UNIVERSITA’: MINISTERO SALUTE, LAUREE MEDICINA ALL’ESTERO? VIGILIAMO. DA MEDICI FORMATI IN BULGARIA A OGGI NESSUNA RICHIESTA AUTORIZZAZIONE ESERCIZIO
Roma, 9 ott. (Adnkronos Salute) – Massima attenzione e vigilanza sulla regolarità del percorso formativo dei medici italiani, laureati e abilitati all’estero, che chiedono l’autorizzazione all’esercizio della professione nel nostro Paese. Egle Parisi, direttore dell’ufficio ministero della Salute che si occupa delle professioni sanitarie, tiene a sottolineare l’impegno del suo gruppo di lavoro a monitorare eventuali illeciti negli iter di formazione dei camici bianchi autorizzati al lavorare nel nostro Paese. “Per le persone che hanno conseguito una laurea fuori dalla comunità europea – spiega Parisi all’Adnkronos Salute – è prevista una puntuale verifica della qualità della formazione, prima del rilascio dell’autorizzazione all’esercizio medico in Italia. Per i cittadini che si sono laureati in uno Stato comunitario, abilitati alla professione in quel Paese, il riconoscimento è più semplice. Si presume una qualità adeguata, che non necessita di verifiche. Per esempio il titolo conseguito in Bulgaria, se regolare, in questo senso può essere riconosciuto”.
Da questo Paese – che negli ultimi 2 anni, secondo i dati raccolti dall’Adnkronos Salute, accoglie un numero crescente di matricole italiane nella Facoltà di medicina dell’università di Sofia – al momento “non ci risultano richieste di autorizzazioni alla professione”, spiega la dirigente ministeriale, sottolineando che comunque l’attenzione è costante in questo campo. Si tratterebbe quindi di un nuovo trend. “Ad oggi gli italiani che scelgono di formarsi in atenei stranieri – aggiunge Parisi – partono tradizionalmente per il Regno Unito, per la Svizzera. Negli ultimi anni sta emergendo la Germania. Più marginali, ma presenti Francia e Belgio”. Insomma, si parte per Paesi più conosciuti e vicini. E in ogni caso il numero di richieste di autorizzazioni all’esercizio della professione per i medici italiani formati all’estero “è stato tendenzialmente costante”, aggiunge Parisi. L’esperta sottolinea comunque l’attenzione del ministero a fenomeni nuovi e a quelle situazioni che possono apparire a rischio. “Per esempio negli ultimi anni abbiamo registrato – ricorda – il fenomeno delle lauree in odontoiatria ottenute in Romania, con indubbi profili di irregolarità, che stiamo monitorando e contrastando”.
(Ram/Adnkronos Salute) 09-OTT-13 12:34
