SALUTE: MEDICI EMILIA, DOPO SISMA PIU’ RISCHI POLMONITI, VACCINARE CONTRO INFLUENZA. AUMENTATE OBESITA’, IPERTENSIONE, USO PSICOFARMACI
Roma, 3 ott. (Adnkronos Salute) – Il terremoto in Emilia Romagna ha lasciato i segni sulla salute delle popolazioni colpite. A partire da un aumento del rischio di polmoniti che, secondo studi giapponesi, cresce dopo un sisma a causa dell’alterazione del sistema immunitario. Più che mai necessario, quindi, “vaccinare contro l’influenza”.
E’ l’appello di Nunzio Borelli, medico di famiglia della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) di Mirandola, che ricorda le sofferenze accertate dei terremotati: dall’aumento dell’obesità, all’incremento della ipertensione, all’incremento del 20% nell’uso degli psicofarmaci. “Vi è la consapevolezza – spiega il medico – che il sisma del 2012 ha fatto crollare oltre a case, chiese, ditte, ospedali anche le nostre certezze intime, parlando con tante persone ho potuto verificare come la ferita del sisma sia ancora aperta e che occorreranno anni per farla cicatrizzare”. Anche in altre aree colpite da terremoto si sono evidenziate conseguenze.
“All’Aquila – dice Borelli – hanno registrato un aumento delle malattie della tiroide, della psoriasi, patologie su base autoimmunitarie dove lo stress è sicuramente il grande imputato. Da noi alcuni colleghi hanno notato un peggioramento della malattia celiaca senza dubbio collegato al trauma del sisma”.
Ora, in vista dell’autunno “il pensiero va alla vaccinazione antinfluenzale, che, come gli anni passati, presumibilmente inizierà ai primi giorni di novembre. Lo scorso anno complice il terremoto, nell’area si è registrato un calo della vaccinazione arrivando a una percentuale del 48% per le persone con un’età di oltre 64 anni, probabilmente perché altre erano le priorità in quel momento. Senza dubbio con il sisma – continua il camice bianco – sono venuti a mancare, ad esempio come punti di riferimento per la vaccinazione, gli studi dei medici di famiglia”.
“L’80% lavorava nei container sanitari dislocati dove si poteva, a volte difficilmente raggiungibili soprattutto dalle persone anziane, molte delle quali sistemate in strutture di accoglienza magari fuori provincia e fuori regione. Quest’anno la maggior parte dei medici di famiglia è rientrata negli studi e quando sarà il momento occorrerà vaccinarsi”, aggiunge Borelli ricordando che in Giappone si è registrato, nei mesi successivi al sisma, un aumento del 50% di polmoniti”.
(Ram/Adnkronos Salute) 03-OTT-13 17:17
NNNN
