assistenza sanitaria dove più c’è bisogno. Oltre a trasportare un carico di strumentazione che renderà possibile ai medici imbarcati di effettuare interventi chirurgici in piena autonomia, la nave raggiungerà Paesi in cui è necessario organizzare campagne di vaccinazione e prevenzione di epidemie.
“La speranza è che si riesca anche a reperire attrezzature per operare in telemedicina”, dice Ungaro, che insieme ad alcuni volontari sta girando l’Italia alla ricerca di sostenitori del progetto. L’associazione ha potuto concretizzare l’iniziativa grazie all’assegnazione di un vecchio rimorchiatore russo in disarmo dopo essere stato utilizzato come peschereccio. La concessione è stata fatta dal ministero delle Politiche agricole e forestali con il preciso scopo di realizzare i lavori previsti nel progetto. Personale specializzato, sotto il controllo tecnico del Registro italiano navale, è intervenuto apportando variazioni strutturali e ripristinando le funzionalità nautiche. I 110 m3 della ex stiva sono stati trasformati in ambulatori (anche di tipo odontoiatrico), laboratori per analisi, farmacia. Resta ancora da completare la parte esterna che, da progetto, ospiterà due container utilizzabili come sala operatoria mobile e ospedale da campo realizzato con tende gonfiabili. Ungaro, a fine gennaio, ha incontrato alti rappresentanti delle Forze armate per valutare la possibilità di riconvertire container militari non più in uso.

Il lavoro è a buon punto. Tanto è stato realizzato in questi anni grazie al lavoro di tutti: le istituzioni pubbliche hanno dato un contributo indispensabile, i benefattori privati hanno mostrato sensibilità al progetto. Ma c’è ancora tanto da fare. Ungaro, che si divide tra il lavoro in ospedale e i continui viaggi alla ricerca di sostegni per il suo progetto, è certo che la soddisfazione arriverà: “La consapevolezza di avere sottratto un mezzo alla demolizione, averlo recuperato, riconvertito e trasformato in uno strumento di solidarietà per aiutare i più sfortunati, sarà la gratificazione migliore per chi ci ha lavorato tanto e ci ha creduto”.
Per testimoniare l’avanzamento dei lavori, il 23 febbraio, insieme al Comitato di gestione del progetto ha invitato amici e sostenitori a visitare la nave, ormeggiata a Trapani nella darsena del cantiere che cura la ristrutturazione. Ungaro sottolinea che l’iniziativa non si conclude con il varo della nave: “Per la piena operatività servono fondi e volontari disposti a donare un po’ del loro tempo e della loro professionalità per aiutare chi è meno fortunato”, sintetizza.
La motonave ex peschereccio:
- costruita in Russia nel 1990
- lunga 25.30 m • larga 6.82 m
- può ospitare fino a 12 persone tra equipaggio e personale sanitario.
Le piccole dimensioni del natante consentono di navigare anche nei fiumi e quindi di arrivare fin nelle zone più interne
Dall’equipaggio ai sanitari tutti salgono a bordo come volontari. Per questo l’Ordine dei medici di Trapani ha avviato una campagna informativa e di sensibilizzazione, rivolta ai medici di medicina generale e agli specialisti, sull’importanza delle missioni umanitarie con l’intento di motivare numerosi professionisti a sostenere insieme il progetto. Ungaro spera di poter levare l’ancora la prossima estate alla volta del Madagascar dove è stato già venticinque volte e in qualità di coordinatore sanitario ha seguito la realizzazione dell’ospedale pediatrico a Fianarantsoa, una delle più grandi città dell’isola. Dal 2008 ‘Trapani per il Terzo mondo onlus’ collabora con il governo malgascio e porta avanti un programma di formazione di personale sanitario.
Obiettivi dell’associazione: realizzare progetti sanitari e sociali finalizzati allo sviluppo e l’autonomia della popolazione interessata; gestire ovunque nel mondo le emergenze sanitarie; portare aiuti umanitari anche a chi vive nelle zone isolate.
La nave non ha ancora un nome, per sceglierlo è stato proposto alle scuole primarie e secondarie di primo grado di Trapani ed Erice il concorso ‘Di colore in colore – dai un nome alla nave ospedale’ e alla pagina internet www.naveospedale. it/scelta-del-nome-2/ è possibile segnalare la propria proposta o valutare quelle già presenti.
(Laura Petri)
‘Trapani per il Terzo Mondo’
L’associazione
Trapani per il Terzo mondo’ è un’associazione laica e apolitica costituita da volontari, medici, infermieri che nasce a Trapani nel 1999. Nel 2007 è stata legalmente riconosciuta come onlus e opera prevalentemente in Madagascar. Al ‘Progetto Nave Ospedale’ possono partecipare anche non soci che siano in possesso di particolari requisiti di competenza e professionalità adatti. Non è previsto alcun compenso.
Le donazioni
È possibile contribuire al progetto facendo una donazione con carta di credito sul sito www.naveospedale. it/donazioni/ oppure con assegno, bonifico bancario o vaglia postale. Intestazioni e coordinate si possono leggere sul sito. Si può scegliere se donare per l’acquisto di medicinali e presidi sanitari, per le attrezzature nautiche, o decidere di fare una donazione libera, generica, da destinare alle svariate esigenze del progetto come ad esempio spese per missioni, carburante, viveri, vestiario. Tutti gli acquisti effettuati grazie alle donazioni verranno documentati nel blog presente sul sito.
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